Arrivato in Italia attraversando mare e deserto, Randy Ashu si laurea con 110 e lode in Giurisprudenza a Napoli

La storia di Randy Ashu, ragazzo camerunense laureatosi in Giurisprudenza alla Federico II a Napoli, rappresenta un esempio di chi ce l'ha fatta, partendo dal nulla.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Randy Ashu è un ragazzo camerunense di 24 anni, che ha raggiunto l’Italia passando per il deserto e il mare. Come tanti giovani suoi coetanei, i quali arrivano nel nostro Paese alla ricerca di un futuro migliore, Randy è uno di loro, e rappresenta un esempio.

Il ragazzo si è laureato in Giurisprudenza con 110 e lode, presso l’Università Federico II di Napoli, vive a Vico Equense con la compagna Filomena e la loro bambina, nata tre anni fa. Racconta cosi a Il Corriere della Sera, pensando alla sua famiglia d’origine:

Mia madre quando sono partito è stata male, l’hanno ricoverata: ma ora è felice per me.

Randy Ashu e il ‘sogno occidentale’

Randy Ashu

Randy Ashu è riuscito a raggiungere l’importante traguardo della laurea, nonostante sia partito da una condizione abbastanza svantaggiata. Scappato dal Camerun quando aveva 17 anni, il suo non è stato un inizio facile, infatti per ben tre volte ha provato ad attraversare il Mediterraneo, come ha specificato a Fanpage.it:

Avevo 17 anni quando lasciai il Camerun per venire in Europa. Non è stato facile, anzi spesso me ne sono pentito.

Ero scappato senza dir niente a nessuno, assieme ad alcuni amici. Alcuni di loro non ce l’hanno fatta, e questa cosa mi ha segnato molto.

In particolare ha ricordato la traversata come un’esperienza drammatica, che “non augurerebbe neanche al suo peggior nemico”:

Noi africani non abbiamo idea di cosa accada durante il viaggio, ci fanno credere che ci aiuteranno a raggiungere il ‘sogno occidentale’, ma in realtà non è così, non ci aiutano per nulla.

Nel viaggio ho perso un mio caro amico, e per due volte dalla Libia siamo naufragati nel Mediterraneo finendo per ritrovarci nelle carceri libiche. La terza volta non volevo quasi più partire, ma non ci hanno lasciato alternative: o il mare, o niente.

La terza volta però, Randy Ashu è riuscito ad arrivare in Italia, dapprima a Lampedusa, per poi, in quanto minore non accompagnato, essere portato a Polla, in provincia di Salerno: “La terza volta è stata quella buona: eravamo in 140 sul gommone, che è arrivato in acque internazionali prima di ribaltarsi, e lì siamo stati salvati. Ricordo bene quel giorno, anzi, anche per onorare quelli che di noi non ce l’hanno fatta, ti chiedo anche di scrivere la data esatta: era il 24 maggio del 2016”.

Randy Ashu: “Bisogna innamorarsi del proprio percorso”

Randy Ashu ha ottenuto la borsa di studio, grazie all’iniziativa promossa dall’ateneo Federico II, insieme alla Comunità di Sant’Egidio e alla Fondazione Aurora, che prevede dei posti speciali riservati per gli studenti migranti, africani o asiatici.

Intervistato da Il Corriere della Sera, ha raccontato di voler intraprendere una carriera come avvocato societario, con un particolare interesse nel settore energetico e delle infrastrutture. A chi vuole raggiungere i propri obiettivi, come ha fatto lui, consiglia:

Non basta essere motivati, bisogna veramente innamorarsi del proprio percorso. Questa è la mia filosofia, che si applica a ogni aspetto della vita, non solo accademico, ma in generale.

Inoltre, il consiglio più importante che vorrei condividere è quello di essere capaci di chiedere aiuto quando necessario, in qualsiasi ambito.

Leggi anche: L’Università di Padova conferisce la laurea a Giulia Cecchettin: “Hai aperto uno squarcio nelle coscienze”

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