Imparare l’inglese da piccoli: come gioco ed emozioni rendono tutto più facile

Imparare l'inglese fin da piccolissimi non comporta confusione. Anzi, il cervello dei bimbi è dotato di plasticità e riesce ad acquisire suoni, parole ed emozioni naturalmente.

Giorgia Fazio
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Imparare l’inglese, o qualunque altra lingua, quando si è piccoli è un’attività più facile rispetto al farlo in età adulta. Ciò accade perché il cervello dei bambini non studia, ma assorbe parole e suoni. Proprio per questo, come riporta il “Corriere della Sera”, sono fondamentali gioco ed emozioni nell’apprendimento.

A sottolineare questo aspetto naturale del cervello dei bambini è Tiziana Cotrufo, dottoressa in Neurobiologia della Scuola Normale Superiore di Pisa e docente all’Università di Barcellona, che su “kidsandus.it” afferma: “Dal punto di vista neurobiologico, possiamo tranquillamente affermare che più piccoli sono i bambini, maggiore è la plasticità del loro cervello“.

Imparare l’inglese attraverso gioco ed emozioni

Inglese da piccoli

Nei primissimi anni di vita il cervello del bambino attraversa quello che viene definito “periodo sensibile”, caratterizzato da un’elevata plasticità cerebrale. Ciò rende possibile acquisire una seconda lingua sulla base degli stessi meccanismi spontanei della lingua madre.

La neuroscienza, riporta il “Corriere della Sera”, dimostra che i piccoli, infatti, non studiano, ma assorbono suoni e parole e li integrano in maniera naturale nel proprio cervello. Nello specifico, tra gli 0 e i 3 anni i bimbi costruiscono significati grazie a:

  • ascolto continuo e ripetuto, che allena l’orecchio ai nuovi suoni
  • relazione ed esperienza diretta con il mondo circostante
  • stimolazione multisensoriale, che collega parole, gesti ed emozioni

Un elemento centrale per far entrare i bambini in contatto con una seconda lingua è il gioco, che diventa il primo canale per esplorare la realtà e sperimentare nuove competenze. In questo contesto si inserisce la filosofia di Kids&Us, la rete internazionale di scuole d’inglese per bambini, che punta sulla creazione di storie e canzoni su misura e sul coinvolgimento emotivo. Ai bimbi vengono proposti contenuti creati appositamente per ogni fase dello sviluppo, dove ogni parola è collegata a un gesto, un suono o un oggetto.

Così è più facile immedesimarsi nei personaggi delle storie, che hanno la stessa età dei piccoli. Un altro aspetto rilevante riguarda lo svolgimento delle attività in gruppo, siccome i bambini apprendono per imitazione e relazione. Avvicinarsi all’inglese in un’età così piccola, quindi, non indica una forzatura dell’insegnamento, ma dona ai bimbi un’opportunità per familiarizzare con la lingua fin da subito in modo spontaneo.

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Imparare l’inglese da piccoli, cosa dice la neuroscienza

Negli esseri umani lo spirito esplorativo è innato, ancora di più nei bambini. Fin dai primi mesi di vita, i piccoli esplorano il mondo che li circonda ed è proprio questa avventura che determina lo sviluppo cognitivo e l’acquisizione del linguaggio. Come riporta “kidsandus.it”, Tiziana Cotrufo, dottoressa in Neurobiologia della Scuola Normale Superiore di Pisa e docente all’Università di Barcellona, sostiene:

Dal punto di vista neurobiologico, possiamo tranquillamente affermare che più piccoli sono i bambini, maggiore è la plasticità del loro cervello.

Con ‘plasticità’, in genere ci riferiamo alla capacità del cervello di adattarsi al cambiamento e quindi di apprendere più rapidamente.

Ovviamente, i sistemi intrinseci avranno già costruito connessioni neurali, ma l’apprendimento di nuove abilità dipenderà dalle esperienze significative vissute dal bambino.

E per chi teme che i bambini possano mescolare le lingue se dovessero impararne più di una in tenera età, Cotrufo afferma: “Dal punto di vista del linguaggio e dello sviluppo cognitivo, l’apprendimento di una seconda lingua non è affatto fonte di confusione per bambini così piccoli“. Quindi, anche se dovesse esserci un po’ di confusione, in futuro non sarà un problema.

Anzi, nel momento in cui i bimbi inizieranno a parlare avranno proprietà e pronuncia perfette, grazie proprio alla plasticità cerebrale. Conclude la dottoressa con un commento sulle capacità nervose del cervello:

Se il cervello non riceve stimoli, le connessioni che non vengono utilizzate andranno perse.

È essenziale fornire ai nostri bambine e alle nostre bambine stimoli attraverso esperienze significative ed emotivamente positive per loro.

Questo aspetto è particolarmente importante durante i primi anni di vita, quando i più piccini hanno una maggiore plasticità cerebrale e quindi una maggiore capacità di apprendimento.

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