Il riutilizzo del calore di scarto può liberare l’Europa dal gas: come salvare la sicurezza energetica

Catturare e riutilizzare il calore di scarto potrebbe liberare l'Europa dalla sua dipendenza da gas. Il risparmio stimato sarebbe di 140 miliardi di euro l'anno.

Giorgia Fazio
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La dipendenza dell’Europa dal gas potrebbe essere risolta grazie alla cattura e al riutilizzo del calore di scarto. In questo modo, sottolinea “euronews.com”, si percorrerebbe una strada vantaggiosa circa la sicurezza energetica e la competitività europea.

Ad arrivare a tale soluzione è stata la società di ingegneria danese Danfoss, che ha stimato una serie di vantaggi ecologici ed economici, se vengono messe in pratica alcune accortezze. Vediamo meglio cosa è emerso dall’analisi e in che modo il calore di scarto può liberare l’Europa dalla dipendenza dal gas.

Calore di scarto, è una svolta per l’Europa?

Calore di scarto

Un rapporto della società di ingegneria danese Danfoss ha rivelato che nel 2024 due terzi dell’energia globale sono stati dissipati sotto forma di calore. In un momento storico in cui la domanda di energia è in continua crescita, si prospetta che il dato arrivi al 55% entro il 2030.

A tal proposito, fa sapere “euronews.com”, molti esperti hanno definito il calore di scarto proveniente da strutture quali supermercati, fabbriche, impianti di trattamento delle acque reflue e data center, come la “più grande” fonte energetica inutilizzata al mondo. Di conseguenza, la cattura e il riutilizzo del calore di scarto potrebbero rappresentare un punto di svolta per la sicurezza energetica e la competitività dell’Europa, ponendo fine alla sua dipendenza dal gas.

I Governi, però, stanno procedendo a rilento nello sbloccare questo potenziale energetico. Ecco il commento di Kristian Strand, presidente di Danfoss Climate Solutions, sulla questione. Queste sono le sue parole, le quali sono state riprese da “euronews.com”:

Stiamo buttando via energia che abbiamo già pagato.

Il calore di scarto è una delle maggiori fonti energetiche inutilizzate al mondo e il suo riutilizzo è uno dei modi più rapidi per rafforzare la competitività, la sicurezza energetica e la resilienza dell’Europa.

Non possiamo permetterci di continuare a sprecarlo.

Per sfruttare al meglio il calore di scarto l’industria deve trasformare il recupero del calore in una prassi standard.

Gli operatori energetici devono inoltre semplificare i collegamenti, mentre i governi devono eliminare gli ostacoli che rendono l’elettricità più cara del gas per questo tipo di investimenti.

Se questi tasselli vengono messi al loro posto, il calore di scarto smette di essere uno spreco.

Diventa una fonte di energia più economica, maggiore resilienza e competitività più forte.

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In che modo funziona il calore di scarto?

Il calore di scarto, come riportato da “euronews.com”, è il calore in eccesso che viene prodotto nel corso di processi quotidiani, come frigoriferi di un supermercato. Al posto di lasciare che si disperda nell’aria, con il rischio che possa alimentare l’effetto isola di calore urbana, questo tipo di energia può essere recuperato.

Di solito si utilizzano delle pompe di calore che innalzano la temperatura e convogliano il calore nello stesso edificio o in una rete di teleriscaldamento vicina, che fornisce riscaldamento e acqua calda agli ambienti. In Danimarca, un produttore di alluminio ha iniziato ad agire secondo questa logica e ha evidenziato un risparmio pari al consumo annuo di gas per riscaldamento e acqua calda di 132 abitazioni danesi.

Sulla base di tali dati, lo studio condotto da Danfoss ha rivelato che il riutilizzo di calore di scarto potrebbe far risparmiare all’Europa ben 140 miliardi di euro l’anno, rispetto ai 3.100 TWh dispersi nel 2023. Questa soluzione, in Germania, potrebbe coprire oltre il 30 per cento del fabbisogno di teleriscaldamento del Paese, senza considerare i data center, che secondo gli esperti potrebbero alzare sensibilmente questa quota.

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