Camorra, le edicole votive dei clan: la procura ne sequestra 11

Le edicole, usate solitamente per commemorare i santi, sono state realizzate per la celebrazione di figure criminali.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.
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Edicole votive, che caratterizzano molti dei vicoli di Napoli ma non solo, sono state realizzate per la celebrazione di figure criminali. Una di queste è stata addirittura allestita su una colonna portante del tratto dell’acquedotto romano dei “Ponti Rossi”, nel quartiere San Carlo all’Arena.

Le edicole votive utilizzate dalla camorra per la celebrazioni di elementi criminali

Undici edicole votive ritenute riconducibili a persone legate al cartello camorristico conosciuto come “Alleanza di Secondigliano” sono state sequestrate dai carabinieri a Napoli.

Non curanti del danneggiamento che avrebbero potuto provocare a beni storici e archeologici, i camorristi hanno allestito le edicole votive anche su una colonna portante del tratto dell’acquedotto romano dei “Ponti Rossi”, nel quartiere San Carlo all’Arena di Napoli.

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore Alessandra Converso e dal procuratore di Napoli Giovanni Melillo, sono partite dopo il sequestro di tre statue sacre del ‘600 (precedentemente collocate nella dismessa chiesa Santissima Maria del Rosario, di via San Giovanni e Paolo) ritenute nella disponibilità delle famiglie mafiose Mallardo-Bosti-Contini.

Le edicole, sono state allestite per la celebrazione di figure criminali e realizzate occupando abusivamente il suolo pubblico. La loro costruzione era stata affidata al Comune di Napoli, anche al fine di consentire l’adozione dei conseguenti provvedimenti amministrativi.

Dall’inchiesta sono emersi nomi eccellenti circa la riconducibilità delle 11 edicole votive sequestrate: Pietro Licciardi, figlio di Gennaro, detto “a’ scigna” (la scimmia, ndr) fondatore dell’omonimo clan, il boss Patrizio Bosti e la famiglia Aieta, tutti importanti componenti della “Alleanza di Secondigliano”.

I sequestri sono stati effettuati dagli uomini del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Napoli, del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale e dalla Polizia Municipale di Napoli nei quartieri del Vasto-Arenaccia e di San Carlo Arena. 

Non è la prima volta che la camorra ricorre a modelli religiosi per celebrare figure criminali. E’ diventata celebre quella di Emanuele Sibillo, il giovane capo di Forcella ucciso a 19 anni mentre era latitante.

La trasformazione illecita di una delle tante edicole votiva di carattere religioso nel centro storico di Napoli all’interno dell’androne di un palazzo in vico San Filippo e Giacomo, precisamente quello al civico 26, che in origine era curata da tutti gli inquilini di quello stabile.

Quell’altarino dedicato dai suoi familiari alla memoria di Emanuele Sibillo è stato rimosso dai carabinieri il 21 aprile 2021, durante l’esecuzione delle misure cautelari emesse dal gip Luana Romano a carico di 21 indagati del gruppo criminale, noto come “paranza dei bambini”.

Le forze dell’ordine quel giorno avevano commentato: “Tutte condotte che mostrano un segno tangibile della forza di intimidazione esercitata dai clan”

 Leggi anche: Arzano, faida di Camorra: 3 bombe in 24 ore

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