Lucio Dalla, il ricordo dell’amico Maurizio: “Era umile, ha convinto Curreri a scrivere canzoni”

Lucio Dalla avrebbe compiuto oggi 81 anni. Il ricordo dell'amico di sempre Maurizio Biancani: "Non c'è stata una sola volta che non abbia salutato con affetto le persone che lo fermavano per strada".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Il 4 marzo di 81 anni fa a Bologna nasceva uno dei più grandi cantautori italiani di sempre conosciuto e celebrato anche all’estero, Lucio Dalla. Le sue canzoni sono rimaste nell’immaginario comune, da “L’anno che verrà” ad “Attenti al lupo”, da “Caruso” alla canzone che porta come titolo la sua stessa data di nascita, “4 marzo 1943”.

A 12 anni dalla scomparsa, avvenuta il 1 marzo del 2012, lo ricorda oggi a “BolognaToday” il suo amico di sempre, musicista e ingegnere del suono Maurizio Biancani nella splendida cornice bolognese, dove Lucio Dalla è nato e cresciuto: “Aveva un ottimo rapporto con la sua notorietà e non ne era affatto spaventato. Le qualità di Lucio erano tante, quelle artistiche sono evidenti e fra quelle umane certamente metterei al primo posto la generosità e l’umiltà. Non c’è stata una sola volta che non abbia salutato con affetto le persone che lo fermavano per strada per parlare con loro, firmare un autografo o scattare una foto ricordo”.

Lucio Dalla e il rapporto con Maurizio Biancani

Maurizio Biancani è partito dalle origini, ed è stato lo stesso Lucio Dalla a contattarlo, quando gli ha chiesto di lavorare insieme al suo decimo album in studio, 1983: Quella telefonata per me ha rappresentato l’inizio di una grande avventura professionale, ma soprattutto l’inizio di un rapporto di amicizia e di stima che non si è mai più interrotto”.

Ha parlato anche di altre collaborazioni con il cantautore: “Quando Lucio è diventato autore ha dimostrato di essere straordinario anche nella scrittura ― aveva bisogno di dimostrarlo ― e ne sono una testimonianza i tre album meravigliosi ‘Come è profondo il mare’, ‘Dalla’ e ‘Lucio Dalla’. Nel disco ‘Tu non mi basti mai’ per esempio c’era solo tutta la sua gioia. Era per lui un momento felice, era innamorato […] e lo si percepisce”.

L’ultimo concerto a Montreux

Per Maurizio Biancani l’amicizia con Lucio Dalla è durata fino alla sua morte e gli è rimasto accanto fino alla fine, fino a quell’ultimo concerto al Montreaux Jazz Festival, in Svizzera: “In quel momento era impegnato in quel bellissimo tour che si è purtroppo concluso nella sua quarta data e che lo avrebbe visto cantare, come ultima tappa, all’Opéra national de Paris. Esibirsi in quella che è considerata la città del jazz lo intimoriva e nonostante avesse alle spalle già una carriera di tutto riguardo e una posizione importante nel mondo della musica internazionale, quel palco gli aveva dato tante emozioni e alla fine del live era evidente la sua soddisfazione per come era andata”.

Ma poi il malore improvviso e l’infarto che lo ha colpito 3 giorni prima del suo 70esimo compleanno: Come tutti sappiamo, però, il tour si è fermato lì, sulle sponde del lago di Ginevra, lasciandoci tutti senza fiato e con un dolore immenso, che ancora oggi non si placa”.

Cosa avrebbe continuato a fare Lucio Dalla? Secondo Maurizio Biancani “l’età non era per lui un ostacolo” e ha aggiunto: Lucio Dalla avrebbe continuato a fare musica e a incoraggiare i giovani di talento. Amava lavorare con loro ed era molto abile a riconoscere il talento, anche quando non lo vedevano neppure i diretti interessati. Come è accaduto ad esempio con Gaetano Curreri, è stato proprio Lucio a portarlo ad andare oltre alla scrittura, diventando anche interprete”.

Leggi anche: DallAmeriCaruso, arriva il concerto perduto di Lucio Dalla: “Foto e video inediti del 1986”

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Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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