Michel Roccati dopo l’incidente: “Con gli elettrodi nel midollo spinale, torno a camminare”

Michel Roccati torna a camminare dopo aver perso l'uso degli arti inferiori: "Ecco come ho ripreso in mano la mia vita grazie al progetto Brain Spine Interface".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Michel Roccati, il 32enne di Montaldo Torinese è rimasto paralizzato dalla cintola in giù a seguito di un incidente in moto. Il giovane , però, torna oggi a camminare e riesce a stare in piedi per qualche ora consecutiva grazie a un impianto innovativo composto da elettrodi inseriti nel suo midollo spinale che stimolano il movimento degli arti inferiori.

Il dispositivo di elettrocorticografia wireless elabora gli imput della corteccia motoria primaria e trasmette il messaggio di risposta al midollo spinale: la stimolazione degli elettrodi riesce a riattivare i muscoli che hanno perso l’uso della mobilità.

Michel Roccati è stato protagonista di un significativo progetto di ricerca durato anni, come riporta “La Stampa”, dal titolo Brain Spine Interface (BSI), realizzato dall’Università di Losanna e dal Centre Hospitalier Universitaire, sostenuto dalla Fondazione Crt, in collaborazione con la Fondazione Ferrero e la Fondazione Ospedale Alba Bra Onlus.

Chi è Michel Roccati?

Michel Roccati è un giovane nato nel 1991 a Torino. Da sempre appassionato allo sport, nel 2017, però, è rimasto paralizzato a causa di un incidente. La diagnosi è stata: lesione midollare completa, e Michel Roccati ha perso completamente la sensibilità negli arti inferiori. Nonostante l’incidente Michel ha sempre cercato di allenarsi, fino al momento dell’operazione a Losanna e spiega in prima persona come funziona il dispositivo impiantato a livello sottocutaneo, vicino alla lesione midollare:

Gli elettrodi comunicano tramite Bluetooth con un tablet sul quale sono presenti diversi programmi, che trasmettono impulsi elettrici in base all’attività che devo fare.

Come ad esempio camminare, salire le scale, nuotare, andare in bici o usare divere tipologie di attrezzature da palestra.

Per quasi un anno, ho avuto sessioni intensive giornaliere, con un team di circa internazionale composta da più di 70 persone tra ingegneri, fisioterapisti, dottori.

Gli allenamenti ed i test sono stati eseguiti, con l’utilizzo di attrezzatura innovativa, studiata specificamente per il mio progetto.

Qual è l’obiettivo del progetto Brain Spine Interface?

Michel Roccati ha vissuto per due anni senza poter muovere le gambe, ma l’incontro con i neuroscienziati di Losanna gli ha cambiato per sempre la vita. Brain Spine Interface, infatti, che vede la cooperazione tra la Svizzera e la Regione Piemonte, ha come obiettivo finale quello di migliorare la vita a molti pazienti.

Il progetto BSI prevede la realizzazione di un ponte digitale tra cervello e midollo spinale cervicale, per ripristinare il movimento e il controllo dei muscoli in persone che hanno avuto lesioni importanti al midollo spinale.

Ma come è nata la collaborazione tra Losanna e Torino? A dirlo è Fabrizio Palenzona, il presidente della Fondazione Crt, Cassa Risparmio di Torino a “La Stampa:

Abbiamo appoggiato e creduto fin dal principio, insieme a Fondazione Ospedale Alba Bra, nella sfida dei ricercatori dell’Università di Losanna.

I risultati raggiunti dal progetto Brain Spine Interface mostrano quanto il sostegno alla ricerca possa tradursi in benefici concreti per la collettività.

Per questo, poter essere testimoni dei grandi passi avanti fatti da questo progetto, ci rende particolarmente orgogliosi.

Fa ecco alle parole di Fabrizio Pellinzona anche Bruno Ceretto, presidente della Fondazione Ospedale Alba Bra che da sempre sostiene i pazienti della struttura:

Attraverso l’indagine, i ricercatori di Losanna stanno aprendo porte che una volta sembravano chiuse.

Ciò che rende questa ricerca così straordinaria è il suo impatto potenziale sulla comprensione dei meccanismi alla base di coordinazione mente e arti.

Siamo onorati di poter contribuire a esplorare, sognare e innovare, con una ricerca che ci auspichiamo trovi le chiavi per sbloccare il futuro della conoscenza e della cura in questo campo.

Leggi anche: Giorgia Righi vince ancora la disabilità, un film sulla sua vita: “Come una farfalla volo sugli ostacoli”

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