mercoledì, Dicembre 2, 2020

Covid-19, che percentuale abbiamo di prenderlo?

Qual è la probabilità di contrarre l’infezione del virus SARS-CoV-2? Chi rischia di più? Quali sono le persone più esposte al contagio da Covid-19?

Queste sono solo alcune delle domande che ci poniamo da più di 7 mesi, quando la pandemia da coronavirus è arrivata in Europa a sconvolgere le nostre vite e i nostri progetti futuri.

Covid-19: ecco chi rischia di più

Come emerso sin dai primi studi epidemiologici, gli uomini anziani con patologie pregresse sono la categoria più a rischio Covid-19. Una delle prime indagini del Centro Cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie messa a punto dal “The Novel Coronavirus Pneumonia Emergency Response Epidemiology Team” ha coinvolto oltre 70mila persone. 44.672 (61,8 percento) sono risultati casi confermati; 16.186 (22,4 percento) casi sospetti; 10.567 (14,6 percento) casi diagnosticati clinicamente e 889 (1.2 percento) casi asintomatici. Tra i casi confermati, l’86,6% dei pazienti aveva un’età compresa tra i 30 e i 79 anno, inoltre l’80,9% ha manifestato il COVID-19 in forma lieve. Le percentuali si riferiscono alla sola provincia di Hubei.

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Covid-19: il tasso di mortalità per età

Da un altro studio più recente su 4.326 persone in Lombardia, Probability of symptoms and critical disease after SARS-CoV-2 infection, il ricercatore trentino Stefano Merler, insieme agli altri studiosi della Fondazione Bruno Kessler, ed in collaborazione con istituzioni sanitarie lombarde e atenei milanesi e Usa, ha consentito di calcolare la probabilità di sviluppare sintomi più o meno gravi in seguito all’infezione da Covid-19. Dall’analisi è emerso che il 69,1 % di tutti i soggetti con meno di 60 anni che hanno contratto il Covid-19 non ha sviluppato sintomi clinici (sintomi respiratori o febbre sopra i 37,5 gradi). Il 6,9% degli infetti con più di 60 anni ha avuto sintomi critici, da richiedere cure in terapia intensiva o da causare il decesso. Il rischio di avere sintomi cresce con l’età mentre è sostanzialmente uguale negli uomini e nelle donne. In queste ultime è inferiore, del 53,5%, il rischio di avere sintomi critici. Gli individui sotto i 20 anni nell’81,4% dei casi appaiono senza sintomi clinici anche se hanno sviluppato l’infezione. Le infezioni senza sintomi clinici negli individui con più di 80 anni scendono al 33,1%.

Stefano Merler, epidemiologo della Fondazione Bruno Kessel e autore dello studio, sottolinea ad Ansa:

Questo lavoro ci permette di dimostrare chiaramente le difficoltà di individuare le infezioni con la sorveglianza, visto che la maggioranza di queste non sono associate a sintomi respiratori o febbre. L’indagine rappresenta inoltre un utile tassello per capire meglio il ruolo dei bambini nell’epidemiologia di COVID-19, cosa su cui si sa obiettivamente ancora poco. E’ noto a tutti che sono stati identificati pochi bambini positivi durante la pandemia ma questo studio permette di distinguere il contributo di una possibile minor suscettibilità all’infezione dei bambini, che avevamo identificato in un precedente studio condotto in Cina, rispetto appunto alla probabilità di sviluppare sintomi clinici una volta infetti. Si aprono infine altre interessanti questioni di ricerca. Abbiamo stimato la probabilità di sviluppo di malattia critica a seguito dell’infezione, trovando che è particolarmente alta nelle fasce di età più anziane (il 18.6% negli infetti con più di 80 anni), e questo ce lo aspettavamo. Ma abbiamo anche visto che le donne hanno un rischio minore e il perché, anche in attesa di altri studi che confermino questi risultati, resta ancora tutto da chiarire.

Covid-19, come e dove ci si ammala di più

principali focolai di Covid-19 sono: le case di riposo, le cerimonie religiose e i luoghi di lavoro. Gli ambienti chiusi, con poca circolazione d’aria e molte persone all’interno sono i posti più favorevoli al contagio. Come sostiene il professor Erin S. Bromage, docente di Biologia all’Università del Massachusetts a Dartmouth, in un articolo su erinbromage.com e New York Times, ripreso anche dal Corriere della Sera, il contagio avviene il più delle volte al chiuso ed è favorito se l’esposizione al virus è prolungata nel tempo. Più si rimane in un luogo chisuo in cui circola il Covid-19, più è alto il rischio di contagio. Le mascherine, la distanza di un metro tra le persone, l’igienizzazione delle mani sono le regole base per frenare il contagio. Sono la base per evitare un nuovo lockdown e continuare le nostre vite. Convivere con il virus si può.

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