lunedì, Giugno 21, 2021

Le piscine sono luoghi sicuri: il cloro neutralizza il Covid in circa 30 secondi

Il cloro neutralizza le particelle virali del Sars-Cov-2, abbassando il rischio di contagio intorno allo zero. È quanto dimostrato da un recente studio britannico guidato dagli scienziati dell’Imperial Collage.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Il cloro elimina quasi completamente il rischio infettivo da Covid. Un’ipotesi già ventilata nei mesi scorsi e che trova riscontro nell’ultimo studio di un gruppo di scienziati dell’Imperial College di Londra.

Il potenziale infettivo del virus a contatto con il cloro viene ridotto fino a mille volte in soli 20-30 secondi, si apprende dallo studio che, caricato sul database BiorXiv, è ora in attesa di pubblicazione su una rivista scientifica.

Il cloro elimina il rischio di infezione da Covid: lo studio inglese

Soprattutto con l’arrivo della bella stagione, le piscine di Londra sono sempre più affollate. Oramai dalla fine del mese di aprile gli impianti nella capitale britannica, sia all’aperto che al chiuso, hanno ripreso la loro piena attività.

L’Italia invece dovrà aspettare ancora un po’. Le riaperture delle piscine sono infatti previste per il prossimo primo luglio, anche se le pressioni per accelerare i procedimenti non mancano. Soprattutto alla luce delle nuove scoperte scientifiche.

Regalano ottimismo, infatti, gli ultimi dati depositati da un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra che dimostrano l’efficacia del cloro nel contrastare la diffusione del contagio da Covid-19.

Durante le indagini, sono stati eseguiti test con diverse concentrazioni di cloro per litro d’acqua e, sostanzialmente, è stato dimostrato che le particelle virali del virus Sars-Cov-2, se mescolate al cloro, non riescono a sopravvivere, neanche a livelli di concentrazione usuale come quelli delle piscine pubbliche.

Il patogeno viene neutralizzato in poche decine di secondi, riducendone l’infettività di mille volte. E questo suggerisce che “la possibilità di contrarre Covid-19 dall’acqua delle piscine è trascurabile” afferma Wendy Barclay, docente presso il Dipartimento malattie infettive dell’università inglese e coordinatrice dello studio insieme al collega e professore Jonathan C. Brown.

Il cloro contrasta il Covid: ecco quali caratteristiche deve avere l’acqua delle piscine

Gli scienziati inglesi hanno determinato che per essere efficace contro la Covid, la concentrazione di cloro in acqua deve essere pari a 1,5 milligrammi per litro. Il pH dell’acqua invece deve essere compreso tra 7 e 7,2. Si legge nel comunicato stampa della professoressa Barclay:

In queste condizioni di sicurezza siamo in grado di misurare la capacità del virus di infettare le cellule, che è il primo passo della sua trasmissione.

Mescolando il virus con l’acqua di piscina, abbiamo potuto dimostrare che il virus non sopravvive, il che significa che l’acqua non era più infettiva.

Questo, insieme all’enorme fattore di diluizione delle particelle virali che potrebbero finire in una piscina da una persona contagiata, suggerisce che la possibilità di contrarre COVID-19 dall’acqua delle piscine è trascurabile.

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L’eco della scoperta inglese in Italia: l’indagine di Guido Rasi

Microbiologo dell’Università Tor Vergata di Roma, consulente del Commissario per l’Emergenza Coronavirus generale Francesco Figliuolo ed ex direttore esecutivo dell’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), il professor Guido Rasi conferma quanto scoperto dai ricercatori britannici dell’Imperial College.

C’è uno studio norvegese – dichiara Rasi durante una trasmissione RAI – che segue osservazioni già fatte, in cui sembra proprio che il virus non resista oltre 20-30 secondi sulla superficie dell’acqua mentre si nuota, per via del cloro. Quindi l’effetto sembra veramente confermato”.

E se è vero che l’acqua clorata neutralizza il Covid, è anche vero che non si esauriscono così i luoghi di possibile rischio di contagio. Negli spogliatoi, nelle docce e nelle zone di sosta o ristoro intorno alle piscine la possibilità di trasmissione rimane invariata, motivo per il quale la cautela è sempre in cima alla lista delle priorità nelle scelte di governo.

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Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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