lunedì, Settembre 27, 2021

Isole Faroe, 1428 delfini massacrati dalla Grindadràp: “La maggior parte finirà nella spazzatura”

Delfini massacrati alle Isole Faroe: la Grindadràp, caccia barbara che si svolge ogni anno, ha ucciso 1428 delfini, in un massacro senza precedenti. Insorge Sea Shepherd, i media danesi: "la maggior parte finirà nella spazzatura".

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Delfini massacrati alle Isole Faroe. La mattanza consumatasi lo scorso fine settimana alle isole Faroe, in Danimarca, ha un nome: Grindadràp. Si tratta di una caccia tradizionale che si svolge da secoli e che, quest’anno, ha portato alla morte di 1428 delfini atlantici (Leucopleurus acutus). L‘associazione Sea Shepherd, che da più di 40 anni si reca in questi luoghi per fermare la barbara usanza, ha pubblicato le terribili immagini dei cadaveri dei mammiferi sulla battigia di Skalabotnur a Eysturoy, immersi in un mare rosso sangue. Gli animali vengono uccisi dopo atroci sofferenze e, quest’anno, il numero di quelli che hanno perso la vita è stato senza precedenti. Non si è fatta attendere l’ira degli ambientalisti.

I mammiferi, per la maggior parte globicefali (balene) e lagenorinchi (delfini atlantici), sono prima sospinti a riva con dei motoscafi, poi, una volta radunati, vengono massacrati con coltelli, arpioni, spesso anche trapani elettrici. Consiste in questo la terribile pratica della Grindadràp. Stando a quanto riportato dalla Bbc, ogni anno la caccia tradizionale danese uccide circa 600 balene e 35/40 delfini. Per questo motivo il massacro della scorsa domenica è stato senza precedenti: “Una caccia brutale e senza senso, che alla fine ha significato l’uccisione dell’intero pod di delfini composto da almeno 1000 esemplari. Un massacro che ci ha lasciato senza parole”, ha commentato Sea Shepherd.

Delfini massacrati alle Isole Faroe, caccia senza precedenti: “Rimasti sulla spiaggia troppo a lungo prima di morire”

Riteniamo che questa sia la più grande caccia singola di delfini o globicefali nella storia delle Isole Faroe, la seconda più grande è stata di 1200 globicefali nel 1940 ed è forse la più grande caccia ai cetacei mai registrata in tutto il mondo” ha dichiarato al Times Rob Read, capo operazioni di Sea Shepherd. A definire “un grande errore” quanto accaduto domenica scorsa è stato lo stesso Olavur Sjurdarberg, presidente dell’Associazione balenieri delle Faroe. E a lui si è unito Heri Petersen, a capo dell’associazione locale di caccia Grind nella baia del massacro.

Delfini massacrati alle Isole Faroe, caccia senza precedenti: "Rimasti sulla spiaggia troppo a lungo prima di morire"

Petersen ha spiegato nel dettaglio le dinamiche dell’accaduto e la terribile sofferenza inferta ai delfini: gli animali radunati nella baia erano troppi rispetto alle persone che li attendevano a riva per ucciderli. Con un tragico risultato, spiegato dallo stesso Petersen: “I delfini sono rimasti sulla spiaggia contorcendosi troppo a lungo prima di essere uccisi. Questo ha fatto aumentare esponenzialmente l’agonia degli animali.

La popolazione delle isole Faroe è rimasta colpita e disorientata dal terribile massacro: la sensazione generale, riportata dai media locali, è quella di uno smarrimento diffuso, soprattutto “a causa del numero straordinariamente grande di delfini uccisi”. Qualcuno ammette di vergognarsi di essere faroese, mentre un abitante ha commentato l’avvenimento sulla pagina Facebook della tv locale Kringvarp Foroya e ha detto: mi viene la nausea a vedere queste cose”. E, a guardare le immagini, il perché si capisce bene. Sulle coste dell’Isola, pescatori e residenti stanno ancora contando i delfini uccisi.

Delfini massacrati alle Isole Faroe: “La maggior parte finirà nella spazzatura o in un buco a terra”

Delfini massacrati alle Isole Faroe: "La maggior parte finirà nella spazzatura o in un buco a terra"

La barbara pratica della Grindadràp è approvata dalle autorità delle Isole Faroe, ma non dalla Commissione internazionale per la caccia alle balene. Per la maggior parte dei faroesi, tale tradizione è importantissima: basti pensare che alcuni coinvolgono nel massacro anche i bambini, come fosse un rito di iniziazione. La carne ricavata dalla caccia viene condivisa tra i partecipanti e poi distribuita agli abitanti dei villaggi vicini. Ma, stando a quanto riportato dal quotidiano danese Ekstra Bladet, che ha ascoltato le testimonianze della gente del luogo, non ci sarebbe alcuna possibilità che tutta quella carne di delfino venga realmente consumata.

“Finirà che la maggior parte dei delfini verrà gettata nella spazzatura o in un buco nel terreno”, si legge sul giornale locale. Una caccia inutile, oltre che terribile. C’è un dato, riportato dalla tv Kringvarp Foroya: il 50% delle persone delle Isole è contraria alla caccia dei defini, ma l’80% è favorevole a quella delle balene. Come ogni tradizione, anche questa sarà dura a morire. Per questo motivo è necessario un intervento “dall’alto”.

Il gruppo ambientalista Blue Planet Society ha invitato Danimarca e Ue a intervenire per “salvare i delfini protetti da questi abitanti completamente irresponsabili delle Isole Faroe”. Uno dei volontari dell’associazione ha creato una petizione online per fermare la caccia di delfini e piccole balene che ha già raggiunto più di 500.000 firme.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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