Piano Sociale per il Clima, 9,3 miliardi di euro per famiglie, mobilità e microimprese

Il Governo approva il nuovo Piano Sociale per il Clima, che prevede lo stanziamento di 9,3 miliardi di euro per interventi mirati su consumo energetico e mobilità sostenibile: tutte le novità.

Samuele Cupido
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Il via libera verso il nuovo Piano Sociale per il Clima rappresenta una svolta importante in ambito green: la manovra esaminata dal Consiglio dei Ministri, destinata alla fase di negoziato formale a Bruxelles, prevede, come riporta “Il Sole 24 Ore”, lo stanziamento di 9,3 miliardi di euro destinato alle fasce più soggette e vulnerabili, dal punto di vista economico, alla transizione ecologica.

Approvato dal Governo e ora attesa al vaglio della Commissione Europea, il Piano Sociale per il Clima nasce dall’esigenza del Paese di adeguarsi alla prossima entrata in vigore del cosiddetto ETS2, il nuovo sistema europeo che, dal 2027, può causare l’aumento del prezzo delle emissioni di CO2 per rispettare i criteri di sostenibilità ricercati dall’UE. Questo può quindi influenzare i costi delle spese familiari sulle spese più quotidiane.

Dall’energia, con acqua, luce e gas, fino ai sistemi di mobilità dei trasporti pubblici: sono questi gli elementi che risentiranno di più di questo processo di mutamento per uno stile di vita più sostenibile. Il nuovo Piano Sociale per il Clima, a tal proposito, è proprio pensato per aiutare le famiglie che, in proiezione, possono trovarsi più in difficoltà nell’adeguamento a questo nuovo metro di pagamenti.

Il piano energetico riguardo il nuovo Piano Sociale per il Clima

Piano Sociale per il Clima

La prima e più consistente componente del Piano Sociale per il Clima, destinata all’efficientamento energetico degli edifici, mette in campo una cifra complessiva 3,2 miliardi di euro nel periodo compreso tra il 2027 e il 2032. Le risorse saranno impiegate per finanziare la riqualificazione degli immobili di edilizia residenziale pubblica, con priorità per quelli appartenenti alle classi energetiche F e G, e degli edifici utilizzati dalle microimprese, tra le realtà maggiormente esposte all’aumento dei costi dell’energia.

L’obiettivo è duplice: da un lato la ricerca del miglioramento delle prestazioni energetiche degli alloggi pubblici, al fine di ridurre in modo strutturale le spese sostenute dalle famiglie vulnerabili. Dall’altra parte, si favorisce la competitività delle microimprese attraverso interventi capaci di contenere i consumi e, quindi, abbattere i costi energetici.

A queste misure, così come quanto riportato “Il Sole 24 Ore”, si aggiungono 95,2 milioni di euro destinati all’elettrificazione dei consumi domestici: Il fondo legato a questa manovra consentirà a ben 4 milioni di famiglie vulnerabili di accedere a contributi fino al 100% delle spese per interventi come l’aumento della potenza del contatore elettrico e la copertura dei costi tecnici e amministrativi, necessari all’adeguamento della fornitura.

Il sostegno diretto al reddito sarà invece garantito dal Bonus sociale “Energia Plus”, finanziato con 1,3 miliardi di euro tra il 2028 e il 2031. La misura sarà rivolta ai nuclei familiari con un Isee fino a 25 mila euro e prevede un contributo modulato anche in base alla zona climatica di residenza, così da tenere conto del diverso fabbisogno energetico per il riscaldamento.

Potenziamento del nuovo sistema di trasporto pubblico: cosa prevede il Piano Sociale per il Clima

Il secondo ambito del Piano Sociale per il Clima riguarda il settore della mobilità e dei trasporti, uno degli aspetti più volatili in relazione al concetto ricercato dall’UE di sostenibilità. Infatti, la cifra dedicata a questo ambito è maggiore rispetto a quello energetico, al quale, secondo quanto riportato da “Il Sole 24 Ore”, sono dedicati 4,6 miliardi di euro, nel periodo compreso tra il 2027 e il 2032.

La cifra in questione viene frammentata in due principali manovre: 1,7 miliardi di euro vengono dedicati al finanziamento del programma My Mobility Account, mentre i restanti 2,8 sono destinati al potenziamento del trasporto pubblico, condiviso tramite il progetto Public Mobility Services and Hub.

Il primo intervento statale ha l’obiettivo di favorire l’accesso a soluzioni di trasporto a basse emissioni, grazie all’introduzione di un portafoglio elettronico dedicato agli utenti vulnerabili che consente, sulla base di un chiaro indice di vulnerabilità, di acquistare servizi di mobilità sostenibile usufruendo di un contributo annuale variabile tra 100, 200 e 400 euro.

L’altra modifica, anch’essa altrettanto rilevante sotto questo punto di vista, apre le porte al tentativo di incremento, e conseguente miglioramento, dell’offerta di trasporto pubblico condiviso: questo significa nuovi autobus e altri mezzi, infrastrutture intermodali e hub per la mobilità sostenibile, dedicati alla mobilità attiva.

Le risorse possono inoltre sostenere, per mezzo del coordinamento gestito dal Ministero dell’Ambiente e attuato dalle rispettive regioni d’Italia, una buona parte dei costi operativi nella fase di avvio dei nuovi servizi. Ora il Piano Sociale per il Clima è atteso al vaglio della Commissione europea: dal via libera di Bruxelles dipende l’avvio delle misure chiamate ad accompagnare la transizione energetica in chiave sostenibile, ma senza aggravare il peso economico su famiglie e imprese.

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