mercoledì, 17 Luglio 2024
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“Ti chiedo scusa se non ci sarò”: la lettera di un’insegnante di sostegno è atto di denuncia rivoluzionario

"Ti chiedo scusa se al tuo rientro non posso garantirti di sentire la stessa voce". Denise Romano scrive su Facebook una lettera indirizzata ai suoi vecchi alunni che non rivedrà nel nuovo anno scolastico. Anche la storia di Laura ci dimostra che si tratta di una questione che va risolta presto. Cosa sta succedendo oggi nell'orizzonte scuole?

Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.

Quando si torna sui banchi di scuola non si vede l’ora di rivedere e riabbracciare i propri compagni, e anche le proprie maestre. Ma non per tutti. Soprattutto quest’anno, il dato desta un allarme: metà degli insegnanti di sostegno cambierà scuola e, secondo le ultime stime, 6 studenti su 10 non avranno vedranno più quelle facce familiari cui si erano abituati a vedere ogni giorno. Ma cosa comporta sia per i bambini sia per le maestre questo distacco emotivo nell’orizzonte scuole?

Orizzonte scuola: “L’allontanamento degli insegnanti di sostegno dai loro alunni disorienta”

insegnante di sostegno

La sensazione di allontanamento dagli insegnanti per i bambini provoca in loro un senso di disorientamento, perché si erano affezionati alle loro cure amorevoli giornaliere. Ma ha anche un altro risvolto. Le maestre, ogni anno, compiono dei miracoli nell’ambito della crescita relazionale e personale dei loro alunni.

Il trasferimento in un’altra scuola implica non solo, anche per loro, la perdita di affetto e di fiducia nei confronti dei bambini. Rischia di vanificare tutti gli sforzi impiegati nei loro insegnamenti e anche nei loro giochi educativi messi in atto allo scopo di insegnare, facendo divertire i più piccoli.

Orizzonte scuola, l’insegnante Denise Romano: “Ti chiederò scusa se mi cercherai e non ci sarò”

Questa sensazione di distacco viene espressa a chiara voce dalla “Lettera aperta alle bambine e ai bambini che non rivedranno le loro insegnanti di sostegno al rientro delle vacanze”, scritta su Facebook dalla maestra Denise Romano.

Denise Romano ha 29 anni ed è stata docente di sostegno fino allo scorso anno nell’istituto comprensivo della scuola primaria Don Bosco di Gela. Ma ora ha dovuto trasferirsi e cambiare città, come accade a moltissimi insegnanti di sostegno. Ecco cosa ha detto riguardo a questo tema caldo dell’allontanamento dai suoi alunni non volontario, scusandosi in prima persona se non potrà accompagnarli per mano durante l’anno scolastico 2023/2024:

Ti chiedo scusa se non ci sarò, anche se la colpa non è mia.

Ti chiedo scusa se sarai arrabbiata e non lo saprai dire. Se mi cercherai e non tornerò.

Ti chiedo scusa se al tuo rientro non posso garantirti di sentire la stessa voce, di sentire lo stesso profumo.

So che per te è importante stringere la stessa mano, avere un punto fermo, trovare sicurezza sempre negli stessi occhi.

Accanto a te avrai una persona nuova che vorrà conoscerti, che aspetta di entrare nella tua vita così come ho fatto quando ci siamo conosciute il primo giorno.

Ma Denise promette ai suoi alunni che li penserà, che sarà sempre con loro, che continuerà a preoccuparsi per loro. Anche se non la vedranno più:

Non sarà facile nemmeno per me.

È per questo che ti sto scrivendo una lettera che non puoi leggere.

Ho bisogno di dirti le cose per impararle e accettarle io.

E quindi c’ è da fare un grande salto. Io ho paura, tu hai paura ma lo faremo insieme anche se distanti.

Orizzonte scuola, cosa fa l’insegnante di sostegno e quanto è importante il suo ruolo per i bambini?

Spezzare la continuità dal punto di vista umano, personale, didattico dei risultati ottenuti, questo è quello che sta succedendo sempre più spesso. Abbiamo raccolto un’altra accurata testimonianza nel Brindisino, che incarna appieno il disagio e la condizione degli insegnanti di sostegno. Laura, nome di fantasia che è stato scelto per l’occasione, da sempre attenta e sensibile ai diritti civili, ci offre il suo prezioso punto di vista di avvocato e di maestra sulla questione.

Laura, esiste la possibilità di sensibilizzare l’istituzione scuola sui trasferimenti degli insegnanti di sostegno?

Come docente di sostegno precaria che ha maturato 5 anni di esperienza sento la necessità di esprimere la preoccupazione per i tantissimi bambini affetti da disabilità che, puntualmente, ogni anno, perdono il punto di riferimento che avevano, talvolta con molta fatica, trovato nell’insegnante di sostegno.

L’inclusione, tanto decantata, passa necessariamente dalla continuità didattica che, tuttavia resta un principio generale inattuato da parte dell’istituzione scolastica che dovrebbe prioritariamente tutelare i bisogni della disabilità.

In che modo la scuola dovrebbe intervenire? E che considerazioni sul piano di una lacuna normativa puoi fornirci?

Vorrei solo invitarvi a riflettere sui seguenti aspetti: se davvero la scuola volesse mettere le esigenze dei bambini affetti da disabilità davanti a tutti gli altri interessi che pure meritano tutela, si dovrebbe intervenire normativamente.

Innanzitutto, provvedendo all’immediata assunzione in ruolo del numero di docenti necessario per coprire i posti disponibili e contemporaneamente, per i soli posti residui, e sempre nel rispetto delle graduatorie, la possibilità di rinnovare il contratto a tempo determinato al docente di sostegno al fine di garantire la continuità didattico-educativa.

Anche tu hai dovuto trasferirti in un altro istituto scolastico. Quanto sarebbe stata importante la continuità nel seguire la stessa bambina?

Per l’alunno con disabilità ritrovare ogni anno lo stesso insegnante di sostegno che lo ha seguito nel corso dell’anno precedente contribuisce a dargli sicurezza e fiducia, a migliorare il senso di autostima e consente di continuare la relazione affettiva che si è instaurata.

Rachele per esempio mi ha cercata per tutta l’estate, mi ha mandato, per il tramite della madre, dei messaggi affettuosissimi e non vedeva l’ora di tornare a scuola con la sua maestra.

Come spiegarle che il 29 agosto avevo avuto l’assegnazione presso l’Istituto comprensivo da lei frequentato nel quale avrei certamente potuto continuare a seguirla e il 30 agosto, a causa di una non meglio specificata rettifica generata dall’algoritmo, comunicata dall’ufficio scolastico provinciale, ho ricevuto la supplenza annuale su sostegno in un istituto comprensivo diverso, ma sempre ubicato nella stessa città?

Come spiegare che la sua persona e le sue speciali esigenze contano meno di un algoritmo?

La storia di Laura ci fa riflettere su quanto sia necessario intervenire per una soluzione drastica e definitiva. Le tantissime testimonianze avranno finalmente ascolto? Cosa succederà nell’orizzonte scuola?

Leggi anche: Bimba si ammala di Covid con i genitori, ad accudirla ci pensano le maestre del nido

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Ilaria De Santis
Ilaria De Santis
Classe 1998. Esperta in Editoria e scrittura, è molto attenta ai dettagli, scrive poesie e canzoni ed è appassionata di musica, serie TV e sceneggiatura. “In tristitia hilaris, in hilaritate tristis”.

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