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Festa dei nonni: perché sono così importanti nella nostra vita

I nonni d’Italia sono circa di 12 milioni e mezzo. L'80 % di loro si occupa dei nipoti, permettendo ai propri figli di conciliare vita professionale e genitorialità. Sono attivissimi. E sono diventati decisivi nelle nostre vite.

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La festa dei nonni cade in Italia il 2 ottobre, giorno in cui la Chiesa celebra gli Angeli. Non è certo una coincidenza. I nonni d’Italia sono circa 12 milioni e mezzo e per effetto della curva demografica, si tratta di una fetta di popolazione destinata ad aumentare. Il loro lavoro si svolge nelle nostre case, ogni giorno. Il 45 % delle famiglie può contare sul prezioso lavoro dei nonni sitter. E mente i governi continuano a promettere aiuti alle donne che lavorano, i nonni sono in campo.

E sono sempre i nonni, da pensionati, che tinteggiano le scuole per i nipoti, che li aiutano ad attraversare la strada quando escono da scuola, che li accompagnano a fare attività sportiva, che li aiutano nei compiti e che leggono fiabe per loro. Sette milioni di nonni pagano conti di figli e nipoti. In pratica 1,5 milioni di nonni regolarmente e 5,5 milioni saltuariamente aiutano, sul piano finanziario, figli e nipoti. Una famiglia su tre salva il proprio bilancio grazie a loro.

La Festa dei Nonni è stata istituita nel 2005 proprio per riconoscere ufficialmente il ruolo fondamentale dei nonni nella nostra società.  È un modo per ribaltare una percezione ancora molto diffusa, che vede i nonni come soggetti non più attivi nella società, un peso. E invece i dati parlano chiaro. L’aiuto dei nonni è fondamentale nella vita sociale, civile, economica e culturale del Paese.

I nonni sono la nostra memoria

I bambini imparano dai nonni molto più di quanto possiamo immaginare: l’amore incondizionato, la presenza, la complicità e la tenerezza. Andare ad acquistare la pizza dal panettiere con la nonna, osservarla mentre cucina o magari avere l’opportunità di impiastricciarsi le manine durante la preparazione di un dolce, sono passatempi piacevolissimi per un bambino. E stare con il nonno, che magari ha un orto o una passione per le auto o le bici, sarà un divertimento continuo.

I nonni sono una risorsa concreta, insostituibile. Aiutano i nipoti in tutti i modi, anche nella crescita, nutrendoli di amore dolce e sincero.

E allora grazie ai nonni lucidi, lucidissimi, essenziali nel sostegno agli equilibri familiari e che cercano di contenere l’urto del disagio dei più giovani. E grazie ai nonni più anziani, forse meno lucidi, che sono il nostro ponte con la memoria e con la vita autentica, che offrono i loro straordinari racconti e che chiedono solo di non essere lasciati soli.

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Alla canzone di Francesco Guccini il compito di intenerire ogni nipote.

Il vecchio e il bambino

Un vecchio e un bambino si presero per mano
e andarono insieme incontro alla sera,
la polvere rossa si alzava lontano
e il sole brillava di luce non vera;
l’immensa pianura sembrava arrivare
fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
e tutto d’intorno non c’era nessuno,
solo il tetro contorno di torri di fumo.

I due camminavano, il giorno cadeva,
il vecchio parlava e piano piangeva
con l’anima assente, con gli occhi bagnati
seguiva il ricordo di miti passati;
i vecchi subiscono l’ingiuria degli anni,
non sanno distinguere il vero dai sogni;
i vecchi non sanno nel loro pensiero

distinguere nei sogni il falso dal vero.

E il vecchio diceva, guardando lontano,
“Immagina questo coperto di grano,
immagina i frutti, immagina i fiori,
e pensa alle voci e pensa ai colori,
e in questa pianura, fin dove si perde,
crescevano gli alberi e tutto era verde,
cadeva la pioggia, segnavano i soli,
il ritmo dell’uomo e delle stagioni”.

Il bimbo ristette, lo sguardo era triste
e gli occhi guardavano cose mai viste,
e poi disse al vecchio, con voce sognante
“Mi piacciono le fiabe, raccontane altre”.

di Elza Coculo

 

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