lunedì, Gennaio 17, 2022

Omicron, dal paracetamolo al cortisone: quali farmaci utilizzare per curarsi a casa

Se volessimo cure più specifiche per la variante Omicron, come potremmo intervenire da casa? Ecco i consigli degli esperti.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Quali farmaci utilizzare per Omicron? Da quando la variante Omicron ha preso il sopravvento, è subito apparso chiaro quanto i sintomi di tale versione del virus siano assimilabili a quelli dell’influenza: mal di testa, raffreddore, dolori articolari, stanchezza e, a volte, febbre.

Spesso, quindi, le prescrizioni che vengono date per trattarli sono molto simili a quelle che si usano per l’influenza, ovvero anti febbrili, anti dolorifici, la raccomandazione di stare a riposo e di bere molta acqua. Ma, se volessimo cure più specifiche per la variante Omicron, come potremmo intervenire da casa?

A rispondere a questo interrogativo ci hanno pensato gli esperti della Mayo Clinic e della Harvard Medical School: il risultato della loro indagine è stato spiegato da Claudio Cricelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie, che ha emanato un documento rivolto a pazienti e medici di famiglia con consigli per affrontare al meglio la variante Omicron a casa.

Quali farmaci utilizzare per Omicron? La terapia varia in base al paziente

Quali farmaci utilizzare per Omicron? Anzitutto, Cricelli ha chiarito come la terapia da seguire cambi in base alle condizioni generali del paziente. Ha detto: “La terapia viene definita sulla base delle caratteristiche specifiche della persona. Non esiste una cura per Covid-19, ma esiste un profilo specifico del singolo paziente. L’approccio terapeutico cambia se si tratta di un soggetto giovane, senza fattori di rischio e senza malattie concomitanti, o se si tratta invece di un paziente anziano fragile, con fattori di rischio e altre patologie”.

L’età è quindi il primo criterio da prendere in considerazione nell’elaborare la terapia giusta. Oltre a questo, circa 30mila medici generici hanno a disposizione un apposito programma sul loro computer che permette di indagare la condizione lavorativa e sociale dei pazienti. Senza contare quanto la valutazione dei medici cambi tra vaccinati e non vaccinati.

Quali farmaci utilizzare per Omicron: la differenza tra asintomatici e non

Per chi si ammala di variante Omicron ed è asintomatico e del tutto privo di fattori di rischio come età o altre patologie, vale il principio della vigile attesa. Se invece compaiono sintomi simil-influenzali, Cricelli ha spiegato: “Prescriviamo paracetamolo o gli antinfiammatori perché sono farmaci sintomatici, quindi non sono curativi per il Covid ma li usiamo per alleviare i sintomi” E ha aggiunto:

Tra l’altro, in queste ultime settimane, stiamo facendo esperienza sui giovani che presentano sintomi lievi ma molto fastidiosi come mal di testa, stanchezza, dolori articolari, mucose infiammate e quindi prescriviamo antidolorifici, antipiretici o farmaci antinfiammatori per dare loro un po’ di sollievo.

La febbre e il raffreddore durano di solito tre giorni nei vaccinati, mentre per i non vaccinati i sintomi possono protrarsi anche due settimane e la carica virale è più forte.

Quali farmaci utilizzare per Omicron: da paracetamolo a cortisone, il parere degli esperti

Quali farmaci utilizzare per Omicron? I rimedi, dunque, non sembrerebbero così diversi da quelli che avremmo adottato per mettere fine a una semplice influenza. Il report degli esperti della Mayo Clinic ha confermato questo approccio, indicando come cure di supporto per chi contrae il Covid in forma lieve antidolorifici (ibuprofene o paracetamolo), sciroppo o altri farmaci per la tosse, oltre a riposo e frequente assunzione di liquidi.

In generale, anche Aifa suggerisce di utilizzare in caso di febbre e dolori muscolari il paracetamolo o i cosiddetti Fans (farmaci anti-infiammatori non steroidei), salvo allergie. Anche i corticosteroidi, appartenenti alla famiglia del cortisone, possono aiutare, ma vanno assunti solo in alcune fasi della malattia, nello specifico sono indicati per pazienti ospedalizzati molto gravi, che necessitano di ossigeno. Se presi in altri casi potrebbero avere un impatto negativo sul sistema immunitario.

Poi c’è l’eparina, impiegata nella profilassi delle tromboembolie, nei pazienti con infezioni respiratorie acute, con annessa mobilità ridotta. Di solito si utilizza per tutta la durata dell’immobilità, ma Aifa ne sconsiglia l’uso routinario per pazienti Covid non ospedalizzati e non allettati.

Omicron, antivirali: sì, ma non per tutti

Quali farmaci utilizzare per Omicron: da paracetamolo a cortisone, il parere degli esperti

Non va escluso nel trattamento dei sintomi l’utilizzo di pillole antivirali come il molnupiravir della Merck, da assumere oralmente a 5 giorni dall’insorgenza dei sintomi. Il farmaco è stato approvato in Italia la scorsa settimana e sembra essere efficace anche contro Omicron. Ma a chi è indirizzato? Cricelli ha spiegato:

I pazienti con sintomi da lievi a moderati che – anche se vaccinati – presentano gravi fattori di rischio come gli obesi, gli ipertesi, i diabetici e gli anziani non ospedalizzati entro cinque giorni dai sintomi iniziali.

È stato dimostrato che tre pazienti Covid su 10 in terapia con molnupiravir evitano l’ospedalizzazione, quindi ad oggi l’efficacia consolidata di questa nuova terapia è del 30%.

Del farmaco si assumono quattro compresse 2 volte al giorno per 5 giorni. “Il suo utilizzo – chiarisce il presidente della Simg – non è raccomandato in gravidanza e l’allattamento al seno deve essere interrotto durante il trattamento e nei 4 giorni successivi”.

Cosa fare se nonostante le cure da casa i sintomi peggiorano?

Che fare se, nonostante la terapia da casa, i sintomi continuano a peggiorare? Cricelli ha detto: “Se c’è un peggioramento delle condizioni generali e in particolare di quelle respiratorie allora significa che potrebbe già essere in corso una polmonite così come se si presentano sintomi cardiovascolari indicano che è in atto la tempesta citochinica”.

E ha aggiunto: “In questi casi, è necessario il ricovero ospedaliero e se siamo di fronte ad un soggetto con fattori di rischio, anche se vaccinato, possiamo suggerire gli anticorpi monoclonali a patto che vengano somministrati nelle primissime ore dall’insorgenza dei sintomi“.

Leggi anche: Variante Omicron, come riconoscerla: sintomi, durata e incubazione

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Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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