Eurovision, Marco Mengoni: “Due Vite per portare me stesso sul palco”

Due Vite e godersi ogni momento. La canzone vincitrice di Sanremo che Marco Mengoni ha portato all'Eurovision 2023, classificandosi al quarto posto, invita ad abbracciare gli errori come esperienza di crescita in "un viaggio intimo", senza avere rimpianti.

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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L’Eurovision si è appena concluso al Liverpool Arena sulle note di “Tattoo” di Loreen che ha vinto per la seconda volta, la prima nel 2012 con “Euphoria”. Marco Mengoni, alla sua seconda partecipazione si è classificato in ottima posizione, conquistando il quarto posto con 350 punti dietro a Svezia con 583 punti, Finlandia con 526 punti e Israele che ha ottenuto 362 punti. Sebbene abbia modificato leggermente “Due Vite” per renderla più breve ― il regolamento dell’Eurovision stabilisce che le canzoni durino massimo tre minuti ― e sebbene abbia in un primo momento pensato di portare un altro brano, ha deciso di portarla in scena, rivelandolo in numerose conferenze stampa, con una coreografia intima e profonda:

Era difficile mettere in scena il senso di “Due vite”, la relazione tra conscio e inconscio, sogno e verità che il nostro cervello ci fa vedere.

Però credo di essere riuscito a rappresentare questo rimbalzare e alternarsi di vita reale e dei sogni.

Marco Mengoni: “Portare Due Vite è stata la scelta giusta”

Il 26 maggio esce il suo nuovo album,  “Materia (Prisma)” e a proposito di “Due Vite” ha rivelato a “Cosmopolitan”:

Ci ho pensato, perché tengo al prossimo disco, alla terza parte, “Prisma”, credo ci siano molti pezzi che saranno importanti nella mia carriera, mi sono lasciato una porta aperta per tornare.

Riflettendo, ho pensato che “Due vite” è un bel viaggio e descrive tantissimo gli ultimi anni della mia vita, il lavoro fatto su me e forse era giusto che condividessi con l’Europa questa parte intima ma molto presente e viva.

È stata la scelta giusta.

Ho scelto “Due vite”, perché voglio portare me stesso su quel palco e questo brano è una riflessione a cui tengo molto.

Lo ha definito come “un viaggio intimo”, un perdersi per poi ritrovarsi mano nella mano, fianco a fianco, quando due anime sono sveglie mentre tutto l’universo ha già chiuso gli occhi, e si telefonano per dare un senso a quel disordine, quel caos interiore che esplode come la luna che le sta cullando con la sua luce. Marco Mengoni, oltre al quarto posto, ha vinto il premio per la migliore composizione e lo stesso riconoscimento è stato assegnato a Mahmood nel 2019 con “Soldi”, invitato quest’anno a Liverpool come superospite, cantando “Imagine”, che in quell’edizione dell’Eurovision si è classificato al secondo posto.

Marco Mengoni e l’esperienza all’Eurovision

A Marco Mengoni non piace il termine “gara”, ma ha pensato solo a divertirsi e a godersi il momento, dal momento che esattamente dieci anni fa si è classificato settimo con “L’essenziale”, nell’Eurovision tenutosi a Malmö in Svezia:

Dieci anni fa mi sono divertito ma avevo più pressione. In questi anni fatto tante esperienze e ho capito cosa voglia dire il palco di Eurovision e la sua importanza.

Dieci anni fa ero giovane, inesperto, mi sono fatto prendere dall’emotività e pressione, non mi sono goduto ogni istante, quest’anno ho imparato come godermela.

Non mi piace la parola gara, cerco di starci lontano, mi mette un po’ di pressione.

L’idea della classifica, il fatto che ci si possa fare uno sgambetto, non mi sembra lo spirito neanche dell’ESC, per questo amo il sottotitolo di quest’anno ‘La musica che unisce’.

La musica è un mezzo per mandare messaggi e urlarli, la gara mi sa di negativo e spero che ognuno porti i messaggi giusti, anche perché è una macchina che attira tantissimo pubblico.

“Due Vite”: il tour

Marco Mengoni è molto entusiasta della sua partecipazione soprattutto per l’atmosfera stimolante a partire dalle radici fiorenti della musica:

Sono orgoglioso di rappresentare nuovamente l’Italia in Europa e nel mondo.

Mi voglio divertire e godermi l’atmosfera dell’Eurovision Song Contest con lo spirito giusto, vivendo ogni singolo momento di questa nuova avventura e portando su quel palco tutto me stesso.

Questa esperienza è stata per lui un momento di grande “condivisione e di grande energia creativa ed emotiva”, perché la musica è la lingua che unisce tutti  “diffondendo messaggi universali”.

Ma non finisce qui: ha da poco annunciato le date del tour europeo che da ottobre lo porteranno in Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna e Svizzera, ma in estate sarà anche a Bari, Bologna, Milano, Roma, Padova e Salerno.

Leggi anche: Eurovision 2023: i brani favoriti e i cantanti italiani in gara

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