Intelligenza artificiale, quali le professioni più a rischio? E quali resistono?

L'intelligenza artificiale rivoluzionerà il mondo del lavoro: da un lato la crescita dei profitti, dall'altro l'innescarsi di nuove disuguaglianze sociali?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
spot_img

L’intelligenza artificiale ci ha cambiato e ha una notevole influenza sul nostro nuovo modo di vivere. E uno dei nodi cruciali su questo tema, estremamente dibattuto, è se e come sarà in grado di cambiare il mondo del lavoro?

Come già annunciato da molti, e sostenuto a gran voce da Bill Gates, è già in atto una vera e propria rivoluzione. Inoltre, secondo il Fondo Monetario Internazionale, l’intelligenza artificiale avrà un impatto sul mercato e inciderà sul 60% dei posti di lavoro. Vediamo quali professioni sono a rischio e quali no.

Quali professioni non subiranno modifiche con l’avvento dell’intelligenza artificiale?

L’intelligenza artificiale può essere un valido aiuto in ogni azienda, poiché facilita i dipendenti, aiutandoli in alcuni precisi compiti e facilitando anche alcuni processi. A tal proposito, l’AI farà approderà persino al Parlamento: farà ingresso a breve alla Camera, velocizzando le pratiche legislative e la scrittura di alcune documentazioni.

Ma cosa afferma il Fondo Monetario Internazionale? Secondo le nuove stime, i lavori che non subiranno troppi cambiamenti sono quelli che hanno “un’elevata complementarietà con l’intelligenza artificiale”, in quanto la tecnologia servirà da supporto ad alcune mansioni in cui è richiesto un alto grado di professionalità. Tra le professioni ‘al sicuro’ rientrano:

  1. Gli avvocati
  2. I giudici
  3. I chirurghi
  4. Gli informatici

Quali sono i lavori più a rischio?

L’AI, al contempo, potrebbe ridurre il numero di dipendenti nelle società, con un impatto anche sullo stipendio e potrebbe sostituire anche dei ruoli. Tra le professioni maggiormente a rischio, quindi, ci sono quelle che hanno “una bassa complementarietà con l’intelligenza artificiale” e sono:

  1. Gli artisti
  2. I lavapiatti
  3. I venditori
  4. Gli operatori dei call center

Inoltre, come riporta “Fanpage.it”, la Bluefocus Intelligent Communications Group Co., uno dei più importanti gruppi di pubbliche relazioni con sede in Cina, ha appena annunciato un cambiamento radicale: la volontà di sostituire una buona parte dei dipendenti con dei chatbot. Ma non solo, facendo una stima circa il 30% dei ruoli di back-office, entro i prossimi 5 anni, saranno totalmente sostituiti dall’intelligenza artificiale.

L’intelligenza artificiale creerà disuguaglianze sociali?

lavori sostituiti da ai

Se da un lato l’AI può generare una crescita globale, di contro potrà incentivare le disuguaglianze sociali. Kristalina Georgieva, direttrice generale del FMI, ha spiegato il suo punto di vista sull’intelligenza artificiale: “Moltissimi posti di lavoro potrebbero trarre vantaggio dall’integrazione dell’intelligenza artificiale, incrementando la produttività. Ma a ridursi potrebbe essere la domanda di manodopera, portando a salari più bassi e a una riduzione delle assunzioni“.

Secondo Georgieva, quindi, l’AI premierebbe i lavoratori che hanno un reddito annuo molto alto, dando vita però alle disuguaglianze. Proprio per questo motivo è necessario che “i Paesi istituiscano reti di sicurezza sociale, offrendo programmi di riqualificazione per i lavoratori vulnerabili”.

Infatti, solo in questo modo “la transizione verso l’IA potrà essere più inclusiva, proteggendo tutti i lavoratori, in qualsiasi campo e arginando fin da subito la questione della disuguaglianza”. L’intelligenza artificiale non potrà mai sostituire i dipendenti, ma è necessario comprendere fino a che punto impatterà sul mondo del lavoro e che risvolti avrà questa decisiva rivoluzione.

Leggi anche: L’intelligenza artificiale avrà finalmente il suo codice etico? Ci sta lavorando un filosofo italiano

spot_img

Correlati

Arriva la mappa 3D che svela come funziona il cervello: “Mai visto niente del genere”

Neuroscienziati dell'Università di Harvard e ricercatori che lavorano per Google hanno analizzato l'imaging cerebrale...

L’agricoltura punta in alto: le nuove soluzioni del vertical farming

L'agricoltura verticale, o "vertical farming", sta emergendo come una delle soluzioni più innovative e...

Schiarire le nubi, la soluzione da fantascienza per abbassare le temperature

Schiarire le nubi per abbassare la temperatura terrestre: sembra un'ipotesi da romanzo di fantascienza,...
Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
spot_img