giovedì, Dicembre 2, 2021

Giornata contro la violenza sulle donne: perché la maggior parte non denuncia?

I casi di femminicidi continuano a verificarsi ad un ritmo che non sembra rallentare. Il Governo è chiamato ad intervenire al più presto per tutelare le donne in maniera efficace.

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Oggi ricorre la Giornata contro la violenza sulle donne, nata per volere dell’ONU nel 1999 e celebrata ogni anno il 25 novembre. Purtroppo sono ancora tante le donne che pur essendo vittime di violenza non denunciano.

Lo scorso anno la commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha presentato una relazione sui femminicidi in Italia. Nel biennio 2017-2018 il 63% delle donne vittime di violenze non aveva parlato con nessuno mentre solo il 15% di donne uccise aveva precedentemente sporto denuncia per maltrattamenti.

Oggi le cose non sono cambiate di molto e spesso le denunce e i divieti di allontanamento non sono sufficienti perché gli ex riescono ad avvinarsi alla vittima e a ucciderla, come nel caso di Vanessa Zappalà uccisa dell’ex fidanzato, o di Juana Cecilia Hazana Loayza, la 34enne sgozzata dall’ex compagno a Reggio Emilia.

Giornata contro la violenza sulle donne: i dati della commissione parlamentare

Giornata contro la violenza sulle donne_femminicidi

Le donne fanno fatica a denunciare le violenze, probabilmente vittime di un retaggio culturale in cui bisogna obbedire all’uomo ed essere a lui sottomesse per il semplice fatto che le cose devono andare così, in base ad un discorso di ruoli verso cui non ci si può sottrarre. La loro reticenza nel raccontare di essere state vittime di violenza è confermata anche dal lavoro della commissione parlamentare presentato in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne, da cui emerge un 63% di donne che non aveva parlato con nessuno, oltre ad altri dati che analizzano la situazione.

Nel 30% dei casi esaminati gli omicidi sono stati compiuti in modo efferato. Solitamente avvengono ovunque, sia nei piccoli centri che nelle grandi città e vittima e carnefice appartengono alla medesima comunità. Le straniere sono le più colpite e anche gli autori stranieri sono in proporzione maggiori rispetto a quelli italiani. Si tratta di fidanzati e conviventi, tanto che gli omicidi di solito si verificano nell’abitazione dove la coppia vive insieme.

Nel 12,7% si tratta uomini che uccidono la ex moglie o compagna e il 9% sono casi di matricidio, ossia di figli che uccidono le loro madri. Ma ci sono anche casi in cui sono i padri ad uccidere le loro figlie, che corrispondono al 4,9%. Il tema dell’ex che non riesce ad accettare la separazione è molto forte. Sono il 40% i casi di femminicidi che hanno dietro un tale movente. Il 34% dei carnefici si toglie la vita e il 64% ha confessato l’omicidio alla polizia.

Giornata contro la violenza sulle donne: quali leggi ci sono

Giornata contro la violenza sulle donne. Nel 2019 è stata approvata la legge 33/2019 che ha stabilito l’inapplicabilità di rito abbreviato nei casi di femminicidio. Nello stesso anno è stata approvata la legge sul Codice Rosso. Il provvedimento prevede una semplificazione dell’iter per le denunce nei casi di violenza e anche i tempi per sporgere notizia vengono allungati, passando da 6 a 12 mesi.

Inoltre è stata inserita la norma sul revenge porn e di sfregio del volto. La diffusone illecita di immagini o video sessualmente espliciti, senza il consenso dell’interessato può essere punito da uno a sei anni di carcere con una multa da 5 a 15mila euro. La pena per lo sfregio del volto prevede la reclusione da 8 a 14 anni.

Il disegno di legge inasprisce anche le pene per i reati sessuali, tra cui lo stalking, e modifica il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalle vittime. Tutto ciò purtroppo è ancora insufficiente perché i casi di femminicidi non diminuiscono, anzi tendono ad aumentare.

Giornata contro la violenza sulle donne: cosa ha portato la pandemia?

Non dovrebbe essere solo oggi, Giornata contro la violenza sulle donne, a ricordarci di questo tema così attuale e importante.

Sembra che l’arrivo della pandemia abbia intensificato la violenza di genere, complice il lockdown e lo stare più stesso a casa, tanto da arrivare a parlare di shadow pandemic. Come riportato da Il Corriere della Sera, nei primi nove mesi del 2021 sarebbero arrivate 12.305 richieste di aiuto al 1522, numero verde anti-violenza e stalking, mentre nel 2019, prima della pandemia erano 8.600.

Nel 2020 le donne aiutate dai Centri anti violenza sono state 15.000 e di queste più del 90% ha chiesto aiuto per la prima volta, anche se per la maggior parte di loro la violenza esisteva già prima della pandemia. Per il 19,9% si è trattato di un intervento di emergenza nel mesi di marzo, aprile e magio.

Nel 2021 sarebbero 103 le donne uccise. Questi numeri devono spronare il Governo ad intervenire perché le leggi attualmente in vigore risultano inefficaci per placare questi omicidi e tutelare le donne, le quali in tanti casi pur sporgendo denuncia non ottengono la giusta protezione e cadono inevitabilmente nelle mani dei loro carnefici, come un film che segue sempre lo stesso copione. Non basta solo qualche commento social nella Giornata contro la violenza sulle donne ma occorre intervenire al più presto.

Leggi anche: Le responsabilità di uno Stato che non tutela le donne perseguitate e uccise dagli ex

Michela Sacchetti
Aspirante giornalista. Ama la letteratura, il cinema e il teatro. Dopo il diploma in ragioneria cambia itinerario iscrivendosi alla facoltà di Lettere. Laureata in Scienze del Testo, crede che nella vita si può e si deve continuare sempre ad imparare.

Ultime notizie