Un’azienda in cui ci sono ferie illimitate, la possibilità di scegliere se lavorare in ufficio o da casa, ma anche se portare con sé i propri figli o il cane, tre mesi di congedo di paternità pagati al 100%. Sembra un sogno, ma non lo è. Si tratta, infatti, della scommessa fatta da Fater.
La società ha deciso di adottare un’organizzazione lavorativa che va ad abbattere ogni tipo di abuso interno, tutelando la libertà e la serenità dei dipendenti. Nell’intervista rilasciata a Open, infatti, il Chief People & Culture Officer dell’azienda, Giulio Natali, parla proprio della filosofia del “People First”.
Alla base della scommessa di Fater c’è la consapevolezza che il luogo di lavoro in cui sono state introdotte le iniziative è caratterizzato da intelligenza e totale assenza di utilizzo spropositato dei vantaggi concessi. Ecco come l’azienda ha deciso di gestirsi.
Un’azienda “da sogno”
Ciò su cui Fater punta maggiormente è preservare la felicità dei propri dipendenti, attraverso la filosofia “People First”. Al centro c’è la volontà di abbandonare il canonico modello di comando e controllo, che può comportare abusi interni di potere, e porre estrema attenzione alla serenità dei lavoratori, di ogni grado. Come il Chief People & Culture Officer dell’azienda, Giulio Natali, ha confessato a Open, l’idea è nata sei anni fa:
Non si tratta di un’iniziativa spot inserita in un contesto aziendale qualunque.
Ormai dal 2020 l’azienda ha scelto in modo chiaro un modello culturale nella relazione con le persone, che ha chiamato People First.
Questo modello si fonda sul principio di favorire l’autonomia e la responsabilizzazione individuale basata sulla fiducia, in sostituzione del tradizionale modello di comando e controllo, che purtroppo è ancora prevalente in molte aziende.
All’interno di questo più ampio contesto aziendale, volto a generare benessere e felicità attraverso autonomia e responsabilità, nell’ultimo contratto integrativo è stata introdotta la misura delle ferie illimitate, applicata a tutta la popolazione aziendale, dai dirigenti fino agli operai.
Questa decisione consente al singolo dipendente di usufruire di un numero illimitato di ferie durante l’anno, senza subire alcuna penalizzazione economica o valutativa, naturalmente sempre in relazione alle esigenze organizzative aziendali.
Ciascuno può quindi prendere il numero di giorni di ferie che ritiene congruo per le proprie esigenze.
Tutto questo si inserisce in una logica in cui l’azienda valuta le persone sulla base dei risultati e del loro benessere.
Prima di essere adottata pienamente, questa misura è stata preceduta da un periodo di prova, con un’iniziale applicazione sui dirigenti, poi sugli impiegati e, infine, sugli operai. Le risposte dei lavoratori sono state positive, soprattutto perché, sostiene Natali, l’azienda si è sempre dimostrata coerente con le promesse fatte.
A colpire maggiormente i dipendenti è stata la possibilità di gestire in modo autonomo il proprio periodo di riposo. Questa libertà, infatti, è stata intesa come sinonimo di felicità. L’ipotesi che qualcuno possa usufruire in maniera spropositata di queste concessioni è reale, ma Natali tranquillizza:
Nei test fatti con i dirigenti nei primi mesi e poi anche con tutto il resto della popolazione aziendale non c’è stato alcun tipo di abuso.
In un contesto culturale maturo il percorso non è mai concluso e va sempre rafforzato, ma sono gli stessi responsabili a promuovere queste misure e il team fa la differenza, perché nessuno lascia i colleghi in difficoltà ma allo stesso tempo nessuno impedisce agli altri di prendersi le ferie di cui ha bisogno.
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Cosa offre l’azienda?

Oltre alle ferie illimitate, Fater offre modalità di lavoro ibrido. Ciò vuol dire che il dipendente è libero di scegliere se svolgere le attività in ufficio oppure da remoto. La scelta di lavorare in azienda, quindi, è dovuta all’ambiente confortevole che è stato creato:
Non facciamo lavoro remoto imposto, ma diamo la possibilità di organizzarsi liberamente ogni giorno.
Esiste comunque un campus aziendale dove si sviluppa la relazione in presenza, ma nessuno è obbligato a venire in sede.
Le persone sono invitate, e scelgono di farlo perché l’ambiente è piacevole.
Abbiamo creato un contesto in cui, se vieni in ufficio, trovi un ambiente positivo, altrimenti puoi scegliere liberamente dove lavorare.
Tra le altre iniziative introdotte, rientrano poi il congedo di paternità pagato al 100%, la possibilità di possibilità di portare i bambini in ufficio dopo la scuola oppure l’integrazione dello stipendio per le lavoratrici in gravidanza che necessitano di astenersi dalle attività prima della maternità obbligatoria. Queste le parole di Giulio Natali a Open:
Siamo un’azienda attenta alle diverse fasce di popolazione, per esempio contribuiamo alla metà dell’abbonamento in palestra o piscina, una misura molto apprezzata soprattutto dai più giovani.
In tema di genitorialità abbiamo tre mesi di congedo di paternità totalmente pagato dall’azienda che i padri possono utilizzare anche in periodi separati e che aiuta sia i padri sia le madri.
C’è anche un rimborso di una parte della retta dell’asilo nido.
Abbiamo scelto di non creare un asilo aziendale perché vogliamo che le persone siano libere di scegliere dove lavorare, allo stesso modo non vogliamo che si sentano obbligate a portare i figli in una struttura interna.
Consentiamo, però, di portare i bambini in ufficio dopo la scuola, dai sei anni in su possono fare i compiti accanto ai genitori, e allo stesso modo è possibile portare i cani in ufficio.
Ci sono poi altre misure di supporto alle madri, ad esempio integriamo lo stipendio delle lavoratrici in gravidanza che necessitano di interdizione anticipata dal lavoro, e per gli operai abbiamo introdotto permessi aggiuntivi per evitare cinque notti consecutive di lavoro, che sono particolarmente gravose.
Sono solo alcune delle misure, l’approccio è che partiamo sempre dall’ascolto delle persone e cerchiamo di rispondere con interventi concreti.
Insomma, la scommessa di Fater è sulla felicità dei lavoratori, a cui viene promesso un contesto di vita “sano”, le cui risposte sono intelligenza e totale assenza di abuso della libertà concessa.
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