La Rai potrebbe perdere Sanremo, la convenzione scade nel 2025: cambierà città?

La Rai potrebbe dire addio anche al Festival di Sanremo? Il contratto con la città ligure è in scadenza nel 2025: quali sono i prossimi scenari?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Amadeus non ha rinnovato il contratto con la Rai ed è in scadenza quello della stessa rete con il comune di Sanremo, termine ultimo previsto per il 2025, come dichiarato nei mesi scorsi da Dagospia: “L’accordo che lega il comune ligure alla TV pubblica viene ciclicamente rinnovato, la Rai non è proprietaria del marchio Sanremo, ma è solo media partner del Festival”.

Dopo 75 anni di collaborazione la Rai potrebbe perdere anche Sanremo? Tante sono le ipotesi circolate in merito a tale questione. Pier Silvio Berlusconi avrebbe voluto strappare alla TV di Stato sia la kermesse sonora sia Amadeus, ma quest’ultimo ha appena siglato un contratto con il gruppo Warner Bros Discovery.

Si potrebbe, quindi, pensare che, qualora la città di Sanremo non rinnovasse la stipula del contratto con la Rai, il Festival di Sanremo potrebbe approdare su Nove, contando su uno dei conduttori, nonché direttori artistici, più longevi della storia della kermesse sonora.

Inoltre, il sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, in merito al futuro televisivo di Amadeus e dello stesso Festival ha così dichiarato a “LaPresse”: “Con Amadeus abbiamo lavorato cinque anni insieme, è stata un’esperienza bella, una lunga condivisione e gli sono grato per il grande lavoro. Al momento fino al Festival del 2025 c’è la convenzione, poi chissà“.

Perché secondo Enzo Mazza il Teatro Ariston è inadeguato per ospitare la kermesse canora?

Enzo Mazza, presidente della FIMI, Federazione Industria Musicale Italiana, aveva rivelato ai microfoni di RTL 102.5 lo scorso febbraio che il Teatro Ariston sia “adeguato per fare un evento come Sanremo”, avendolo definito come “un attrezzo vintage”. Inoltre, sarebbe necessario costruire una struttura ad hoc, dal momento che solo nel 2024, “ci sono state 15 mila richieste di biglietti a fronte di 1000 posti a disposizione”.

Nel contratto stipulato, fino al 2025, con la Rai, la città di Sanremo incassa 5 milioni all’anno, introiti che secondo Mazza “non si sa dove vadano a finire, se non viene utilizzato per rendere la città più appetibile, perché ristrutturazioni della città non ci sono, il nuovo palazzetto per gli eventi non c’è”.

Mazza ha posto in essere il problema della sicurezza: “Quest’anno c’erano 30 artisti. In più, nella serata delle cover del venerdì, c’erano gli ospiti dei 30 artisti e la situazione, anche a livello di sicurezza, era effettivamente preoccupante”.

Il Festival di Sanremo potrebbe cambiare città e non andare in onda sulla Rai?

Mazza, però, non ha mancato di sottolineare come il teatro Ariston sia “una bomboniera degli anni ’50”, ma allo stesso tempo un “luogo difficile da gestire”. Infatti, è necessario anche considerare tutto ciò che ruota intorno al Festival, non solo gli artisti, ma anche chi lavora dietro le quinte, gli eventi fuori e vicino al Teatro Ariston, e la capienza di alberghi e strutture ricettive.

Ha continuato ancora Mazza: Non chiediamo di cambiare la città, ma chiediamo degli interventi che sono necessari da 30 anni. Da quanto vado io al Festival si parlava di una nuova struttura e questo non avviene mai”.

In vista di alcune problematiche, quindi, il nuovo contratto potrebbe prevedere una cifra al di sopra dei 5 milioni di euro, normalmente versata dalla Rai. A questo punto, Nove, che dopo Fazio è riuscito ad avere nelle proprie reti anche Amadeus, potrebbe avanzare una nuova offerta al comune di Sanremo. Per sapere le intenzioni del gruppo Warner Bros Discovery, però, e per la scadenza del contratto con la Rai, bisognerà aspettare ancora un altro anno.

Leggi anche: Amadeus, addio alla Rai e Sanremo su Canale 5? La proposta di Nove e Pier Silvio Berlusconi

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