Poetica devastante e nuovi sognatori: “La poesia trascina nel sogno”

La 'Poetica devastante' del poeta Raffaele Sgambato ci fa immergere in nove personaggi e nove mondi diversi: "La poesia ci conduce dall'aridità esistente al sogno benedetto".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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La poesia, lo sconfinato mondo dell’ars poetica, tra le righe ci mostra un’alternativa alla canonica visione del mondo, una via di fuga. Spinge i lettori a togliere la maschera del quotidiano, svelando il proprio lato più intimo e personale. Mette in luce i lati della personalità umana, la frammenta per poi ricomporla attraverso la dolcezza e il senso delle parole.

Lo sa bene il poeta Raffaele Sgambato che nella sua opera Poetica devastante, edita da Il Gruppo Albatros Il Filo, ci dischiude la realtà attraverso spicchi di poesia da assaporare, e ci conduce in un mondo polifonico in cui le voci dei nove personaggi si intersecano alla perfezione, alla rincorsa del sogno.

Poetica devastante, dalle contraddizioni all’unità dell’anima

In Poetica devastante il poeta Raffaele Sgambato si rivolge ai lettori attraverso nove punti di vista diversi, in cui è naturale identificarsi: “La narrazione poetica è filtrata attraverso nove voci di nove personaggi che, pur non muovendosi nello spazio e nel tempo, hanno un preciso substrato emotivo. Ciascuno rappresenta un’anima, un tassello dello stesso puzzle”.

I lettori possono accostarsi a uno o più di essi, in base al tipo di emotività personale, ma lo scopo finale è mettere fine alle contraddizioni e raggiungere l’unità. Dice il poeta: “I nove personaggi sono come fantasmi che si agitano in assemblea nella nostra testa, che si combattono fra loro per prevalere in ogni circostanza”. Ognuno di loro ha un compito: “Tutti sono espressione del conflitto insanabile fra la multiformità del non essere, della vitalità dell’arte, dell’inconscio, e l’immobilità inscalfibile della ragione, della coscienza, della morale”.

Qual è il personaggio che rappresenta di più il poeta Raffaele Sgambato?

È Draven “il personaggio che riconduce all’unità, che imperversa poeticamente, ispirato al film The Crow, nel quale il corvo è il tramite tra la vita e la morte per il protagonista”. Per Raffaele Sgambato, Draven ha un significato catartico: è il corvo interiore che lo guida “dall’aridità dell’esistente verso il sogno benedetto”. A descrivere il suo stato d’animo attuale è la poesia Tregua e grazia. Ce lo spiega lui stesso: “Cercando un modo per cancellare l’ansia del mio sogno, mi sono ritrovato senza grazia. Poi ho capito che c’è sempre una Tregua per camminare verso il sogno e l’amore viene restituito alla grazia”. Perché può sempre contare sulla scrittura che, attraverso le parole, è capace di guarirlo dopo aver varcato lampi e folgori per ritrovare dentro sé quell’armonia, di “quel sogno benedetto”:

Ho chiesto tregua al male stesso,

attraversando i giardini delle folgori,

con passi erranti, con ampie parole,

con una scrittura sempre aurorale,

rivolgendo sguardi sonori all’armonia,

ad un’umanità incarnata, nell’attesa dell’altro.

La ‘Poetica devastante’ è una dimensione che può esistere nella nostra contemporaneità?

In questo preciso momento storico, dice il poeta, “è ancor più necessario, rispetto al passato, non cedere alle difficoltà e abbandonare le tracce oniriche del proprio destino”. Che cosa succederà dopo la pandemia e dopo le guerre attuali? Aggiunge Sgambato: “La natura e la storia ci hanno mostrato che l’avidità, il successo e il potere, così come il predominio economico e bellico su quello umano, ambientale e culturale, non recano luce vera e duratura”.

E allora non rimane che il sogno e la forza di avere una visione, sia personale sia collettiva, che rispetti sempre l’altro, “tra la religione del lucro e del dominio e i diritti fondamentali”. Il poeta ci suggerisce anche qual è, secondo il suo parere, la poesia simbolo di questo periodo, che si può avere il piacere di leggere nel suo progetto Walk the Dream, La terza via: “Quando morirò, tutto ciò che è mio, sarà polvere, eccetto i sogni”. Ripercorriamo altri versi di questa poesia:

Abbiamo l’occasione di cambiare individualmente e collettivamente,

un’ultima chiamata per le nostre anime, l’alternativa è l’attuale contagio mondiale,

oppure il vecchio contagio interiore e sinceramente non saprei cosa scegliere..

Poesia è far vivere l’emozione onirica a nuovi sognatori

Non solo Poetica devastante. Nel progetto di poesia motivazionale Walk the Dream il poeta lascia sempre lo spazio al sogno e ai nuovi sognatori: “Per tutti coloro che hanno deciso di confessare i desideri dell’anima, le aspettative che nascondiamo agli altri, i pezzi di sogno nascosti in un angolo che prepotentemente vengono alla luce”. Citiamo la poesia Te he escrito, nella versione tradotta, uno squarcio di condivisione di Julie Pereyra con l’altro lato del pianeta:

La poesia serve affinché le anime perdute si trovino,

ma oggi la mia anima mi ha detto

Poesia sei tu,

mentre sogno che ti svegli.

La ‘Poetica devastante’ di Raffaele Sgambato è quel viaggio intimo che ci ricongiunge all’onirico. Buona lettura.

Leggi anche: Cos’è la poesia motivazionale? Incoraggia a vivere i sogni con la forza delle parole

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