lunedì, Ottobre 18, 2021

In Costa Rica esiste l’Università per la Pace per cambiare il mondo

Francisco Rojas, Magnifico Rettore dell'Università per la Pace, ha raccontato come questa istituzione delle Nazioni Unite forma chi vuole cambiare il mondo.

Cecilia Capanna
Appassionata di temi globali, di ambiente e di diritti umani, madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità

In un momento storico difficilissimo come quello che stiamo vivendo, corre in soccorso dell’Umanità l’Università per la Pace delle Nazioni Unite, l’istituto internazionale di istruzione superiore che in Costa Rica forma la futura generazione di operatori di pace e auspicabilmente di nuovi leader mondiali.

In tutto il mondo assistiamo impotenti a conflitti tra popoli e nazioni per ragioni economiche, di confine, di territorio, di religione. Le ragioni di attrito rendono molto difficile una comunicazione distesa e costruttiva tra i governi. Questo si ripercuote su tutti gli aspetti della vita delle persone anche nella quotidianità fomentando intolleranza, razzismo, odio, e creando un circolo vizioso da cui il mondo da millenni non riesce ad uscire.

Cosa si studia all’Università per la Pace

L’Università per la Pace (UPEACE) ha un programma innovativo di istruzione, formazione e ricerca per la pace incentrato su questioni chiave, tra cui la prevenzione dei conflitti, la sicurezza umana, i diritti umani, la sicurezza ambientale e la ricostruzione postbellica. I master internazionali di altissimo livello sono preziosi mattoni con cui si impara a costruire lo spazio per il dialogo di pace. Uno spazio fondamentale per mettere le basi di un concreto cambiamento del mondo, oggi quanto mai urgente.

Ogni anno l’UPEACE conta oltre 2.000 Alumni provenienti da più di 120 nazioni. I numerosissimi studenti oramai laureati vivono e lavorano in ogni regione del mondo. La stragrande maggioranza di loro lavora per costruire la pace sia nei rispettivi paesi d’origine che a livello internazionale, spesso in prima linea in situazioni di conflitto.

L’UPEACE si fa conoscere nel mondo

Università per la Pace - Francisco Rojas
Papa Francesco e Francisco Rojas (di spalle)

Francisco Rojas, il Magnifico Rettore dell’Università per la Pace delle Nazioni Unite, ci ha raccontato che sta creando una rete internazionale per far conoscere il suo ateneo e promuovere la cultura della pace. Strumento fondamentale per raggiungere questo scopo è la pubblicazione di libri che mettono in relazione la pace con diversi aspetti della vita, tra cui anche l’arte.

Prima della pandemia, Rojas era stato ospite dell’Università Laterana e ha avuto modo di incontrare Papa Francesco proprio in occasione dell’esposizione in Vaticano di un’opera sulla pace di un artista dell’Arabia Saudita e della presentazione di un libro. Evento promosso e sostenuto dall’Università della Pace.

In seguito Francisco Rojas ha creato un legame con la Lega Musulmana Mondiale che si è mostrata molto interessata all’Università per la Pace, tanto da voler realizzare insieme e sostenere il nuovissimo master su religione, cultura e pacekeeping. Il Rettore ha raccontato:

L’idea è quella di costruire un dialogo inter-religioso che punti a come tenere un “safe speech”, un dialogo fecondo tra le religioni per ottenere la cooperazione, la solidarietà. A questo master parteciperanno almeno 15 studenti: 5 musulmani, 5 ebrei, 5 cattolici, che svilupperanno un dialogo e una conoscenza sulla religione e sulla cultura applicato al peace-keeping.

Questo master inizierà nel mese di settembre e per l’interesse e il sostegno da lui dimostrati , abbiamo conferito un dottorato honoris causa al Segretario Generale della Lega Musulmana Mondiale nella sede delle Nazioni Unite, a Ginevra. La nostra idea è che in futuro potremo ampliare il Master includendo il mondo buddista, il mondo taoista e ad altre visioni religiose di larga portata.

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L’importanza del multilateralismo per mantenere la pace

Francisco Rojas, Magnifico Rettore della Università per la Pace

L’Università per la Pace è stata fondata con la risoluzione 35/55 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. È stato scelto il Costa Rica come sede perché è il paese che dal 1907 al 1918 ha ospitato la Corte di Giustizia Centroamericana, ovvero il primo tribunale internazionale permanente che ha consentito agli individui di intraprendere azioni legali contro gli stati in materia di diritto internazionale e questioni relative ai diritti umani. L’UPEACE è quindi una istituzione che deve la sua creazione al multilateralismo e alla cooperazione internazionale, indispensabili per costruire e mantenere la pace tra i paesi.

