Da settembre l’educazione sessuale nelle scuole: “La violenza di genere non deve esistere”

Arriva nelle scuole l'educazione sessuale contro la violenza di genere e volta al consenso. Il ministro Valditara: "I ragazza avranno un ruolo attivo. Terranno delle lezioni su temi delicati davanti ai loro stessi compagni".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Il Governo ha deciso: arriverà l’educazione sessuale in tutti i licei, o meglio “l’educazione alla sessualità”. Dopo il caso di Giulia Tramontano, di Palermo e Caivano, il Ministero dell’Istruzione ha ritenuto necessario introdurre questa novità nella scuola. Per dire basta alla violenza di genere, un fenomeno che non dovrebbe nemmeno esistere. A settembre verrà fornito il programma ai presidi che prevederà un’educazione contro la violenza di genere e volta al concetto importantissimo quanto imprescindibile di consenso. E saranno gli stessi studenti a fare lezione, coadiuvati da esperti.

Educazione sessuale nelle scuole contro la violenza di genere: in cosa consiste?

L’educazione sessuale arriverà su tutti i banchi i scuola, dal Liceo Classico al Liceo Scientifico, dagli Istituti professionali a quelli tecnici, come ha anticipato “Il Messaggero”. Si tratta di un progetto fondamentale, davanti a cui non si poteva chiudere gli occhi, dopo le vicende che stanno imperversando in Italia in questo ultimo anno.

A breve si scoprirà se a questa iniziativa prenderanno parte tutti gli studenti dei liceo o solo quelli dell’ultimo triennio. Ogni classe sarà suddivisa in gruppi e ognuno dovrà affrontare un tema diverso. La parola chiave è violenza di genere, quindi, si parlerà di reati, di violenza (sessuale e verbale) cosa implica, le conseguenze, gli aspetti storici e sociologici, il revenge porn, e tutto ciò che si può fare per porre fine e dire basta a questo fenomeno dilagante.

I ragazzi daranno vita ad un dialogo con i loro compagni per far sì che aumenti la sensibilizzazione su determinati argomenti delicati. Tutti gli studenti saranno affiancati dai loro professori e da altri esperti, come ad esempio psicologi e psichiatri, magistrati e avvocati che si occupano di difendere le vittime e anche rappresentanti di associazioni che svolgono un ruolo attivo e assolutamente protagonista nella difesa delle donne che subiscono violenze.

Educazione alla sessualità contro la violenza di genere, il modello della peer education

Queste lezioni improntate “sull’educazione alla sessualità”, hanno come modello la peer education, ovvero l’educazione tra pari, una modalità insolita per scuola che vede gli stessi studenti dalla parte della cattedra. Ma perché è stato scelto questo metodo? Per far sì che gli studenti della stessa età possano scambiarsi idee e pareri, confrontandosi tra loro e garantendo una grande e maggiore crescita personale.

Educazione alla sessualità, il ministro Valditara: “La violenza sulle donne è ignobile”

Lo scorso 7 giugno il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge sulla violenza contro le donne che prevede aumenti delle pene per tutti coloro che per causano alle vittime lesioni personali, e che persistono nelle loro intenzioni con minacce, atti persecutori, revenge porn, violazione di domicilio, solo per citarne alcune. In virtù di questo nuovo provvedimento è necessario che se ne parli nelle scuola.

Ed è proprio per questo che il nuovo programma entrerà in vigore da settembre e andrà avanti fino al 25 novembre, data simbolica, in quanto giornata contro la violenza sulle donne e contro il femminicidio. A tal proposito il ministro Valditara, che ha promosso questo nuovo progetto nelle agende scolastiche, ha rivelato il perché della sua scelta, nel principio irriducibile del rispetto verso gli altri:

La violenza sulle donne è una cosa ignobile.

Dobbiamo sradicare i residui di una cultura maschilista, machista nella società italiana e la scuola è importante, fondamentale.

Una scuola costituzionale, che metta al centro la persona, aperta al territorio, centro moltiplicatore dello sviluppo.

Dobbiamo avviare dalle scuole una grande mobilitazione che coinvolga tutte le forze sociali, che sappia dialogare in positivo con le famiglie.

Per dire no alla violenza di genere e alla violenza in ogni sua forma.

Leggi anche: Mai più violenza sulle donne, tutte le novità del nuovo disegno di legge: “Interventi severi”

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