lunedì, Ottobre 18, 2021

Kiska è l’orca più sola del mondo: rinchiusa da 40 anni, sbatte la testa disperata contro la vasca

Kiska è un esemplare femmina di orca di 45 anni e vive in completa solitudine nel parco acquatico Marineland in Canada dal 2011, ma è rinchiusa da 40 anni. La sua disperazione è al culmine: le immagini la ritraggono mentre sbatte la testa contro la vasca. É arrivato il momento di liberarla.

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Kiska è l’orca più sola del mondo. É un esemplare femmina di 45 anni e vive in completa solitudine nel parco acquatico Marineland (Canada) dal 2011, anno in cui il suo ultimo compagno di vasca, un giovane maschio di nome Ikaika, è stato trasferito negli Stati Uniti, al SeaWorld di San Diego. Da quel giorno, Kiska trascorre le sue infinite giornate in totale isolamento, tanto che in Nord America, e nel mondo, è stata soprannominata “l’orca più sola del mondo”. E Kiska quella sofferenza può sentirla.

Le orche, assimilabili a grossi delfini, sono infatti tra gli animali più socievoli e intelligenti del pianeta. In natura, questi cetacei vivono in numerosi gruppi famigliari a guida matriarcale (che possono arrivare a toccare fino a 40 individui) e stringono coi loro simili legami che, secondo i biologi, potrebbero essere addirittura più forti di quelli tra esseri umani: d’altronde, le orche sono in grado di comunicare tra loro attraverso un raffinatissimo sistema di produzione e ascolto delle onde sonore.

Questi cetacei possiedono una parte del cervello che neanche gli umani hanno e che riguarderebbe proprio le emozioni e la consapevolezza di esse. Queste evidenze dimostrano quanto possa essere atroce la condizione di Kiska, che infatti ha già manifestato segnali di forte stress, dovuti alla solitudine. Indizi di un’incomunicabile disperazione.

Kiska è l’orca più sola del mondo: sbatte disperata la testa contro la vasca

Kiska è sopraffatta dalla solitudine: la noia e la mancanza di stimoli hanno spinto la povera orca a comportamenti ripetitivi, immobilismo, fino ad arrivare ad atti autolesionistici, come mostra un filmato diffuso sul web nei giorni scorsi. Nel video, girato dall’animalista Phil Demers e pubblicato su Twitter, si vede Kiska che sbatte con violenza la parte destra della testa contro il vetro e il muro della sua vasca o, per meglio dire, della prigione che la ospita da anni. Un gesto innaturale per un cetaceo, sintomo di un profondo disagio mentale ormai non più sopportabile. Un vero e proprio inferno per un animale dalla complessa struttura sociale e abituato alla vastità dell’Oceano.

La terribile esistenza a cui è stata condannata Kiska è stata ben descritta in tutta la sua atrocità dal The Whale Sanctuary Project, organizzazione nata per donare nuova vita ai cetacei in cattività. In un comunicato, gli animalisti hanno scritto:

Dal 2011, Kiska vive da sola nella sua vasca di cemento. Nessun membro della famiglia nuota al suo fianco. Nessuno amico la invita a giocare. Ha il crudele primato di essere l’unica orca in cattività del Nord America tenuta in isolamento sociale da qualsiasi altro mammifero marino. Le riprese video e le testimonianze oculari descrivono il suo comportamento come ripetitivo, immotivato e letargico. Quando non nuota in cerchi lenti, spesso galleggia sul posto, fissando il vuoto che è l’interno della sua vasca.

Kiska è l’orca più sola del mondo: ha perso tutti i suoi figli. Ora è il momento di liberarla

Kiska è l'orca più sola del mondo: ha perso tutti i suoi figli. Ora è il momento di liberarla

Kiska è l’orca più sola del mondo: l’obiettivo è liberarla e darle una nuova vita in un santuario, luogo dove potrà tornare a godere dell’immensità dell’Oceano come quando era piccola. Kiska, infatti, è nata libera nelle fredde acque islandesi nel 1976. Poi, verrà catturata appena tre anni dopo, nel 1979, per essere trasferita nell’acquario di Hafnarfjörður (Islanda): la sua prigionia dura da più di 40 anni. Poco dopo verrà acquistata dal Marineland e trasferita assieme ad altre orche in Canada. Le sfortunate compagne moriranno o verranno trasferite.

Kiska, nel corso della sua vita in cattività, ha avuto cinque figli, ma i piccoli moriranno tutti in tenera età: il più longevo raggiungerà a malapena i sei anni. L’ultima figlia, Athena, morirà nel 2009 e la lascerà a cinque anni. Questi non sono altro che ulteriori eventi tragici per Kiska, che hanno contribuito ad acuire l’indicibile sofferenza provata nel corso della sua vita in prigione. Le orche in natura possono raggiungere i 90 anni, ma in cattività la loro aspettativa di vita è molto più bassa: il tempo a disposizione di Kiska è poco, vista anche la condizione della sua salute mentale, sempre più preoccupante.

Dopo una vita di dolore, è arrivato il momento per Kiska di riscoprire la libertà. Per donare una nuova vita all’ “orca più sola del mondo” è stata avviata una petizione su Change.org. Kiska non potrà mai perdonare gli esseri umani per quanto le hanno fatto. Adesso, però, è più che doveroso fare qualcosa per lei.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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