Miopia nei bambini, più tempo all’aperto e un collirio possono rallentarne la progressione

Tra attività all'aperto e nuove terapie come l'atropina a basso dosaggio, scopriamo come contrastare l'aumento della miopia nei bambini con piccoli gesti quotidiani.

Elena Orsatti
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Tra scuola, attività pomeridiane e intrattenimento digitale, gli occhi dei bambini sono sottoposti ogni giorno a un carico di lavoro molto intenso. In una quotidianità che si svolge spesso tra schermi e ambienti chiusi, cresce l’attenzione verso il benessere visivo, un aspetto che oggi viene considerato parte integrante di uno stile di vita sano fin dall’infanzia.

La miopia, infatti, è una condizione sempre più diffusa tra le nuove generazioni. Se la predisposizione genetica resta un fattore importante, gli esperti del SUNY College of Optometry di New York, nella ricerca New Study Suggests Indoor Visual Habits May Be Driving Global Myopia Surge, sottolineano come anche le abitudini quotidiane possano influire sullo sviluppo della vista. Molte ore trascorse al chiuso, l’uso frequente di smartphone, tablet e computer e il poco tempo all’aria aperta sono tutti elementi che sembrano avere un ruolo nella crescita del fenomeno.

Per questo motivo, famiglie e specialisti guardano con crescente interesse a scelte quotidiane che favoriscano la salute degli occhi. Diversi studi internazionali, tra cui il già citato New Study Suggests Indoor Visual Habits May Be Driving Global Myopia Surge, evidenziano come una maggiore esposizione alla luce naturale, pause regolari durante lo studio e una gestione più consapevole del tempo trascorso davanti agli schermi possano contribuire a ridurre il rischio di progressione della miopia nei bambini.

Accanto alle buone abitudini quotidiane, la ricerca continua a sviluppare nuove soluzioni per rallentare l’evoluzione del difetto visivo. Come sottolineato da Paolo Nucci, professore ordinario di Oftalmologia dell’Università degli Studi di Milano e presidente della Società Italiana di Oftalmologia Pediatrica e Strabismo (SIOPS), al “Corriere della Sera”, le terapie oggi disponibili mostrano risultati incoraggianti e, in alcuni casi, possono essere ancora più efficaci se utilizzate in combinazione, tra cui ad esempio l’atropina a bassissimo dosaggio:

Le terapie oggi disponibili funzionano in oltre 6 bambini su 10, e alcuni studi dimostrano che, se combinate, arrivano a una efficacia del 70%.

Sappiamo che l’atropina agisce attraverso meccanismi biochimici complessi, mentre le lenti a defocus modificano il modo in cui l’occhio riceve gli stimoli visivi.

La combinazione delle due strategie sembra avere un effetto sinergico.

La nuova sfida è valutarne l’efficacia anche sui pre-miopi, per prevenire la comparsa della miopia vera e propria.

Su questo gli studi scientifici sono in corso e avremo a breve risultati più consolidati.

Al momento è importante attenzionare in maniera particolare questi bambini.

Miopia nei bambini, le abitudini indoor possono davvero prevenirla?

miopia nei bambini

Quando si parla di miopia nei bambini, l’attenzione non dovrebbe concentrarsi soltanto sul tempo trascorso davanti agli schermi, ma sull’equilibrio complessivo della giornata. Oggi molti di loro passano gran parte del tempo al chiuso tra scuola, compiti, lettura, dispositivi digitali e attività che richiedono una continua messa a fuoco da vicino. A questo si aggiungono pause spesso limitate, poca esposizione alla luce naturale e meno occasioni di movimento all’aperto.

Sempre più studi suggeriscono che il benessere visivo sia strettamente legato a queste abitudini quotidiane. Uno dei più recenti è l’Outdoor Activity Reduces the Prevalence of Myopia in Children, pubblicato suPubMed”, che ha coinvolto oltre 4.000 bambini e ha evidenziato un’associazione tra il tempo trascorso all’aperto e una minore diffusione della miopia infantile.

La ricerca indica che ogni ora aggiuntiva trascorsa outdoor durante la settimana può contribuire a ridurre il rischio di sviluppare il difetto visivo. In questo senso, la prevenzione della miopia nei bambini si inserisce in una visione più ampia del benessere infantile, dove il rapporto con gli spazi, la luce naturale e il movimento assume un ruolo centrale. A riguardo, il professor Paolo Nucci dichiara, secondo quanto riportato da “Corriere della Sera”:

L’attività all’aperto è la migliore alleata della prevenzione.

I bambini devono trascorrere più tempo lontano dagli schermi e con lo sguardo libero di spaziare.

Il tempo all’aperto, infatti, aiuta a contrastare l’allungamento del bulbo oculare grazie anche alla stimolazione della produzione di dopamina, una sostanza che protegge l’occhio dalla miopizzazione.

Atropina e miopia nei bambini: quando la terapia entra nella routine quotidiana

Accanto ai cambiamenti nello stile di vita, cresce l’interesse per soluzioni mediche che si integrano nella vita di tutti i giorni senza stravolgerla. Tra queste, il collirio a base di atropina a bassissimo dosaggio sta attirando sempre più attenzione, soprattutto dopo i risultati dello studio britannico CHAMP-UK, Childhood Atropine for Myopia Progression in the UK, pubblicato sul “British Medical Journal”.

Il trial ha coinvolto bambini tra i 6 e i 12 anni, con un’età media di circa 9 anni. In totale, 289 partecipanti: la maggior parte ha ricevuto atropina allo 0,01%, mentre un gruppo di controllo ha usato un placebo. La routine era semplice e pensata per essere compatibile con la vita familiare: una goccia per occhio la sera, prima di andare a dormire, per due anni. Un elemento interessante riguarda proprio la quotidianità del trattamento: circa il 70% dei bambini ha mantenuto un’aderenza elevata, superiore all’80% per tutto il periodo.

I risultati mostrano una riduzione della progressione della miopia rispetto al placebo. Dopo due anni, la differenza media è stata di 0,33 diottrie. Nel gruppo trattato, il 40% dei bambini ha mantenuto una vista stabile o quasi stabile, contro il 19% del gruppo di controllo. Anche i casi di peggioramento più marcato sono stati meno frequenti: 42% contro 63% per le progressioni oltre 0,50 diottrie, e 16% contro 42% nei casi più rapidi, oltre una diottria in due anni.

Lo studio ha osservato anche la lunghezza assiale dell’occhio, un parametro che racconta il “meccanismo” della miopia. Nei bambini trattati, l’allungamento è risultato più contenuto, con una differenza media di 0,14 millimetri rispetto al placebo. Un dettaglio tecnico, ma utile per capire che l’effetto non riguarda solo la gradazione degli occhiali, ma il modo in cui l’occhio cresce nel tempo.

Il collirio, però, non rappresenta una soluzione autonoma e non sostituisce la visita oculistica né la correzione ottica quando necessaria. Si inserisce in una strategia più ampia, che include stile di vita, controlli regolari e attenzione ai segnali precoci: la miopia si gestisce nel tempo, non con un singolo intervento.

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