Diabete, arriva l’insulina settimanale: perché secondo gli esperti è una rivoluzione

Diabete, arriva l'insulina settimanale che cambierà per sempre la vita dei pazienti: "Avranno la libertà di non dover programmare ogni singola giornata in base alla terapia".

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Rivoluzione per i pazienti con diabete: l’EMA, l’Agenzia Europea dei Medicinali, ha approvato la prima insulina settimanale al mondo. A renderlo noto è l’azienda farmaceutica Novo Nordisk e con questa novità sarà possibile ridurre il numero di somministrazioni a una sola volta a settimana. Facendo, quindi, un breve calcolo, da 365 iniezioni, un paziente con diabete dovrà farne solo 52.

Perché si tratta di una vera e propria svolta nella medicina? Il presidente dell’Associazione Medici Diabetologi, Riccardo Candido, ha così spiegato, come riporta “Vanity Fair”: L’approvazione da parte dell’Ema della nuova insulina a somministrazione settimanale prefigura una rivoluzione per le persone con diabete in terapia insulinica. La frequenza delle iniezioni di insulina è sempre stata una delle cause dell’annoso problema dell’inerzia terapeutica in diabetologia, spesso dovuta proprio a professionisti e pazienti che ritardavano l’avvio della terapia insulinica, preoccupati della complessità del percorso di cura”.

E cosa cambia la minore frequenza di iniezioni nei pazienti con diabete? Ha aggiunto Riccardo Candido: La riduzione della frequenza delle iniezioni, semplificando il trattamento, promette di migliorare l’aderenza terapeutica, consentendo in definitiva un migliore controllo glicemico”.

Cosa cambierà per i pazienti con diabete l’insulina settimanale?

La Commissione Europea (CE) ha dato la sua autorizzazione all’insulina settimanale Awiqli per il trattamento del diabete negli adulti ― anche in Canada, sia per quello di tipo 1 sia di tipo 2 ―, della società Novo Nordisk. Ecco cosa afferma l’azienda in una nota ufficiale:

Il farmaco è progettato per coprire il fabbisogno di insulina basale per un’intera settimana con una singola iniezione sottocutanea ed è stato approvato per gli adulti con diabete mellito.

Le malattie croniche non trasmissibili sono collegate agli stili di vita e al contesto in cui si vive, con un impatto anche sulla qualità delle relazioni sociali.

La somministrazione settimanale che sostituisce quella giornaliera, non avrà dei dei benefici solo per i pazienti con diabete, ma anche sull’ambiente:

L’ambiente è ormai considerato a tutti gli effetti un determinante di salute soprattutto quando si parla di cronicità.

Perciò, una terapia, che passa da una somministrazione giornaliera ad una settimanale, con un considerevole risparmio del numero di penne utilizzate, offre una risposta concreta in tema di sostenibilità ambientale, favorendo la riduzione delle emissioni di CO2.

Il diabete in Italia

In Italia, come riporta ancora “Vanity Fair” sono quasi 4 milioni di persone a soffrire di diabete, una patologia cronica e autoimmune, pari al 6% della popolazione.

Ecco cosa avviene nei pazienti con il diabete tipo 1: le cellule del pancreas, ossia quelle che producono l’insulina, vengono disintegrate. Mentre nel caso dei pazienti con il diabete tipo 2 vi è una ridotta resistenza e sensibilità all’insulina. Dunque, per il trattamento della patologia devono essere effettuate delle iniezioni.

Per il presidente di Diabete Italia, Stefano Nervo, l’insulina settimanale può davvero migliorare complessivamente la qualità della vita dei pazienti: “Poter passare da almeno un’iniezione quotidiana ad una settimanale dona ai diabetici la libertà di non dover programmare ogni singola giornata in base alla terapia, avendo la tranquillità di sapere che una singola iniezione settimanale è in grado di garantire stessa efficacia e stessa sicurezza. Ciò significa anche aiutare i pazienti a superare le criticità di tipo sociale, lavorativo e psicologico”.

Leggi anche: Diabete, la svolta: eliminato in laboratorio con cellule gastriche che producono insulina

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