Effetto Squid Game: come ha fatto la serie sudcoreana a stregare il mondo intero?

L'Oxford English Dictionary ha aggiunto 26 nuovi termini coreani dopo la serie, mentre continuano a salire le vendite di scarpe e tute ispirate ai personaggi. Lo Squid Game effect sta permeando tutti i settori, ma qual è il segreto di tanto successo?

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.
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Quando il suo creatore, Hwang Dong-hyuk, provò a promuovere la sceneggiatura di Squid Game presso le case di produzione nel 2009, ricevette solo rifiuti. Troppo grottesca, irrealistica e violenta. Nessuno voleva produrre una serie del genere. 

Oggi Squid Game, uscita a settembre, è ufficialmente la serie più guardata su Netflix, con oltre 142 milioni di spettatori in 90 paesi in un solo mese. Ma da dove viene il successo planetario di questa serie coreana e perché è esplosa proprio ora?

Squid game: origine della serie 

Un breve riassunto (senza spoiler) per chi ancora non avesse visto la serie. Lo Squid Game, letteralmente “gioco del calamaro” è un gioco tipico coreano che si basa su due squadre che si sfidano su un terreno di gioco disegnato sulla sabbia e che ha, appunto, la forma stilizzata di un calamaro. Per conquistare la base, i giocatori devono percorrere il perimetro del calamaro saltellando su una gamba cercando di schivare i colpi degli avversari. Chi esce dal percorso o poggia l’altra gamba a terra, viene eliminato.

Da questo gioco infantile prende le mosse la trama della serie che vede protagonisti personaggi di origini diverse, ma tutti uniti da un destino comune: sono persone cadute in rovina a causa della loro dipendenza dal gioco d’azzardo.

Una misteriosa organizzazione riesce ad entrare in contatto con ognuno di loro con una proposta irresistibile: vincere 45,6 milioni di won, pari a circa 33 milioni di euro, semplicemente partecipando a dei giochi per bambini. Quello che i partecipanti non sanno, però, è che chi perde, viene eliminato nel senso letterale del termine.

Squid game: la distopia che fotografa la realtà

I giochi dall’esito crudele si svolgono su un’isola e i personaggi si muovono sulle scale escheriane tra i meandri di una sorta di castello dai colori pastello. L’estetica della serie si muove tra il surrealismo di Magritte e quella del mondo dei videogiochi, creando un’atmosfera apparentemente allegra che si scontra con le scene di terribile violenza. Che cosa vuole dirci il regista con questa narrazione? Intervistato dalla rivista Nss, Hwang spiega:

L'estetica di Squid Game

La società Sudcoreana è molto competitiva e le persone sono sottoposte a forte stress. Basti pensare che ci sono 50 milioni di persone concentrate in un territorio piuttosto piccolo. In più, essendo separati dal resto dell’Asia dalla Corea del Nord, abbiamo sviluppato una sorta di mentalità isolana. Parte di quello stress fa sì che i coreani siano sempre pronti ad affrontare la prossima crisi. è una sorta di pulsione motivatrice. Ci aiuta a fare di più di quello che ci viene richiesto. Ma questo eccesso di competizione ha anche degli effetti collaterali. 

Non solo Squid Game: l’ondata coreana che ha conquistato il mondo inizia negli anni ’90

Il successo di Squid Game non è isolato, ma arriva trascinato da un’ondata di produzioni artistiche coreane che da qualche anno stanno colonizzando anche l’occidente. Alvin Foo, responsabile marketing di Netflix marketing, in un’intervista a Business Insider, ha attribuito parte del successo della serie alla cosiddetta “K-wave” o Hallyu un’impennata di popolarità di contenuti sudcoreani che include il film Oscar Parasite e gruppi musicali come i BTS. Pochi giorni fa la serie “My name”, sempre sudcoreana è comparsa tra i titoli più popolari sulla piattaforma di streaming.

