sabato, Marzo 6, 2021

Inquinamento atmosferico, OMS lancia l’allarme: oltre 7milioni di decessi l’anno

L'inquinamento atmosferico è un fattore di rischio critico per le malattie non trasmissibili (NCD), causa decessi per malattie cardiache, ictus, e cancro ai polmoni.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

L’Organizzazione mondiale della sanità rilancia l’allarme sull’ inquinamento atmosferico.

Le stime dell’OMS mostrano che nove persone su dieci nel mondo respirano aria inquinata sopra la media dei valori raccomandata per la salvaguardia della salute. I dati aggiornati rivelano un numero di decessi a causa dell’inquinamento atmosferico di oltre 7 milioni di persone.

L’inquinamento atmosferico è causa di malattie e tumori, ecco i numeri

Le stime dell’OMS, presentate nel rapporto pubblicato lo scorso 2 maggio, si basano sui dati raccolti sull’inquinamento atmosferico esterno, tassi di polveri sottili e ultrasottili, e su quello indoor (domestico), in 4.300 città in cento Paesi.

L’inquinamento atmosferico esterno ha provocato circa 4,2 milioni di morti nel 2016, mentre l’inquinamento atmosferico domestico, nello stesso periodo, ne ha provocati 3,8 milioni.

Circa 3 miliardi di persone, oltre il 40% della popolazione mondiale non ha ancora accesso a combustibili e tecnologie di cottura puliti nelle case.

Secondo le stime, l’aria inquinata è la causa principale del 24% dei decessi avvenuti per attacco cardiaco, del 25% degli ictus letali, del 43% delle morti per malattie polmonari ostruttive e del 29% dei tumori al polmone.

Con più di 2 milioni di morti, l’area del Sud Est asiatico e del Pacifico Occidentale, ha una maggiore incidenza.

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Inquinamento atmosferico, nelle città europee si perde fino a un anno di vita per lo smog

Inquinamento atmosferico.

Nelle città europee si perdono dai 2 ai 24 mesi di vita per colpa dello smog. L’OMS dichiara che questi dati non fanno rilevare un miglioramento negli anni, ma almeno sono sono stabili.

L’inquinamento atmosferico richiede un’azione governativa sostenuta e coordinata a tutti i livelli: mobilità sostenibile, produzione e uso di energia rinnovabile, gestione dei rifiuti.

Maria Neira, direttore del Dipartimento di salute pubblica, determinanti sociali e ambientali della salute dell’OMS afferma che molte città superano i livelli guida sull’inquinamento atmosferico, ma anche che l’interesse politico è sempre più attivo sul fronte della salute pubblica. Ha detto:

Molte delle megacittà del mondo superano di oltre 5 volte i livelli guida dell’Oms per la qualità dell’aria, rappresentando un grave rischio per la salute delle persone.

Stiamo assistendo a un’accelerazione dell’interesse politico in questa sfida globale per la salute pubblica.

L’aumento delle città che registrano i dati sull’inquinamento atmosferico riflette un impegno per la valutazione e il monitoraggio della qualità dell’aria.

La maggior parte di questo aumento si è verificata nei paesi ad alto reddito, ma speriamo di vedere un simile aumento degli sforzi di monitoraggio in tutto il mondo.

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Inquinamento atmosferico, la preoccupante situazione italiana

Inquinamento atmosferico Milano.

In Italia, i nuovi dati raccolti da Legambiente nel report Mal’aria edizione speciale sono preoccupanti.

Nel report è stata stilata una sorta di pagella sulla qualità dell’aria di 97 città italiane sulla base degli ultimi 5 anni, dal 2014 al 2018, confrontando le concentrazioni medie annue delle polveri sottili (Pm10, Pm2,5) e del biossido di azoto (NO2) con i rispettivi limiti medi annui suggeriti dall’OMS: 20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2.

Solo il 15% delle città analizzate ha la sufficienza, contro l’85% sotto la sufficienza: Sassari (voto 9), Macerata (8), Enna, Campobasso, Catanzaro, Grosseto, Nuoro, Verbania e Viterbo (7), L’Aquila, Aosta, Belluno, Bolzano, Gorizia e Trapani (6). 

Legambiente chiede al Governo più impegno sul fronte delle politiche e delle misure contro l’inquinamento atmosferico, occasione possibile grazie al Recovery Fund che prevede importanti fondi destinati alla una transizione ecologica.

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Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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