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Musica 8 D, siamo sicuri sia qualcosa di nuovo?

La musica 8d è un effetto che dà una sensazione e una esperienza di ascolto nuova a chi sente questo tipo di suono per la prima volta.

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Cosa è la musica 8 D? Sono molti anni oramai che abbiamo imparato a familiarizzare con dei termini come 2k, 4K, 8k. Questa terminologia e relativa all’alta risoluzione delle immagini e dei video che possono essere realizzati e riprodotti con moderni smartphone o con apparecchiature dedicate, quali ad esempio videocamere e macchine fotografiche. Recentemente anche la musica si è mossa nella direzione dell’alta definizione. Per chiarire meglio questo concetto, dobbiamo specificare subito che la cosiddetta musica 8d è un effetto che dà una sensazione e una esperienza di ascolto nuova a chi sente questo tipo di suono per la prima volta.

Si ha l’impressione di essere al centro di più sorgenti sonore

Tipicamente quando si ascolta un brano musicale in 8d si ha l’impressione di essere al centro di più sorgenti sonore. L’ascolto e l’effetto che si percepiscono, sono migliori nel caso in cui si indossano delle cuffie con una resa elevata ma una sensazione, molto suggestiva, si percepisce ugualmente anche in presenza di altoparlanti. L’effetto che si prova è quello di un leggero brivido lungo la schiena con l’impressione che il suono si distribuisca da destra verso sinistra. Nella pratica si tratta di un inganno sensoriale. La rete aveva già sperimentato effetti simili come quello dell’Asmr ovvero Autonomous Sensory Meridian Response. In quel caso però si trattava di generare relax nell’ascoltatore.

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Suggestionare l’ascolto

La musica in 8d invece tende a suggestionare l’ascolto. Nonostante la rete stia presentando la musica 8d come qualcosa di nuovo e come un metodo per ingannare il tempo ai tempi della quarantena da coronavirus, bisogna precisare che i concetti della musica 8d risalgono già ai primi anni Ottanta. Infatti già nel 1983 l’ingegnere Argentino Hugo Zuccarelli aveva sfruttato tecniche di olofonia per generare una musica 3d. Possiamo ritrovare alcune testimonianze di ciò in alcuni brani della tv di stato svizzera. Nella pratica uno speciale microfono denominato olofono, permette di registrare dei suoni nello stesso modo in cui tale suono viene ascoltato dall’uomo. In questo modo il suono risultante viene percepito all’esterno della testa anziché sulla superficie delle cuffie. È per questo che per godere a pieno dell’ascolto in 8d sono necessarie delle cuffie.

L’effetto 8d è detto anche effetto di Haas

Dal nome del medico che per primo lo descrisse. Possiamo prendere ad esempio questo fenomeno fisico per spiegare il motivo per il quale, se ascoltiamo un brano registrato in 8d, finiamo per sentire un suono proveniente da più direzioni. Immaginiamo di essere in una stanza a una certa distanza da una sorgente sonora, ad esempio un altoparlante. Se la stanza ha delle dimensioni adeguate il nostro cervello udirà prima il suono che proviene direttamente dalla sorgente e successivamente udirà il suo riflesso, cioè quello che, di rimbalzo, viene respinto dalle pareti e arriva al nostro orecchio. Se i due suoni arrivano ad una distanza inferiore a 35 millesimi di secondo (range noto in fisica come zona di Haas) il nostro cervello non riesce a distinguere il primo suono dal secondo anche se il secondo fosse più forte. Per questo motivo l’effetto di Haas è detto anche effetto di precedenza. Se il secondo suono arriva al di fuori della zona di Haas ma sempre nell’ordine dei millisecondi, si ha l’impressione che il suono arrivi da più parti. Si è discusso delle similitudini tra l’effetto 8d e il Dolby Surround ma in questo ultimo caso vi sono delle differenze sia sulla tecnica di riproduzione che di diffusione del suono.

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di Domenico Di Sarno

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