domenica, Novembre 29, 2020

Muro Usa-Messico, un’altalena rosa per unire

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

I primi disegni del progetto “Teeter totter wall” risalgono al 2009. Ma solo ora Ronald Rael e Virginia San Fratello, una coppia di architetti e docenti universitari della California, hanno visto realizzata la loro idea. A Sunland Park, in New Mexico, dove un alto muro divide il territorio statunitense da quello messicano, i due hanno installato alcune altalene dipinte di rosa acceso per combattere ogni divisione. Questa installazione ha permesso ai bambini di giocare insieme: anche se di fatto sono divisi da una barriera di separazione, i piccoli possono divertirsi con l’altalena “saliscendi”, segno di protesta pacifica per unire invece che per dividere.

Il muro è diventato il fulcro delle relazioni Usa-Messico e i bambini e gli adulti sono stati collegati in modo significativo da entrambe le parti con la consapevolezza che le azioni che hanno luogo da una parte hanno una conseguenza diretta dall’altra. Così bambini e adulti sono connessi al di là delle barriere tra i due Stati. Per riconoscere come ciò che avviene da una parte del muro abbia effetto sull’altro lato

Ha scritto su Instagram Ronald Rael, parlando di questa come “una delle esperienze più incredibili” della sua carriera e di quella di Virginia. L’installazione artistica ha preso il nome di “Virgole rosa”, per superare con il gioco la divisione del confine: il muro che separa il Messico dagli Stati Uniti diventa un “baricentro” che permette agli abitanti statunitensi e messicani di interagire tra di loro nonostante la barriera.

 
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One of the most incredible experiences of my and @vasfsf’s career bringing to life the conceptual drawings of the Teetertotter Wall from 2009 in an event filled with joy, excitement, and togetherness at the borderwall. The wall became a literal fulcrum for U.S. – Mexico relations and children and adults were connected in meaningful ways on both sides with the recognition that the actions that take place on one side have a direct consequence on the other side. Amazing thanks to everyone who made this event possible like Omar Rios @colectivo.chopeke for collaborating with us, the guys at Taller Herrería in #CiudadJuarez for their fine craftsmanship, @anateresafernandez for encouragement and support, and everyone who showed up on both sides including the beautiful families from Colonia Anapra, and @kerrydoyle2010, @kateggreen , @ersela_kripa , @stphn_mllr , @wakawaffles, @chris_inabox and many others (you know who you are). #raelsanfratello #borderwallasarchitecture

Un post condiviso da Ronald Rael (@rrael) in data:

Le altalene, collocate tra le barriere metalliche alte otto metri del muro hanno riscosso un incredibile successo: decine di bambini ma anche di adulti hanno cominciato a giocare sui due lati della frontiera, ridendo e divertendosi insieme. I due professori hanno dichiarato che:

Buone relazioni legano i messicani e gli statunitensi. E andare sul dondolo serve a dimostrare che siamo uguali e possiamo giocare insieme, divertendoci. Ma anche che il muro interrompe i rapporti tra le persone.

Anche il colore delle altalene è frutto di una scelta ben precisa: il rosa crea un forte contrasto col nero della barriera. Il tutto sotto la presidenza di Donal Trump strenuo sostenitore della necessità del muro di confine. Leggi anche: Calabria, migranti e studenti danno nuova vita al borgo   di Martina Mugnaini

Martina Mugnaini
Martina Mugnaini
Martina Mugnaini. Classe 1991. Nata e vissuta a Roma, ha un forte legame con le sue origini fiorentine. Laureata in Filologia Moderna alla Sapienza e giornalista, ama scrivere di tutto quello che riguarda l’arte, la letteratura, il teatro e la cultura digitale. Da anni lavora nel campo della comunicazione e del web writing interessandosi di tutto ciò che riguarda l'innovazione. Bibliofila e compratrice compulsiva di libri di qualunque genere, meglio se antichi: d'altronde “I libri sono riserve di grano da ammassare per l’inverno dello spirito” e se lo dice la Yourcenar sarà vero.

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