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La letteratura è sempre più social: oggi i libri si leggono su Instagram

La New York Public Library lancia sul social un modo divertente e veloce per approcciare ai classici della letteratura internazionale.

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Ormai è ufficiale, non è più tempo di ferie, relax e letture leggere sotto l’ombrellone. Tuttavia ogni nuovo inizio non è solo segno di una ripida salita, ma stimolo per affrontare al meglio le nuove sfide e cercare poi una ‘via di fuga’ dallo stress quotidiano. Se è il segreto per questa scorciatoia che state cercando, la risposta sono i libri. Non importa in che luogo, se mentre si è in pausa pranzo o su un tram, o il genere che preferisci. Sia che si parli di un amante dei gialli, di un appassionato lettore di poesie o di un accanito divoratore di romanzi, spesso le pagine di un bel libro riescono a salvarti la vita dalla routine. Le stesse pagine ingiallite di un libro di seconda mano, oggi sono spesso sostituite anche dal comodo alter ego digitale, parliamo dei vari modelli di ebook, o anche da un paio di auricolari e vari device tramite cui ascoltare un audiolibro.

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Non basta più parlare di lettura riferendoci al libro in quanto tale, infatti come ogni forma di intrattenimento e ogni aspetto della nostra vita, anche questa ha intrecciato una relazione con il web. Nascono negli anni forum, blog, poi anche gruppi e pagine Facebook, canali Youtube e profili Instagram proprio dedicati al mondo dell’editoria, perché la possibilità di condividere una passione come la lettura era inevitabile che si estendesse il più possibile, anche attraverso questo mezzo. Di certo non si possono paragonare le cifre dei fashion blogger sui vari social, con i numeri dei book blogger e influencer in questo ambito, ma sicuramente la comunità interessata ai libri e alla lettura è molto attiva e partecipe online.

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I social amano la cultura, perché non sfruttarli?

Sarà forse il forte engagement ad aver acceso la lampadina dei responsabili della New York Library, una delle biblioteche più grandi degli Stati Uniti d’America, che conserva oltre 50 milioni di opere. L’idea in questione appare geniale e insolita, ed  è sicuramente uno dei vari tentativi di questa istituzione, aperta nel 1895, di rimanere al passo coi tempi. Grazie alla partnership con l’agenzia britannica di advertising  Mother, la più importante biblioteca pubblica di New York ha lanciato un nuovo progetto: le Insta Novels. In poche parole il profilo Instagram della biblioteca newyorkese, nypl, ha iniziato a sfruttare le sue ‘Stories’ per pubblicare interi libri, capitolo per capitolo, una pagina alla volta, schermata per schermata.

I romanzi e i racconti sono stati digitalizzati in un formato studiato apposta per rendere la lettura agevole, il testo dell’opera è incluso per intero ed arricchito da frammenti di animazione e illustrazioni moderne, curate dal designer Magoz. Al momento l’idea è volta soprattutto alla promozione dei classici della letteratura internazionale, infatti il primo esperimento, disponibile sul profilo @nypl è “Alice nel paese delle meraviglie“, celebre romanzo, pubblicato nel 1865, dallo scrittore inglese Lewis Carroll. La biblioteca fa sapere che nelle prossime settimane saranno pubblicati altri due romanzi, sempre in modalità stories, “The Yellow Wallpaper” (La carta da parati gialla, 1892) di Charlotte Perkins e “The Metamorphosis” (La Metamorfosi, 1915) di Franz Kafka. Le tre Insta Novels saranno disponibili anche su SimplyE, la app di lettura gratuita della New York Public Library, sull’App Store e su Google Play.

Insta Novels.

L’idea geniale, quando il web sposa l’inchiostro

Come si è introdotta la social tv, riferendoci allo scambio di commenti e opinioni su determinati programmi televisivi tra gli utenti di un social network, allo stesso modo si potrebbe parlare di ‘social reading’. Leggere non è più soltanto un’attività individuale che estranea dal mondo circostante, ma un’occasione per condividere punti di vista e interpretazioni su opere intramontabili. Se prima i gruppi di lettura erano un modo per farlo, ad oggi le cose non sono diverse ma semplicemente ampliate al massimo. Puoi discutere dell’ultimo libro letto con il mondo intero, arrivando a volte a comunicare, grazie all’interazione online, anche con l’autore del libro stesso.

Il matrimonio fra classico e moderno, il cui esempio possono essere in questo caso le Insta Novels, non solo è un’unione interessante per rivitalizzare le opere intramontabili, patrimonio della cultura mondiale, ma anche necessaria poiché ormai ogni tipo di attività è multimediale e multipiattaforma. È importante sottolineare, inoltre, l’estrema attrattività che le ‘stories’ hanno soprattutto sui giovani e come il progetto della New York Library possa rappresentare uno strumento per coinvolgerli e fare cultura.

Insta Stories per principianti – istruzioni per l’uso

La fruizione avviene come per tutte le altre storie: si tocca a destra per proseguire, a sinistra per tornare indietro. Per rimanere sulla schermata, basta tenere premuto con il pollice e così poter completare la lettura. Nel caso particolare di “Alice nel Paese delle Meraviglie”, il romanzo è stato diviso in due parti, entrambe composte da circa 100 Stories. Normalmente le Stories rimangono visibili per 24 ore. Tuttavia, per ovviare al problema, le due sezioni sono state anche pubblicate nella sezione Highlights, proprio sotto la bio, così da tenerle conservate per tutti i lettori.

E se l’Italia…

Lanciamo così una provocazione, perché la cultura a noi italiani piace, ne sono prova gli innumerevoli festival organizzati lungo tutto lo stivale, dedicati alla letteratura, all’editoria e al mondo della scrittura in generale. Italiani appassionati dei classici, ma anche fervidi lettori in attesa di novità e sorprese inaspettate. Utenti pronti a seguire le mode online lanciate dai vari bookinstagrammers e booktubers, ma allo stesso tempo pronti a dire la propria, anche se rappresenta una voce fuori dal coro. È un’utopia pensare che un esperimento come quello fatto a New York si possa riproporre per alcune fra le più antiche biblioteche italiane? Riuscite ad immaginare la stessa realtà condivisa dalla Capitolare veronese, costruita intorno al 380 d.C., o all’enorme e impenetrabile Biblioteca del Vaticano?

di Federica Tuseo

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