giovedì, Dicembre 1, 2022

Cos’è la dismorfofobia, come si manifesta e quali sono le cure

La dismorfofobia è un disturbo psicologico che ci impedisce di vederci realmente per quello che siamo. Vediamo di cosa si tratta e se ci sono cure.

Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

Ieri martedì 4 ottobre in prima serata su Italia1 è andata in onda la prima puntata de Le Iene, condotta da Teo Mammucari e da Belen Rodriguez, in cui quest’ultima ha vestito per la prima volta i panni dell’inviata affrontando il tema della dismorfofobia. Si tratta di un disturbo psicologico, sofferto maggiormente dai giovani più fragili, che entrano in crisi concentrandosi eccessivamente su un difetto fisico.

Sono tante anche le donne dello spettacolo che ne soffrono, le quali pur essendo bellissime provano delle profonde insicurezza che si manifestano attraverso la dismorfofobia, dalla modella e attrice Megan Fox, alla modella Bianca Gascoigne, a Kim Kardashian fino alla stessa Belen.

Nel corso del servizio la Rodriguez ha incontrato e intervistato diverse persone affette da questa patologia, oltre a intervistare psicologi e specialisti.

Dismorfofobia: in cosa consiste il disturbo

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La dismorfofobia, o Disturbo da Dismorfismo Corporeo, è una condizione psicologica caratterizzata da preoccupazioni frequenti ed eccessive per imperfezioni che le persone vivono riguardo al loro aspetto fisico.

Il problema consiste nel percepire in modo ingigantito e con preoccupazione la realtà e nello specifico alcune parti del proprio corpo come possono essere gambe, naso, pelle, capelli, occhi, naso, denti, peso. Si verificano pensieri intrusivi, del tipo non sentirsi attraenti, giusti o orribili, che possono durare in media dalle 3 alle 8 ore al giorno. Il tutto associato a stress, calo dell’umore e ansia.

La dismorfofobia può considerarsi tipica della società attuale caratterizzata dall’apparire e dall’utilizzo dei filtri sui social media. Spesso chi ha questo disturbo soffre anche di anoressia nervosa, in cui il proprio corpo viene svalutato e mortificato, visto come una fonte di vergogna. Ancora chi soffre di dismorfofobia tende a evitare i contatti sociali, si isola, o trascorre le giornate a pensare come porre rimedio a quello che loro percepiscono come difetto, ricorrendo anche alla chirurgia estetica per raggiungere l’ideale che si sono prefissati.

Dismorfofobia: c’è una cura?

Chi soffre di dismofofobia il più delle volte non ne è consapevole e crede che il problema sia estetico e non psicologico. Per la cura è efficace la psicoterapia cognitivo comportamentale, che tratta i disturbi ossessivo-compulsivi impiegando specifiche tecniche.

I farmaci invece raramente si sono rivelati efficaci. Se la patologia non viene curata però si può andare incontro a depressione. Inoltre studi scientifici dimostrano che l’80% dei pazienti soffre di un disturbo di personalità.

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Michela Sacchetti
Intuitiva, con un occhio attento alla realtà e alla sua evoluzione, attraverso una lente di irrinunciabile positività. Vede sempre nella difficoltà un’occasione preziosa per migliorarsi da cogliere con entusiasmo.

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