La band k-pop BTS

Questa ondata coreana non è, però, del tutto nuova. Il professore di Studi Asiatici presso l’Università di New York, Ji-Song Ku, spiega che le radici di questa popolarità partono dagli anni ‘90, quando la regione tentò di diventare una “potenza” a livello culturale, dopo aver affrontato una crisi finanziaria ed essersi liberata dalla censura.

Una scena del film Parasite di Bong Joon-ho

Ci siamo sforzati di trasformare la musica, il cinema e la TV in beni esportabili. L’ondata coreana inizia negli anni ‘90 in posti come Cina e Giappone. Dal 2000 in avanti, si è registrato un consumo costante e regolare di contenuti culturali coreani a partire proprio dai paesi limitrofi per poi estendersi al mondo intero

Spiega il docente.

Le proteste contro Squid Game: genitori spaventati dall’eccesso di violenza 

Durante una recente conferenza, il regista Dong-hyuk spiega perché ha scelto proprio il “gioco del calamaro” come base per la sua trama:

Lo Squid Game era il gioco fisicamente più aggressivo al quale giocavo da bambino e per questo anche quello che amavo di più. In un certo senso è il gioco più simbolico che riflette lo scenario competitivo della società attuale e per questo l’ho scelto come titolo.

Un espediente narrativo di sicuro effetto, che però ha suscitato diverse polemiche tra i genitori, che considerano il contenuto della serie troppo violento. Su Change.org è nata addirittura una petizione “Fermiamo lo Squid game” diretta dalla Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e dalla Fondazione Carolina, la Onlus dedicata a Carolina Picchio la quattordicenne di Novara che si è tolta la vita a causa di attacchi di cyberbullismo

Sebbene la piattaforma metta a disposizione sistemi di parental control e segnali il contenuto come non adatto ai minori di 14 anni, molte scene della serie hanno iniziato a girare tramite TikTok, il social prediletto dai teenagers.

Di fronte allo sgomento di mamme e maestre delle scuole materne  non bastano i buoni propositi, ma serve un’azione concreta. Non si tratta di un atto censorio, ma risponde alla necessità di far fronte alla sconfitta dei parental control e della crisi della genitorialità. Una debacle messa a nudo dai social e, soprattutto dalle decine di segnalazioni che gli esperti per la sicurezza digitale delle nuove generazioni hanno raccolto da tutta Italia.

Dicono dalla Onlus.

Lo Squid Game “effect”: i brand che hanno cavalcato l’onda di Squid Game

A controbilanciare le preoccupazioni di genitori e detrattori c’è invece il mondo della pubblicità, che non ha perso occasione per cavalcare l’ondata di grande successo della serie sudcoreana. Da Burger King a Heineken, passando per Domino e Pepsi, in molti hanno realizzato contenuti di quello che in gergo viene definito “instant marketing”.

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Un esempio di instant marketing di Heineken

Altri brand hanno invece beneficiato dell’ascesa del titolo sudcoreano a loro totale insaputa. Vans, la marca delle scarpe bianche indossate dai partecipanti al gioco, ha registrano un aumento di vendite del 7800% e le ricerche Google per “white slip-on” sono salite del 97%.

PICCO NELLE VENDITE VANS GRAZIE A SQUID GAME • MVC Magazine

Anche i “cattivi” della serie hanno fatto aumentare le ricerche per le loro caratteristiche tute rosse del 62%.

Squid Game, nuovo record: c'è un regalo per i fan
Le tute rosse indossate dagli aguzzini di Squid Game

Anche l’applicazione per imparare le lingue straniere Duolingo, ha registrato un aumento del 76% di nuovi iscritti in cerca di lezioni di coreano provenienti dal Regno Unito e un 40% proveniente dagli USA. E addirittura il celebre Oxford English Dictionary ha cavalcato l’onda aggiungendo 26 nuovi termini di origine coreana nella sua ultima edizione.

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