Monreale è Capitale italiana del Libro 2027, Giuli: “La scrittura è strumento di relazione”

Monreale, in provincia di Palermo, è stata eletta Capitale italiana del Libro 2027. A nominarla il ministro Giuli, che ha sottolineato l'importanza della scrittura come collante sociale e relazionale.

Giorgia Fazio
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È stata votata all’unanimità Monreale come Capitale italiana del Libro 2027. Il riconoscimento, che comporta 500mila euro da parte del Ministero della Cultura, è stato assegnato dal ministro Giuli alla provincia palermitana, eletta dalla giuria presieduta da Adriano Monti Buzzetti e composta da Flavia Maraston, Fulvia Toscano, Gloria Piaggio e Miguel Gotor.

Il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, e l’assessora alla Pubblica Istruzione, Patrizia Roccamatisi, come riporta “Ansa”, hanno commentato così il titolo vinto: “Immensa gioia, orgoglio e profonda gratitudine per tutta la nostra comunità. Naturalmente apriremo i nostri contatti a tutte le altre città che hanno partecipato“.

Monreale Capitale italiana del Libro 2027

Monreale

Monreale è stata eletta Capitale italiana del Libro 2027 all’unanimità dalla giuria presieduta da Adriano Monti Buzzetti e composta da Flavia Maraston, Fulvia Toscano, Gloria Piaggio e Miguel Gotor. Ad annunciarlo, invece, è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, il quale ha sottolineato quanto riporta “Ansa”:

Il libro non basta a sé stesso, ma esistono, e sono qui di fronte a noi, delle realtà comunitarie che questa lezione la conoscono talmente bene da aver organizzato un’offerta culturale che parte dal libro per tornare al libro, tenendo per mano i cittadini di tutte le realtà circostanti, sapendo che un testo si compone di tante lettere e parole quante sono le anime della comunità che partecipa alla Capitale.

La scrittura di per sé ha senso quando è strumento e veicolo di relazione, di dialogo.

Ad aver vinto, dunque, è stato il progetto Monreale legge il mondo, che riceverà il contributo di 500mila euro da parte del Mic. Tra le attività previste compaiono 50 supporti ceramici georeferenziati con contenuti in realtà aumentata, un portale bibliotecario multilingue, l’app Leggo il Duomo, laboratori di narrazione digitale per i giovani e residenze creative all’Abbazia di San Martino delle Scale. Ha commentato il ministro Giuli:

Tutto ciò fa parte di un atto di indirizzo generale che poi trova un movimento che si rispecchia nei progetti e nelle città per diventare capitale del libro.

Perché si vince arrivando qui, anche se poi non si diventa capitale.

Il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, e l’assessora alla Pubblica Istruzione, Patrizia Roccamatisi, hanno invece dichiarato dopo aver ricevuto il riconoscimento: “Immensa gioia, orgoglio e profonda gratitudine per tutta la nostra comunità. Naturalmente apriremo i nostri contatti a tutte le altre città che hanno partecipato“.

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Perché ha vinto Monreale?

Monreale, in provincia di Palermo, ha avuto la meglio sulle altre città finaliste quali Chiaromonte, Treviso, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Iglesias. A portare la giuria a votare per il comune siciliano è stata la valutazione del progetto Monreale legge il mondo, che parte dalla storia della città e del Duomo e dall’incontro tra le culture normanna, araba e bizantina, con il fine di fare della lettura uno strumento di coesione e dialogo.

“Ansa” ha ripreso il commento del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “Monreale vanta una storia millenaria e, attraverso il progetto ‘Monreale legge il mondo’ si propone di unire il passato al presente, proiettandosi nel futuro per mezzo dei libri e della lettura“. La sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni ha aggiunto: “A Monreale va l’augurio di un anno ricco di iniziative, che lasci un segno duraturo nella città e nella comunità“. Questa, invece, è stata la motivazione della giuria:

Il dossier Monreale legge il mondo si distingue per l’elevata qualità progettuale, la coerenza strategica e la capacità di coniugare identità locale con apertura nazionale e internazionale.

Particolarmente apprezzabili risultano l’attenzione all’inclusione e alle giovani generazioni, il coinvolgimento di una rete territoriale ampia e qualificata, la solidità della governance e la previsione di interventi strutturali destinati a produrre effetti duraturi.

Il giudizio è stato eccellente.

Pur in presenza di altri progetti qualitativamente elevati e meritevoli di attenzione.

Infine, il presidente della Giuria, Adriano Monti Buzzetti ha concluso: “La stella polare è stata il respiro nazionale del premio, la capacità di guardare oltre i propri confini e pensare all’intera Italia. Il verdetto premia un solo dossier, ma non svilisce la forza delle altre proposte finaliste“.

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