mercoledì, Ottobre 28, 2020

Non solo Ilva, Taranto non smette di sperare

Federica Tuseo
Federica Tuseohttp://ildigitale.it
Federica Tuseo. Classe 1994. Redattrice. Nomade digitale, alla costante ricerca di novità e sempre pronta a partire per girare il mondo, raccontando storie di vita vissuta. Una laurea triennale in Lingue e culture moderne ed una magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Web, startup e innovazione sono i suoi orizzonti di ricerca.

Finita l’euforia per il 1° maggio in riva allo Ionio, è impossibile ripensare a cosa è andato storto a Taranto, una di quelle città che ci ricorda quanto sia difficile far quadrare i conti in Italia. “Dal 1965 cambiano gli attori ma restano i tumori”: è lo striscione che campeggia sotto il palco del famoso concertone, quest’anno organizzato dal Comitato Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti. Uno slogan che mostra la dolorosa ferita aperta, quella della situazione lavorativa, che dopo anni continua ad essere visibile come fosse una tela di Fontana. I numeri parlano chiaro: Taranto è prima per numero assoluto di malattie cancerogene imputabili all’attività lavorativa. Il mostro ex-Ilva, oggi proprietà della multinazionale indiana Arcelor Mittal, continua imperterrito a mietere tante vittime, tante da poter parlare di “emergenza tumori” nella città dei due mari.

Numeri incredibili, da leggere a denti stretti

La più grande acciaieria d’Europa, l’ex Ilva oggi di proprietà ArcelorMittal.
Secondo l’Osservatorio nazionale amianto, infatti, tra i lavoratori impiegati nello stabilimento ex Ilva di Taranto si registra il 500 per cento di casi di cancro in più rispetto alla media della popolazione generale della città. Dati molto preoccupanti, che fanno il paio con quelli diffusi dall’Istituto superiore di sanità, secondo cui chi vive nei siti contaminati ha un rischio di morte più alto del 4-5 per cento rispetto al resto della popolazione. Il polo siderurgico più grande d’Europa, quindi, continua a produrre inquinamento, a fagocitare il sistema economico locale e a determinare un incremento spaventoso del rischio di tumore sin dalla tenera età. Inoltre, anche a causa della insoddisfacente offerta universitaria presente e dell’ancora minori possibilità di sbocchi lavorativi, i giovani tendono sistematicamente ad emigrare, provocando un effetto a catena negativo per la città e la sua comunità attiva ridotta all’osso.

La resistenza si fa sentire, c’è una luce in fondo al tunnel

Il progetto del parco voluto da Niccolò Fabi, intitolato a sua figlia Olivia.
Leggi anche: Ilva di Taranto: chiudere subito, rinascere in fretta Nonostante le difficoltà, i limiti, il dramma che centinaia di famiglie vivono tutti i giorni, Taranto c’è e resiste. I tenaci tarantini tentano di organizzarsi autonomamente con esperti e comitati per far sentire il proprio grido feroce contro l’ingiustizia provocata dall’ecomostro. La battaglia è viscerale per la rinascita sia all’interno sia all’esterno: il mondo deve sapere che Taranto non è solo Ilva e morte. Anche in occasione del concertone, è stato presentato sul palco una manifestazione ambientalista che si terrà il 4 maggio. L’intervento di uno dei promotori, Giordano Guarini, spiega il percorso del corteo che partirà da piazza Gesù Divin Lavoratore, al rione Tamburi, nonché uno dei più colpiti dai disagi dell’industria, per raggiungere i cancelli dello stabilimento siderurgico ArcelorMittal. Oltre alle proteste, ci sono altre notizie che fanno ben sperare per il futuro dell’antica colonia magnogreca. In primis la costruzione a breve del primo parco eolico offshore in Italia e nel Mediterraneo, che potrebbe fare da apri pista anche per una svolta green da dare alla città. Un altro progetto che prende forma, per adesso solo sulla carta, è quello di creare un’area verde, a ridosso dell’ex-Ilva. Il parco, che rappresenterà un’occasione di rinascita per il quartiere Tamburi nel quale sorgerà, è un regalo del cantautore Niccolò Fabi e di Shirin Amini, tramite la fondazione Parole di Lulù. Dopo lunghe trattative, l’ostinazione ha avuto la meglio, e l’intesa con il Comune di Taranto ha permesso l’individuazione dell’area che sarà intitolata a Olivia, la figlia di Fabi morta a due anni nel 2010 per una meningite fulminante. Una realtà, quella del parco che nascerà prossimamente, dedicata ai bambini del quartiere, pensata per loro che sono il futuro della meravigliosa città pugliese. di Federica Tuseo

Federica Tuseo
Federica Tuseohttp://ildigitale.it
Federica Tuseo. Classe 1994. Redattrice. Nomade digitale, alla costante ricerca di novità e sempre pronta a partire per girare il mondo, raccontando storie di vita vissuta. Una laurea triennale in Lingue e culture moderne ed una magistrale in Media, comunicazione digitale e giornalismo. Web, startup e innovazione sono i suoi orizzonti di ricerca.

Popolari

Coronavirus, tornerà a settembre con nuovo lockdown: sì o no?

Il rischio di un nuovo lockdown a settembre sembra farsi più concreto. Cosa ne pensano gli esperti? E come farsi trovare pronti?

Nuove regole Inps sulla quarantena: l’isolamento fiduciario a casa non è malattia

Diversamente da quanto stabilito nel decreto Cura Italia, l’isolamento domiciliare non sarà automaticamente equiparato alla malattia. Ecco cosa c’è da sapere.

Finanziamenti a fondo perduto 2020: tutti i bandi

La lista dei bandi a fondo perduto 2020 nazionali e regionali. Quali sono, chi può chiederli e come fare per ottenerli.

Maxi concorso al Comune di Roma: 1500 nuove assunzioni. Tutto quello che c’è da sapere

L’atteso concorso annunciato dal Campidoglio probabilmente sarà pronto per la seconda metà di agosto. Si cercano 1500 dipendenti in diversi profili, da assumere entro la primavera 2021. Causa Covid, le selezioni avverranno a distanza.

Ultimi

Zangrillo: “Pronto soccorso pieni? Nessun disastro, il 60% è un codice verde”

Il primario del San Raffaele di Milano rassicura quanti interpretano l’aumento delle chiamate al 118 come segno di un peggioramento dell’epidemia in Italia.

Chi è Mariacarla Boscono, la super modella, ultima fiamma di Stefano De Martino

Approdata nel mondo della moda a soli 16 anni, la Boscono è stata la prima italiana a posare per il Calendario Pirelli. La top model ancora oggi, all’età di 40, continua a sfilare e a incantare le passerelle internazionali.

Covid: addio a Pino Scaccia, giornalista e storico inviato Rai. Aveva 74 anni

Il mondo del giornalismo italiano è in lutto. È morto Pino Scaccia,...

A Milano nasce il Meet, primo centro internazionale di cultura digitale in Italia

È uno spazio fisico per il digitale, un presidio con un focus permanente sull’arte e la cultura dell’innovazione. Non solo sede espositiva, ma una vera e propria factory, un laboratorio creativo che connette Milano al resto del mondo.

Giacomo Celentano, figlio d’arte e sposo devoto

Giacomo Celentano è secondogenito di Adriano Celentano e Claudia Mori. Giacomo ha...