lunedì, Ottobre 18, 2021

Maxi Green Pass per 23 milioni di lavoratori: addio stipendio e multe fino a 1.500 euro per chi non ce l’ha

Ieri il Cdm ha approvato il Maxi Green Pass: dal 15 ottobre 23 milioni di lavoratori saranno obbligati ad avere la certificazione verde. Ecco cosa prevede il decreto.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Sì al Maxi Green Pass. Alla fine, ieri il Cdm ha approvato senza defezioni l’estensione del Green Pass, introducendo la certificazione più ampia d’Europa, se non del mondo. Il passaporto vaccinale sarà obbligatorio per 23 milioni di persone dal 15 ottobre al 31 dicembre. La linea di opposizione di Matteo Salvini ha dovuto soccombere al volere del Premier Draghi e del ministro della Salute Roberto Speranza. Il Presidente del Consiglio non ha accettato alcun compromesso e ha detto: “il Green Pass così ampio è quello che serve al Paese, è necessario per continuare a riaprire l’Italia”.

Gli unici scontri si sono registrati su aspetti tecnici: il primo ha coinvolto il ministro della Cultura Dario Franceschini, che ha chiesto di ripristinare la piena capienza di cinema, teatri e musei, e Roberto Speranza, che si è opposto. Alla fine, anche in questo caso è passata la linea del ministro della Salute, che non ha voluto creare discriminazioni tra settori. L’altra istanza è stata quella dei leghisti sulla durata dei tamponi: Giorgetti è riuscito a strappare l’estensione della validità dei tamponi a 72 ore, ma solo per quelli molecolari (la validità degli antigenici rimane di 48 ore). La linea Draghi ha vinto, mentre Salvini è costretto a piegarsi. Adesso il leader del Carroccio punta a fisco e sicurezza.

Maxi Green Pass per settore pubblico, privato e tribunali: i dettagli della misura

Maxi Green Pass: dopo bar, ristoranti, palestre e cinema, ecco per chi sarà obbligatoria la certificazione verde dal 15 ottobre al 31 dicembre:

  • Settore pubblico: sono sottoposti all’obbligo tutti i lavoratori dipendenti del settore pubblico. Il decreto cita coloro che lavorano nelle Regioni, nelle Province, nei Comuni, nelle Camere di Commercio, nelle aziende del Ssn, nelle prefetture, dipendenti della Consob, della commissione vigilanza sui fondi pensione, della Banca d’Italia, così come chi è impegnato in enti pubblici economici o in organi di rilievo costituzionale (Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale sono stati invitati ad aderire). L’obbligo resta per maestri, professori, tecnici, amministrativi di scuole e università, ed è stato esteso a polizia, militari e diplomatici e a coloro che hanno contratti esterni con la Pa.
  • Settore privato: per chi lavora in ufficio, in azienda (piccola o grande), in fabbrica, in un negozio, in un ristorante, in una bottega artigiana o centro estetico, il Green Pass sarà obbligatorio. E lo sarà anche per i lavoratori autonomi, le partite Iva, per chi offre servizi occasionali e per tutti i collaboratori familiari, quindi idraulici, elettricisti, baby sitter, badanti e colf: sarà chi li fa entrare in casa a dover richiedere la certificazione. Stesso discorso per chi svolge attività nel pubblico (come un fabbro che effettua riparazioni in un Ufficio comunale). Compresi nell’obbligo anche coloro che svolgono qualsiasi attività con contratti esterni.
  • Tribunale: qui la certificazione verde, da esibire ai responsabili della sicurezza interna, sarà obbligatoria per magistrati ordinari, amministrativi, contabili e militari, avvocati di Stato, procuratori e componenti delle commissioni tributarie. Potranno accedere senza certificazione gli avvocati (per i quali il passaporto vaccinale sarà obbligatorio nello studio legale), i difensori di un imputato, i testimoni, i consulenti delle parti, i periti e gli altri ausiliari del magistrato che non sono dipendenti dallo Stato.

Maxi Green Pass: sospensione di stipendio per chi non ce l’ha, ma il posto rimane

Dal 15 ottobre il Maxi Green Pass riguarderà 23 milioni di persone, praticamente quasi tutto il mondo del lavoro. Col nuovo decreto, chi non ha il Green Pass o entra sul posto di lavoro aggirando le regole rischia una serie di sanzioni:

  • Ai dipendenti pubblici senza certificazione verranno segnate “assenze ingiustificate” e dal 5°giorno scatterà la sospensione del rapporto di lavoro e dello stipendio, ma “senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro”;
  • Per chi lavora in aziende con meno di 15 dipendenti, la sospensione avrà le stesse regole del settore pubblico, ma durerà 10 giorni per consentire la sostituzione del lavoratore;
  • Per i dipendenti di aziende private più grandi, la sospensione sarà immediata, ma dovrà essere ritirata appena il lavoratore ottiene il Green Pass.

Oltre a questo, il provvedimento di ieri chiarisce che coloro che verranno trovati a lavoro senza Green Pass rischieranno sanzioni da 600 a 1.500 euro e vale anche per i magistrati ordinari, per i quali l’accesso a lavoro senza certificato verde rappresenta “un illecito disciplinare” ed è punito dalla normativa di riferimento. Anche i datori di lavoro negligenti rischiano qualcosa: per il mancato controllo sono previste multe da 400 a 1.000 euro.

L’altra novità del decreto riguarda le modalità di accesso al Green Pass, che rimangono sempre tre: il vaccino, la guarigione dal Covid (i guariti non dovranno più attendere per il Green Pass che verrà concesso subito dopo la 1°dose) e, infine, il tampone. Per quest’ultimo il costo rimane a carico dei lavoratori (eccetto che per fragili ed esenti dalla vaccinazione), ma i prezzi sono stati calmierati a 15 euro per i maggiorenni e a 8 euro per i minori. In caso di inosservanza di tale misura, le farmacie saranno multate con una sanzione tra i 1.000 e i 10.000 euro, col prefetto che potrà disporre la chiusura dell’attività per un massimo di 5 giorni.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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