Francisco Rojas ha spiegato che per questo motivo l’Università della Pace ha firmato tre pubblicazioni importanti, di cui una verrà presentata entro la fine dell’anno, che riguardano la relazione tra pace, dialogo internazionale e multilateralismo:

Il primo libro parla del G20 in Riyadh del 2020 che si è tenuto virtualmente, mettendo evidenziando quanto il Covid stia colpendo la cooperazione internazionale. Successivamente abbiamo pubblicato un libro molto più importante sul tema del multilateralismo e i discorsi di odio. Si tratta di una raccolta di articoli scritti da 50/60 autori tra cui personalità del Vaticano e della Lega Mondiale Ebraica. Il Presidente di Costa Rica ha curato l’introduzione.

Stiamo pubblicando un terzo libro su multilateralismo, diritti umani e una prospettiva di dialogo plurale. Se la pandemia lo permette, speriamo di poterlo presentare prima della fine dell’anno a Bruxelles, nel Parlamento Europeo. L’obiettivo è illustrare come compiere azioni concrete, a partire dal tema del dialogo inter-religioso, puntando al multilateralismo come strumento di dialogo fondamentale per conseguire la pace.

C’è bisogno di influencer per la pace

Il nostro tempo, oltre ad essere particolarmente difficile a causa di guerre, crisi climatica e pandemia, è anche stravolto dalla rivoluzione antropologica generata dalla digitalizzazione. Come è possibile coinvolgere i giovani al massimo in questo complicato contesto? Francisco Rojas ha spiegato la sua originalissima idea:

“Dobbiamo sviluppare un concetto di Peace Capital. Con il peace Capital dobbiamo produrre un Peace Profit per ottenere una pace positiva. In sostanza, così come dobbiamo avere un capitale sociale dobbiamo avere un capitale di pace e dobbiamo saperlo usare per generare una pace positiva. Perché il capitale in sé si può accumulare ma se non produce dividendi non serve a niente e dunque dobbiamo produrre dividendi per motivare le persone a costruire la pace.

Credo che bisogna lavorare su come generare nuovi leader per la pace. Così come ci sono gli influencer, bisogna generare inInfluencer per la pace e una volta che avremo queste figure staremo generando questo capitale. Senza influencer per la pace andiamo incontro ad un deficit, le nuove generazioni si muovono sulla base degli influencer più che ogni cosa.

L’arte come strumento di pace

Sofia Gandarias - Università per la Pace
La paloma ensagrentada” di Sofía Gandarias

L’Università della Pace sostiene molto spesso anche l’arte come strumento di pace. Grazie alla Segretaria di Stato di Spagna, la Direttrice Generale delle Nazioni Unite e l’ex Presidente del Parlamento europeo Enrique Barón che a sua volta è il Consigliere dell’Università per la Pace e marito della pittrice scomparsa Sofía Gandarias, è stato donata alla sede di Ginevra dell’ONU l’opera dell’artista dal titolo La paloma ensagrentada (y del Cielo llovría sangue)”. Il quadro rappresenta la sofferenza causata dalla guerra, in particolare quella della città natale della pittrice, Guernica, dopo il bombardamento e il genocidio subiti il 26 aprile 1937 durante la Guerra Civile spagnola.

Nel discorso pronunciato durante la donazione da Enrique Barón è stato sottolineato quanto sia stato un privilegio per l’Università per la Pace contribuire a questa donazione che “permetterà di mostrare l’orrore della violenza e della guerra nella sede delle Nazioni Unite, per ricordare di promuovere la pace e i diritti umani”. Ogni gesto può essere importante ai fini della costruzione della pace, varo conclude il discorso dicendo: “Se vogliamo la pace, dobbiamo lavorare per la pace“.

Le attività in Italia dell’Università per la Pace

L’importanza dell’arte e della cultura come strumento di pace non poteva non riportare l’Università per la Pace in Italia, questa volta per approfondire il rapporto tra cultura, diplomazia e multilateralismo e trarne una nuova pubblicazione.

Nel frattempo a Torino si è tenuta la cerimonia di laurea degli studenti del LLM organizzato dall’UPEACE. Si tratta di un master in Giustizia internazionale, in particolare Giustizia Transizionale, ovvero tutto quello che esiste in relazione alla lotta al crimine organizzato dal punto di vista giudiziale. Questo master è stato realizzato in collaborazione con UNICRI che è l’istituzione delle Nazioni Unite che combatte il crimine organizzato. 

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Cecilia Capanna
Appassionata di temi globali, di ambiente e di diritti umani, madre di tre figli del cui futuro sente un grande senso di responsabilità

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