giovedì, Giugno 30, 2022

Omicron 5, quali sono i sintomi. Pregliasco: “Un infetto può contagiarne altre 15”

Omicron 5 si sta rivelando, tra le varianti Covid, la più contagiosa. Vediamo quali sono i sintomi e se c'è da preoccuparsi, soprattutto in vista dell'autunno.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Omicron 5 è tra le varianti Covid quella più infettiva, capace di aggirare le difese di chi ha già avuto la malattia o è stato vaccinato, anche con tre dosi. Questa mutazione del virus ha la capacità di sfuggire anche alla quarta dose, secondo quanto dichiarato dal virologo Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa).

Spesso viene confuso con un colpo di freddo da aria condizionata, con malesseri quali mal di gola e febbre. Se la settimana scorsa per l’Istituto superiore di sanità la sottovariante era la causa del 23% dei casi, oggi è considerata sopra il 50%, con un ritmo di crescita settimanale tra il 50 e 60% e oltre 62mila contagiati.

Vediamo i sintomi di Omicron 5, i cui casi nella maggioranza non si presentano gravi, secondo i tassi dei ricoveri ospedalieri.

Omicron 5: il rischio di facili allarmismi

Anche se i sintomi di Omicron 5 sono lievi i contagi sono tanti. Fra qualche mese potrebbe verificarsi un aumento dei ricoveri e per questo, secondo Matteo Bassetti, sarà opportuno rivaccinarsi e usare le mascherine. L’infettivologo però lamenta poca maturità, sia nella politica che tra i colleghi, e critica chi ha lanciato allarmismi con il rischio di non essere presi sul serio quando si presenterà il problema, in autunno:

Altri Paesi hanno vissuto questa ipercircolazione di Omicron 5 senza allarmismi: tanti contagi, ma sintomi lievi rispetto al virus originale.

Dopo 3 o 4 giorni di febbre, mal di gola e stanchezza, tutto passa e si risolve. Serve sangue freddo, ma nuovamente manca a chi dovrebbe averne.

Omicron 5, la variante più contagiosa

Il virologo Fabrizio Pregliasco, docente di Igiene all’università Statale di Milano e direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi, ha parlato di Omicron 5 come variante dall’estrema contagiosità, superiore addirittura a quella del morbillo e della varicella, “con un R0 che oscilla tra i 15 e i 17: basti pensare che la variante Wuhan, quella originaria, aveva un R0 di 2,5, mentre la Delta di 7”. Ha dichiarato, come riportato da Il Messaggero, che “una persona infettata da BA.5 può contagiarne altre 15 o 17”.

Pregliasco, ha poi elencato i sintomi di quella che è destinata a diventare la variante dominante in Italia:

L’insorgenza di questa variante, un po’ più benevola, ma non troppo. è un virus ‘adattato’ che si replica nelle prime vie aeree, sviluppandosi poi in raffreddore, cefalea e anche qualche caso di dissenteria, con esiti di malattia però inferiori.

Questo perché la maggior parte della popolazione si è vaccinata, oppure si è ammalata, o ancora è vaccinata e ammalata e guarita. Quindi un background di risposte immunitarie che, spesso e volentieri, non hanno impedito l’infezione, bensì hanno garantito un decorso più banale.

Il virologo ha poi concluso con una buona notizia, relativa a un recente studio sul Long Covid, che per Omicron 5 risulta essere presente in misura minore rispetto alle altre varianti.

Omicron 5, i sintomi

Khalid Kussini, medico di famiglia a Latisana, in Friuli Venezia Giulia, ha spiegato nel dettaglio, in un’intervista a Repubblica, quali sono i sintomi di Omicron 5. Ecco cosa ha dichiarato:

In molti hanno il mal di gola e la febbre, anche fino a 39.

Ormai ogni giorno ci sono pazienti che vengono da me per fare il tampone, dopo essere risultati positivi al test casalingo.

Omicron 5, rispetto alle altre sottovarianti di Omicron, mostra sintomi più evidenti che si possono così sintetizzare:

  • febbre, che in molti casi inizia con un forte mal di gola
  • raffreddore o la tosse
  • debolezza e dolori diffusi

Gusto e olfatto invece non scompaiono più, come accadeva con Delta, e la positività sarebbe meno duratura rispetto alle altre sottovarianti, con la possibilità di negativizzarsi anche in meno di una settimana. Riguardo alla gravità la dottoressa ha specificato:

La stragrande maggioranza dei miei pazienti ha fatto almeno la seconda o la terza e quindi non sviluppa sintomi importanti.

Ho avuto solo due malati intubati nelle ultime settimane. Uno, che poi è deceduto, non aveva ricevuto nemmeno una somministrazione, l’altro aveva fatto soltanto una dose.

Leggi anche: Pregliasco: “Omicron 5 rialzerà i casi, è più contagioso di morbillo e varicella”

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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