Concessioni balneari: cosa prevedono i punti della nuova riforma

Arriva la nuova riforma legata alle concessioni balneari, rivisti vari punti: dall’accesso alle spiagge fino alla tutela delle zone costiere occupate.

Tommaso Panza
Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.
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Ecco la novità più importante riguardo la nuova riforma sulle Concessioni balneari: saranno assegnate tramite gara dal 2024.

Tra le novità legate alle nuove concessioni balneari ci sarà anche l’accesso al mare gratuito garantito a tutti con la previsione di una costante presenza di ingressi liberi alle spiagge (disposizione già prevista per legge ma fino a oggi oggetto di continue violazioni e abusi).

Concessioni balneari: il nuovo disegno di legge

Concessioni balneari: il nuovo disegno di legge

Per le nuove concessioni balneari previsto anche un disegno di legge (ddl) che prevede una delega al governo per l’adozione, entro sei mesi, di uno o più decreti legislativi per semplificare la disciplina sulle concessioni balneari.

Come fatto sapere direttamente da Palazzo Chigi, gli obiettivi principali sulla questione sono quelli di assicurare un utilizzo più sostenibile del demanio marittimo, ovvero di favorirne la pubblica fruizione ( ovvero l’uso di un bene o di un servizio da parte del pubblico) e di promuovere un maggiore concorrenza sulle concessioni balneari così da favorire il libero mercato.

Tra i principi dei decreti legislativi, come riportato nella bozza, ci sono inoltre “l’affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di imparzialità, parità di trattamento, massima partecipazione, trasparenza e adeguata pubblicità, da avviare con bando di gara almeno dodici mesi prima della loro scadenza”.

Uno dei punti fondamentali nel nuovo disegno di legge sarà la riduzione a livelli minimi dell’impatto sul paesaggio, sull’ambiente e sull’ecosistema. Attenzione speciale anche per coste e spiagge libere a cui sarà destinata una quota del canone annuo concessorio.

Cos’è il canone annuo concessorio? Altro non è che la destinazione primaria del bene pubblico, corrispondente agli scopi che ne giustificano l’assegnazione al demanio pubblico, il cui godimento è per l’appunto ammesso a qualsiasi cittadino senza la necessità di un particolare atto amministrativo.

Quindi i comuni di competenza riceveranno dei fondi per la gestione a norma di legge delle zone marittime pubbliche.

Per quanto riguarda la durata delle concessioni dei lidi e non solo, questa dovrà durare per un periodo non superiore a quanto strettamente necessario per garantire l’ammortamento e l’equa remunerazione degli investimenti autorizzati, con divieto espresso di proroghe e rinnovi anche automatici.

Previsto anche un indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione del mancato ammortamento degli investimenti realizzati. Un modo che permetta a tutti gli addetti ai lavori di non avere perdite.

Il testo appena varato dal Consiglio dei ministri è però già oggetto di scontro all’interno della maggioranza di governo. Matteo Salvini ha annunciato che inizierà subito una serie di incontri con la categoria dei balneari e ha promesso che modifiche al testo potranno essere introdotte in Parlamento.

Altrettanto ha fatto qualche esponente di Forza Italia vicino ai balneari. Insomma, dopo aver approvato la riforma in consiglio, l’annuncio immediato che si vuole cambiare. Un atteggiamento che non piace al Pd: “È il momento della serietà, basta ambiguità” – commentano dal Nazareno.
Anche perché c’è da considerare che la riforma è stata votata all’unanimità dal consiglio dei ministri.

Leggi anche: Vacanze fotovoltaiche: un’estate al mare, con un occhio all’ecosostenibilità

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