sabato, Aprile 17, 2021

Il femminicidio della studentessa di medicina Lorena fa più male del Coronavirus

Lorena Quaranta, è la studentessa di Medicina all’Università di Messina, strangolata e uccisa dopo una lite dal suo Antonio De Pace, collega di studi. Il ragazzo ha poi chiamato i carabinieri per autodenunciarsi e cercato di tagliarsi le vene senza successo. È stato arrestato. Le forze dell’ordine lo hanno trovato mentre tentava il suicidio. I primi a sapere dell’omicidio sono i carabinieri della Stazione di Santa Teresa di Riva, insieme al comandate Maurizio La Monica e i militari della compagnia di Taormina con il capitano Arcangelo Maiello.

Denunciare le violenze domestiche al numero 1522

1522 è il numero per denunciare e segnalare violenze domestiche. Lorena in questo periodo era completamente presa dall’emergenza coronavirus, attraverso i social sensibilizzava diffondendo notizie utili a incentivare l’autoisolamento e raccontava le storie di chi in trincea combatte in prima linea contro il nemico invistibili, le storie di medici e infermiri di cui, di lì a poco, sarebbe diventata collega. Ma Lorena ha avuto un destino diverso. La ragazza è stata uccisa dal proprio compagno mentre si trovava in casa insieme a lui.

Chi si macchia di simili gesti deve marcire in galera

Ha dichiarato Matteo Francilia, il sindaco di Furci Siculo, paese d’origine di Lorena:

È un dramma nel dramma, Stamattina ci siamo svegliati con la notizia di questa tragedia. Siamo sconvolti, la nostra comunità è da sempre in prima linea nel contrasto alla violenza di genere, abbiamo anche istituito un centro di ascolto. Chi si macchia di simili gesti deve marcire in galera.

L’aria non la toglie solo il Covid-19 ma anche le mani di chi vuole farti del male e toglierti la vita. E la pandemia e la quarantena non diminuiscono gli episodi di violenza fra le mura domestiche ma inevitabilmente li alimentano. Leggi anche: Marzo 2020, tutto quello che è successo nel mondo  

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