lunedì, 21 Giugno 2021

Sri Lanka, affonda la nave cargo incendiata al largo delle coste: come si rimedia a un disastro ambientale?

È affondata MV X-Press Pearl, la nave che lo scorso 20 maggio si era incendiata al largo delle coste dello Sri Lanka, sversando in mare carburante, sostanze chimiche e microplastiche. Cosa succederà adesso?

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Già nelle prime ore della mattinata di ieri la MV X-Press Pearl, la nave cargo che lo scorso 20 maggio si era incendiata al largo delle coste dello Sri Lanka, ha cominciato a imbarcare acqua, per affondare completamente qualche ora fa.

“È il disastro ambientale peggiore della storia del paese”, ha dichiarato senza mezze misure Dharshani Lahandapura, responsabile dell’Autorità di protezione ambientale marina dello Sri Lanka. La nave, infatti, trasportava prodotti chimici, microplastiche e circa 300 tonnellate di carburante ne riempivano i serbatoi.

I materiali già da diversi giorni stavano sversando in mare, danneggiando visibilmente le acque e le coste occidentali dell’isola, per poi disperdersi completamente durante l’affondamento. Le autorità locali corrono ai ripari, ma il danno ambientale è ormai in corso.

È affondata la MV X-Press Pearl, la nave cargo incendiata a largo dello Sri Lanka

Lo scorso 20 maggio a largo delle coste occidentali dello Sri Lanka, non lontano dalla capitale Colombo, una nave cargo prende fuoco. L’equipaggio della MV X-Press Pearl, 25 persone in tutto, è stato sin da subito evacuato con successo, mentre le operazioni di spegnimento delle fiamme sono state affare assai più complicato per le autorità.

La nave, proveniente dall’India e diretta a Singapore, dove è registrata, trasportava circa 25 tonnellate di acido nitrico, idrossido di sodio e altri prodotti chimici pericolosi, oltre alle 300 tonnellate di carburante contenute nei suoi serbatoi: tutti materiali altamente infiammabili, che, con la complicità dei venti monsonici, hanno innescato una serie di piccole esplosioni a catena che hanno limitato le possibilità di intervento dei soccorsi.

Sarebbero poi 28 i container di microplastiche e materiali grezzi vari, utilizzabili per la produzione di plastica, danneggiati e finiti in mare dopo l’affondamento.

Dal giorno dell’incidente, la nave MV X-Press Pearl è rimasta ferma a circa 17 chilometri dalla costa (9 miglia nautiche) per poi colare a picco non più di qualche ora fa.

Disastro ambientale al largo dello Sri Lanka: il bilancio dei danni causati all’ecosistema

Sri Lanka disastro ambientale

Dopo i primi confronti, una squadra di soccorso aveva provato a trascinare il cargo più a largo della costa per tentare di limitare i danni, ma senza riuscirci.

Intanto, a seguito dell’incendio, i prodotti chimici hanno iniziato a contaminare l’acqua e a causare danni a pesci e coralli, e alla vegetazione della laguna. I pesci hanno ingerito il materiale plastico e i detriti si sono depositati lungo le coste occidentali dell’isola, deturpandola. Da Kalutara a Negombo, ormai da giorni, la guardia costiera lavora per rimuoverli.

Diversi volontari sono intervenuti per dare supporto alle autorità, ma le stesse hanno avvisato la popolazione di non avvicinarsi alle spiagge senza adeguate protezione, considerato il potenziale altamente tossico dei materiali dispersi.

La pesca è stata vietata nel giro fino a 50 miglia nautiche di distanza dal luogo del disastro. Per ripulire le spiagge dai detriti serviranno settimane di intenso lavoro, mentre per un totale ripristino dello stato di salute dei luoghi contaminati occorrerà aspettare molti anni.

E l’insidia maggiore al momento è rappresentata dalla dispersione nell’ambiente dei materiali plastici, che potrebbero frammentarsi ancora, fino a diventare irrecuperabili, spiega l’avvocato ambientalista Jagath Gunawarnadena alla BBC.

Sri Lanka, cosa è successo sul cargo MV X-Press Pearl: le indagini

sri lanka disastro ambientale

Il capitano e l’equipaggio della nave non sono ancora stati interrogati, ma secondo le autorità dello Sri Lanka, con molta probabilità, l’incendio sarebbe stato causato da una perdita di acido nitrico. Per risalire alla dinamica dell’evento è stata avviata un’indagine, affidata a un gruppo speciale di polizia, ma per trarre conclusioni è ancora troppo presto.

Leggi anche: Israele, almeno 1000 tonnellate di bitume in mare: certo il disastro ambientale

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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