giovedì, Ottobre 1, 2020

“Fottuta puttana”, Alexandria Ocasio-Cortez rifiuta le scuse del deputato

Alexandria Ocasio-Cortez non accetta gli insulti ricevuti dal deputato Yoho. La sua risposta è un esempio per tutte le donne.

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

Martedì 21 luglio il deputato repubblicano Ted Yoho ha avvicinato la collega Alexandria Ocasio-Cortez sui gradini del Campidoglio e ha inveito contro di lei definendola “disgustosa”, e “fuori di testa”. Il motivo di tali insulti sarebbe legato alle affermazioni di AOC che imputano l’aumento della criminalità nella città di New York all’aumento della povertà e della disoccupazione durante il lockdown.

All’accesa conversazione, ha assistito per caso da un reporter della testata The Hill presente sul posto nel momento dell’accaduto. Secondo quanto riportato, Alexandria Ocasio-Cortez ha cercato di liquidare rapidamente l’avversario politico definendolo “maleducato”, ma nel momento in cui si separava da lui, questi le ha urlato dietro“fucking bitch”, che in inglese può voler dire sia “fottuta stronza” sia “fottuta puttana”. 

Il Tweet di AOC: “Le puttane, portano a termine le cose”

Incontrastata regina dei social, AOC ha subito commentato l’accaduto su Instagram e su Twitter:

Non avevo mai parlato con il deputato Yoho prima che decidesse di avvicinarsi a me sui gradini del Campidoglio ieri. Che ci crediate o no, di solito vado d’accordo con i miei colleghi deputati. Sappiamo lasciare i nostri battibecchi legislativi alla porta della commissione.


E conclude il tweet con una nota ironica:

Ma, hey, le puttane portano a termine le cose.

Le “scuse” di Ted Yoho

Come normale che fosse, la notizia è rimbalzata su tutti i network americani e ha fatto il giro del mondo proprio nelle ultime ore. Il deputato Ted Yoho, dopo un iniziale “no comment” ha deciso di presentare le sue scuse in aula, liquidando l’accaduto come un “equivoco” e giustificandosi dietro al fatto che avendo una moglia e una figlia non avrebbe mai potuto rivolgere tali insulti a una donna.

La risposta di AOC alla Camera dei rappresentanti

Le scuse-non-scuse di Yoho hanno fatto imbestialire ancora di più la deputata originaria del Bronx, che ha così commentato in aula l’accaduto:

Il deputato Yoho mi ha puntato il dito in faccia chiamandomi “disgustosa”, “pazza”, (…) Davanti a un reporter, sui gradini del Campidoglio, si è rivolto a una deputata, membro del Congresso, chiamandola “fottuta puttana”. Una deputata che non rappresenta solamente il 14° distretto congressuale della città di New York, ma ogni deputata e ogni donna in questo paese, perché tutte noi abbiamo dovuto affrontare qualcosa di simile in qualche momento della nostra vita.

Prosegue AOC:

Voglio essere chiara: i commenti del deputato Yoho non mi hanno ferita o colpita profondamente, perché vengo dalla “working class”, ho servito ai tavoli nei ristoranti, ho preso la metropolitana, ho camminato per le strade di New York. E questo tipo di linguaggio non mi è nuovo: mi sono già imbattuta nelle parole pronunciate dal signor Yoho e da altri uomini che hanno pronunciato le sue stesse parole, mentre venivo molestata nei ristoranti. Ho buttato fuori dal bar uomini che hanno usato lo stesso linguaggio del signor Yoho.

“Il Problema è culturale”

Il discorso continua sottolineando come questi fatti siano comuni a molte donne:

Non è niente di nuovo. Ed è questo il problema. La questione non riguarda un singolo episodio. È culturale. Una cultura di mancanza, di impunità, di sottomissione, di violenza, di linguaggio violento contro le donne in tutta la struttura del potere che lo sostiene.

Dopo l’accaduto ho pensato semplicemente che avrei fatto le valigie e sarei tornata a casa. D’altronde un era solo una giornata come tante, no? Ma poi ieri il deputato Yoho ha deciso di presentarsi qui alla Camera dei rappresentanti e scusarsi per il suo comportamento, allora ho deciso che non avrei potuto lasciar perdere. Non avrei potuto permettere che le mie nipoti, le bambine dalle quali sarei tornata, le donne che hanno subito violenze verbali e anche peggiori, assistessero a questo. Di vedere queste scuse e di vedere il nostro Congresso accettarle come legittime e come vere.

“Avere una figlia non rende un uomo dignitoso. Rispettare le persone rende un uomo dignitoso”

Non starò sveglia fino a tarda notte ad aspettare le scuse di un uomo che non ha rimorso per il fatto di usare un linguaggio offensivo contro le donne. Ma quello che ritengo sia davvero un problema è usare le donne, mogli e figlie come scudi e scuse per comportamenti scorretti. Il signor Yoho ha detto di avere una moglie e due figlie. Ho due anni in meno della figlia più giovane del signor Yoho. Io stessa sono una figlia. Mio padre, per fortuna, non è più qui per sentire come il signor Yoho ha trattato sua figlia. Mia madre ha dovuto vedere in tv la mancanza di rispetto manifestata dal signor Yoho proprio in questo edificio. E sono qui perché devo mostrare ai miei genitori che sono loro figlia e che non mi hanno cresciuta perché io accettassi insulti dagli uomini.

Avere una figlia non rende un uomo dignitoso. Avere una moglie non rende un uomo dignitoso. Trattare gli altri con rispetto e dignità rende un uomo dignitoso. E quando un uomo dignitoso sbaglia, come accade a tutti, fa del suo meglio e si scusa sul serio. Non per salvare la faccia, non per guadagnare un voto. Si scusa sinceramente per riparare e riconoscere il danno fatto, in modo che tutti possano andare avanti.

Alexandria Ocasio-Cortez è la più giovane donna mai eletta al Congresso, la sua risposta dimostra non solo gran carattere, ma rappresenta un esempio per tutte quelle donne che troppo spesso rimangono in silenzio davanti agli abusi verbali.

Leggi anche: Linguaggio inclusivo contro razzismo e sessismo, ne parliamo con Vera Gheno

Clarice Subiaco
Clarice Subiacohttps://medium.com/@ClariceSubiaco
Classe 1986, passato di studi umanistici e presente nel mondo dei dati. In mezzo, esperienze di lavoro come Digital PR, Content Strategist e Project Manager per startup e agenzie internazionali. Ama raccontare l'innovazione che ha un forte impatto sociale.

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