Dargen D’Amico a Sanremo: “Se la guerra è dei bambini, la colpa è di tutti quanti”

Dargen D'Amico ha portato sul palco dell'Ariston "Onda alta": perché la sua canzone è estremamente attuale?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.
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Dargen D’Amico, nome d’arte di Jacopo Matteo Luca D’Amico, ha portato ieri sul palco dell’Ariston la sua “Onda alta”. Alla sua seconda partecipazione a Sanremo ― la prima risale al 2022 con il brano “Dove si balla” ― il cantautore e rapper milanese, classe 1980, torna a farci ballare su un ritmo coinvolgente, sebbene il testo, nascondi, tra le sue parole, un significato di denuncia.

Dargen D’Amico, infatti, aveva già annunciato quale sarebbe stato il focus del suo brano, ovvero il tema delle migrazioni, e di come migliaia di persone ogni giorno rischino la propria vita in mare, gridando il nome delle loro mamme, figli, fidanzati. Ma ieri sera ha voluto fare un appello ancor più grande, che non lascia indifferenti, riportando l’attenzione sul conflitto israelo-palestinese: “Cessate il fuoco, e fatelo soprattutto per i bambini”.

Di cosa parla la canzone di Dargen D’Amico a Sanremo, “Onda alta”?

Nella sua “Onda alta”, Dargen D’Amico ci fa sentire l’eco del Mediterraneo, raccontandoci la storia di alcuni migranti che lasciano tutto indietro per raggiungere una meta ben precisa, Malta. La traversata, però, nasconde ostacoli e pericoli e l’onda alta di cui parla nel titolo rappresenta la paura negli occhi vissuta ogni giorno da donne e uomini, sperando di non vivere più in incognito.

Dargen descrive il sentimento che si prova quando la propria vita si trova in balìa del mare, facendo “Tutta questa strada per riempire un frigo,
 Per sentirti vivo”, e nell’incertezza di cosa riserva il futuro e canta: “L’importante è aver la mamma,
 Che non lavori troppo che la vita è breve” e ancora: “Mamma, ti ho sognata che eri bimba, Figlia, ti ho sognata che eri incinta”.

E, “Navigando verso Malta”, il cantautore e rapper milanese ci fa immedesimare in questo viaggio che ha come meta, sì, un’altra nazione, ma anche la speranza: Sta arrivando sta arrivando l’onda alta,
 Stiamo fermi, non si parla e non si salta,
 Senti il brivido, 
Ti ho deluso lo so,
 Siamo più dei salvagenti sulla barca,
 Sta arrivando sta arrivando l’onda alta, Non ci resta che pregare finché passa”.

Come già anticipato, Dargen D’Amico, però, oltre a rappresentarci la condizione dei migranti, nella sua canzone vi è una frase che invita a riflettere, un chiaro riferimento alla guerra israelo-palestinese: “Se la guerra è dei bambini,
 La colpa è di tutti quanti”.

Dargen D’Amico e l’appello in diretta TV sul palco dell’Ariston

Dopo la sua esibizione avvenuta ieri sera sul palco dell’Ariston, Dargen D’Amico ha ringraziato Amadeus per avergli dato la “possibilità di cantare questo brano”. E ha poi continuato, riprendendo una della tematiche cantate in “Onda alta”: “Lo dedico alla mia cuginetta Marta, che adesso è a studiare a Malta. Lei ha avuto questa grande fortuna. Non tutti i bambini ce l’hanno”.

Immediatamente dopo il cantautore ha lanciato un appello in diretta, invocando l’aiuto del pubblico in sala e a casa, rimarcando l’urgenza di agire per i bambini che vivono nelle zone colpite dalla guerra: Nel mar Mediterraneo in questo momento ci sono bambini sotto le bombe, senza acqua e cibo. E il nostro silenzio è co-responsabilità. La storia, Dio, non accettano la scena muta. Cessate il fuoco”.

Leggi anche: Ghali racconta le sue origini a Sanremo: dall’infanzia difficile alla mancanza di suo padre

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