Strage migranti, il comandante della Capitaneria di Crotone: “Potevano essere salvati”

Forse quei migranti che hanno perso la vita sulle coste calabresi si sarebbero potuti salvare. Ad affermarlo è Vittorio Aloi, comandante della capitaneria di porto di Crotone.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Quella delle bare dei 64 migranti morti sulle coste calabresi è un’immagine che scuote la nostra umanità. E che impone, a chi di dovere, dovute riflessioni su quanto accaduto, affinché non si ripeta, affinché giovani vite non siano mai più spezzate da scelte politiche cieche e, come le ha definite qualcuno, disumane.

Nei giorni scorsi, la richiesta più urgente è stata quella di chiarimenti sulle ore immediatamente precedenti al naufragio avvenuto al largo di Steccato di Cutro, che ha ucciso almeno 69 persone. La Guardia Costiera, il giorno dopo la strage, aveva comunicato di aver ricevuto la segnalazione di Frontex riguardo la presenza di un barcone e che i volontari, a causa delle condizioni proibitive del mare, sarebbero stati costretti a tornare a riva.

Migranti morti, Aloi: “Motovedette più grandi avrebbero poruro navigare anche con quel mare”

Ma forse quei migranti morti si sarebbero potuti salvare. Ad affermarlo è Vittorio Aloi, comandante della capitaneria di porto di Crotone. “A noi risulta che domenica il mare fosse forza 4 – ha detto Aloi – ma motovedette più grandi avrebbero potuto navigare anche con mare forza 8”.

Se a noi non è giunto nessun allarme? Ripeto, adesso c’è un intricato discorso di ricostruzione dei fatti del quale non posso anticipare le conclusioni perché non ci siamo nemmeno arrivati – ha detto Aloi – Stiamo rifacendo tutto il discorso dei fatti e poi riferiremo all’autorità giudiziaria”.

Perché non siamo usciti? – ha continuaro il comandante – Non è questo il discorso. Dovreste conoscere i piani, gli accordi che ci sono a livello ministeriale. Le nostre regole di ingaggio sono una ricostruzione molto complessa, non da fare per articoli di stampa. Ci sarebbe bisogno di specificare molte cose su come funziona il dispositivo per il plottaggio dei migranti. In questo caso la dinamica è da verificare”.

Migranti morti, la Procura di Crotone apre un’inchiesta

Nei giorni scorsi, era circolata pure l’indiscrezione che la Procura di Crotone avesse aperto un’inchiesta per ricostruire tutta la vicenda dei migranti morti sulle coste calabresi e di quanto avvenuto prima del naufragio. Fatto, questo, confermato da Aloi, che però ha sottolineato come al momento le indagini non riguardino Guardia Costiera e soccoritori:

Se e quando saremo chiamati a dare la nostra versione, atti alla mano, brogliacci di telefonate, comunicazioni che ci sono state, noi riferiremo. Per ora non ci è stato chiesto materiale né siamo stati convocati. C’è tutto un altro genere di attività in corso da parte dell’autorità giudiziaria. Quindi questa cosa ormai verrà fatta sicuramente, ma prossimamente.

Migranti morti a Cutro: per Unicef la politica deve intervenire

Per Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia, quanto acacduto è “frutto di precise scelte politiche” perché “non soccorrere è un crimine”. Per questo, è convinto che la politica non possa più procrastinare e debba necessariamente mettere in atto delle strategie. Sui migranti morti ha detto:

Le immagini di questi corpi e di queste donne ci rimandano ad Aylan e a tutto quello che è successo negli ultimi dieci anni. Il nostro, il mio personale dolore oggi è un invito a non dividersi più. Non è più il tempo dell’indifferenza. La politica deve fare un salto di qualità. […]

speriamo che gli impegni che stiamo ascoltando in questi momenti, dettati dal dolore, proseguano perché altrimenti domani mattina il rischio è che tutto questo torni nell’indifferenza. La domanda che mi pongo è: di nuovo abbiamo dovuto vedere i corpi dei bambini morti e delle mamme morte per poterci indignare? Non c’era bastato Aylan?

Leggi anche: Naufragio di Cutro, Unicef: “È frutto di scelte politiche. Non soccorrere è un crimine”

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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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