sabato, Dicembre 5, 2020

Gino Strada: “Nessuna proposta formale dal Governo”

Il commissariamento della Sanità calabrese non dà pace al governo. Gino Strada probabile sostituto di Zuccatelli dopo le dichiarazioni sulla mascherina, non ha avuto ancora nessuna proposta ufficiale.

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

Il fondatore di Emergency, Gino Strada su Facebook chiarisce:Sono pronto, ho sentito qualche commentatore dire che dovrei decidere se accettare o meno l’incarico. Non sono in questa condizione perché dopo quei primi colloqui non mi è stata fatta alcuna proposta formale. Il commissariamento della Sanità calabrese non dà pace al governo, messo spalle al muro dalla nomina del commissario Giuseppe Zuccatelli, per rimediare allo scandalo causato dal suo predecessore, il generale Saverio Cotticelli, divenuto in poche ore difficile da difendere alla luce di non troppo vecchie dichiarazioni sull’inutilità delle mascherine.

Nessuna proposta concreta a Gino Strada

Da quasi una settimana si parla di Gino Strada come probabile responsabile dell’emergenza Covid in Calabria. L’ipotesi è stata confermata pubblicamente dal premier Conte – “un buon nome” aveva detto qualche giorno fa – e dal ministro Boccia. Ma a Gino Strada nessuno ha ancora fatto una proposta concreta. A dirlo è proprio il fondatore di Emergency in un lungo post su Facebook:

Una settimana fa ho ricevuto la richiesta da parte del governo di impegnarmi in prima persona per l’emergenza sanitaria in Calabria. ho chiesto alcuni chiarimenti sul mandato e sulle modalità di lavoro, ponendo una condizione fondamentale: non sono disponibile a fare il candidato di facciata né a rappresentare una parte politica, ma metterei a disposizione la mia esperienza solo se ci fossero la volontà e le premesse per un reale cambiamento. 

Non voglio però neanche alimentare l’equivoco di una mia indecisione. Da medico, ritengo che in un momento di grave emergenza sanitaria per il nostro Paese, tutti debbano dare una mano e con questo spirito avevo messo a disposizione il lavoro mio e di Emergency.

Nel frastuono delle tante voci di questi giorni, ho avuto anche l’occasione di sentire la fiducia e la voglia di fare di tanti cittadini, calabresi e non, infermieri e medici e rappresentanti delle istituzioni, che ringrazio per il sostegno e per l’apprezzamento che hanno dimostrato per il lavoro mio e di Emergency.

Calabria, l’ex commissario alla Sanità Cotticelli shock: “Davo fastidio alla massoneria”

Saverio Cotticelli

Facendo un piccolo passo indietro è facile comprendere come la sanità calabrese sia arrivata ad un punto di non ritorno. Dopo aver dichiarato a TPI di non aver lavorato ad un piano anti Covid, l’ex commissario alla Sanità calabrese Cotticelli fornisce delle spiegazioni shock:

Non ero io quello che ha parlato nell’intervista. Non mi riconosco in quell’uomo. Stavo male. Era come se fossi un altro. Se sospetto di essere stato drogato? Questo non lo so. Come potevo non ricordare di non aver lavorato al piano Covid? Quel piano esiste davvero, e l’ho predisposto io. In Calabria tutto è deciso da questo mondo di mezzo: e io a questa massoneria non ho dato tregua.

C’erano fatture ai privati, nella sanità calabrese, che venivano pagate tre volte. C’erano posto di lavoro, appalti oscuri, il potere reale mercanteggiava su tutto. Io potrò avete tanti difetti, ma a questi signori ho tolto il concime dal vaso. Gli ho cancellato 500 milioni di euro di appalti. Gli ho revocato gli affidamenti impropri. Se avessero potuto mettermi sotto una macchina, l’avrebbero già fatto.

Leggi anche: https://www.ildigitale.it/nino-spirli-nuovo-presidente-della-calabria-dopo-jole-santelli/

Il teatro della sanità calabrese continua con Zuccatelli

Giuseppe Zuccatelli

Dopo l’uscita di scena di Saverio Cotticelli, il governo ha nominato un sostituto, Giuseppe Zuccatelli. Immediatamente sul suo nome sorgono forti perplessità, dopo il video comparso in rete in cui dichiarava: “Le mascherine non servono a niente, bisogna stare 15 minuti a baciarsi con la lingua per prendere il virus“. Ma il commissario regionale alla Sanità Zuccatelli, intervistato a Buongiorno Regione, respinge le critiche:

Quel video in cui parlo di mascherine era un’iperbole, non sono un negazionista“. E aggiunge: “Senza decreto di nomina, che non mi é stato ancora notificato, non posso svolgere le mie funzioni. Quello che mi chiedo, comunque, é come mai quel video sia stato fatto uscire subito dopo la mia designazione. Non ci sto, comunque, ad essere martirizzato per un video di 20 secondi. Così come non ci sto ad essere descritto in chiave macchiettistica.

Da qui nasce l’ipotesi di candidare Gino Strada.

Gino Strada in Calabria, tutti lo vogliono nessuno lo chiama

Gino Strada

Dopo lo scandalo Cotticelli, la totale inadeguatezza della politica regionale e l’aumento dei ricoveri negli ospedali, ancora polemiche su Zuccatelli. La Calabria è arrivata al punto di non ritorno. Alla luce di questa situazione, in molti chiamano a gran voce la candidatura di Gino Strada per salvare la sanità calabrese. Proprio ieri il presidente della commissione antimafia Nicola Morra aveva nuovamente caldeggiato il nome di Strada sottolineando la possibilità di “cambiamento”. Continua però il silenzio da parte del governo, proprio come ha dichiarato lo stesso Gino Strada su Facebook. Non si capisce, allora, quale sia il problema che impedisce una scelta definitiva. Come lo ha definito Walter Ricciardi, Gino Strada è un fuoriclasse. Ed è evidente che questa volta il governo dovrà dimostrare di voler risolvere davvero il nodo della sanità in Calabria e, conseguentemente, dimostrare di volerlo risolvere in tutta Italia.

Leggi anche: https://www.ildigitale.it/natale-e-covid-le-famiglie-possono-riunirsi/

Silvia Aldi
Silvia Aldi
Classe 1990, laureata in Scienze Politiche con una specializzazione in Comunicazione pubblica Internazionale. Amante della storia sin da piccola e appassionata di grandi classici della letteratura italiana. Si auto definisce una sognatrice che tende a considerare sempre il bicchiere mezzo pieno anche nelle situazioni più critiche. Altri segni particolari? Appassionata di calcio e tifosissima!

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