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Laurent Simons, il bambino di 9 anni che si laurea in Ingegneria Elettronica

Laurent Simons, un bambino belga dalle capacità cognitive fuori dal comune, conseguirà la laurea in ingegneria elettronica a Eindhoven, una delle università più prestigiose al mondo. Vi raccontiamo la sua storia.

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Non lasciatevi ingannare da quel visino angelico, con i capelli scarmigliati e lo sguardo attento sul quaderno. Questo bambino sembrerebbe un normalissimo alunno intento a svolgere disciplinatamente i suoi compiti. Ma probabilmente ha davanti un problema di fisica quantistica o di matematica formale, che in pochi saprebbero risolvere nell’arco di un mese. Questo bambino è un genio. O almeno un prodigio.

Laurent Simons, nato in Belgio, ha 9 anni e sta per diventare la persona più giovane di sempre ad aver completato l’università. Il prossimo mese conseguirà la laurea in Ingegneria elettronica all’Università di Tecnologia di Eindhoven, nei Paesi Bassi, battendo il primato del quasi-collega Michael Kearney che, nel 1994, si era laureato all’università dell’Alabama all’età di 10 anni. Senza contare il fatto che in materia di ingegneria, l’ateneo è uno dei più difficili al mondo.

Qual è la vita di un piccolo genio?

Piccolo genio
Laurent Simons mentre studia

Un sorriso innocente e simpatico, che ammicca dalle foto sul profilo Instagram creato dai suoi genitori per rendere nota la sua vicenda. Il bambino viene seguito e acclamato da migliaia di fan.

Complici la sua memoria fotografica infallibile e il suo QI da 145 punti, Laurent Simons ha finito la facoltà di ingegneria in appena 10 mesi, quando solitamente il percorso richiede tre anni di studio. La sua tesi verterà su un prototipo di cervello connesso tramite un chip elettrico. Fin dai primissimi anni della sua breve vita, Laurent ha manifestato la vorace capacità di assorbire istantaneamente qualsiasi informazione gli venisse proposta. I suoi nonni chiamavano “dono” la sua insaziabile voglia di sapere, un talento confermato dai test e dalla carriera del piccolo genio. Laurent ha infatti finito la scuola superiore nel giro di un anno e qualche mese, all’età di sei anni, approdando all’università a 8.

I suoi genitori, Lydia e Alexander, entrambi nel settore della medicina, lo hanno sempre sostenuto, tutelando d’altra parte la sua infanzia e crescita.

Non vogliamo che diventi troppo serio. Fa tutto quello che vuole: cerchiamo di trovare un equilibrio tra la sua genialità e la sua età.

Fuori dai libri, Laurent, infatti, è un bambino come tutti gli altri: adora i videogiochi, specialmente Fortnite e Minecraft, mangia dolci e si ritiene un po’ pigro, perché non predilige lo sport. Ama giocare al telefonino, guardare Netflix, specialmente serie Tv come The Blacklist e ogni tanto si concede una nuotata in piscina con gli amici. Questo lato di capacità inter relazionali rende il bambino ancora più speciale, differenziandolo da altri bambini prodigio.

Nel futuro di Laurent, l’intenzione di aiutare gli altri

Le sue doti non sono passate inosservate agli occhi della comunità scientifica e ha già ricevuto innumerevoli inviti da parte delle università più prestigiose di mezzo mondo. Dal canto suo Laurent vorrebbe studiare in California, dove a suo dire il meteo è meraviglioso. Suo padre, tuttavia, vorrebbe che riflettesse anche sulla possibilità di trasferirsi in Inghilterra.

Oxford e Cambridge sono sempre in cima alla lista, e per noi sarebbe molto più conveniente. Ci piacerebbe che studiasse un po’ in Europa e un po’ negli Stati Uniti, così che non starebbe troppo lontano da noi.

In futuro il piccolo prodigio vorrebbe approfondire il campo biomedico, con ricerche che sviluppino organi e robotica. In particolare gli piacerebbe creare un cuore artificiale, per aiutare persone come i suoi nonni che lottano da anni contro la cardiopatia. Uno di quei sogni da bambino che lui, certamente, potrà realizzare.

Noi ci auguriamo che riesca a preservare la freschezza e l’entusiasmo della sua giovanissima età, senza dover rinunciare troppo presto alla sua innocenza. D’altra parte talenti come il suo dovrebbero essere tutelati e incentivati, nella speranza di creare un futuro migliore per tutti.

di Enrica Vigliano

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