Gas, accensione ridotta, termosifoni posticipati e coprifuoco: cosa ci attende in autunno

Con la chiusura del gasdotto Nord Stream 1 e la riduzione di forniture di Gazprom il Governo sta preparando un piano per razionare le risorse energetiche.

Michela Sacchetti
Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.
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Il Governo Draghi sta valutando un piano d’emergenza per razionare le risorse energetiche e in particolare il gas, se Putin dovesse decidere di interrompere le restanti forniture, che si sono ridotte già da tempo. Dopo il lockdown potrebbe quindi arrivare il coprifuoco.

Il piano, che in caso verrà attuato in autunno, prevede lo stop ai caloriferi, tagli al riscaldamento negli edifici pubblici e residenziali, andando a colpire anche le aziende e in particolare quelle che consumano grandi quantità di energia per la loro produzione, definite con il termine di energivore.

Ovviamente si tratta di un’interruzione limitata nel tempo ma per queste aziende, quali acciaierie, ceramiche del vetro, cementifici, potrebbe rappresentare un duro colpo, perché si troverebbero a produrre di meno e oltre a risentirne i bilanci, il peso ricadrebbe sui lavoratori.

Gas, in cosa consisteranno le riduzioni

Dopo che la Russia ha chiuso il gasdotto Nord Stream 1 e Gazprom ha tagliato di un terzo le forniture di gas all’Italia, è doverono da parte del Governo realizzare un piano di riduzione del gas per fronteggiare il problema, che in un prossimo futuro potrebbe anche aggravarsi.

Fino ad ora alle famiglie italiane è stato chiesto di limitare l’uso dell’aria condizionata in casa fino a 27 gradi ma è in autunno e inverno che si prevede una maggiore stretta. Se il piano di Draghi dovesse attuarsi lo stop ai caloriferi potrebbe prevedere anche solo una temperatura ridotta di 2 gradi, o paletti riguardo agli orari, oppure nei casi estremi ci potrebbe essere l’interruzione ad esempio per la fascia 4-6 di mattina per le utenze domestiche.

Discorso a parte invece per gli edifici pubblici, che oltre a subire una riduzione del riscaldamento a 19 gradi per l’inverno e 27 in estate potrebbe venir chiesto loro anche una chiusura anticipata. Il coprifuoco, potrebbe riguardare però anche i privati. Gli orari non sono stati ancora concordati ma, da come riporta Il Giornale, si prevede che possa trattarsi delle 19 per i negozi, le 23 per bar, pub, ristoranti e discoteche, e le 17.30 per gli uffici pubblici.

Inoltre si interverrebbe anche sull’illuminazione pubblica, con lo spegnimento dei lampioni sulla rete extra-urbana, e in alcuni orari su monumenti ed edifici storici, raggiungendo fino al 40%. Il piano di Draghi verrà presentato a Bruxelles la prossima settimana e se dovesse essere approvato per l’Italia ci sarebbe un risparmio dal 15 al 20%.

Leggi anche: Consiglio Europeo: cosa propone Draghi per ridurre il prezzo del gas

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