venerdì, Settembre 25, 2020

Chiuso Bar San Calisto, istituzione trasteverina: la protesta parte dai social

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Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

Il questore di Roma ha deciso che lo storico Bar San Calisto rimarrà chiuso per alcuni giorni. Il provvedimento è stato preso ai sensi dell’art. 100 del TUPS: “Oltre i casi indicati dalla legge, il questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata”. Riaprirà dopo il fine settimana. Il motivo della momentanea chiusura? Le frequentazioni “sbagliate” e il disturbo alla quiete pubblica.

Il bar San Calisto è luogo simbolo, cultura, storia

La chiusura, non definitiva, alla luce di una notizia tanto spiazzante, è consolatoria per la comunità trasteverina, per i romani e per tutti gli amanti del posto. Ma solo in parte, perché bisogna chiedersi cosa rappresenti, nel senso più ampio, un’ordinanza del genere e dove voglia andare a parare. Il Bar San Calisto è il posto più eterogeneo di Roma, un’atmosfera rara, fuori dall’omologazione che ha investito tutti i locali del centro. Per questo il San Calisto è storia, perché passando puoi vedere i suoi tavolini al sole, colmi di gente, puoi vedere come alcuni di questi vengono portati al centro della piazza il pomeriggio e gli anziani ci giocano a carte spensierati, e pensi che il tempo si è fermato e che la pace esiste ancora, trasmettendo immagini pittoresche che contribuiscono a rendere Roma così unica. Gesti di vita autentica che ormai si vedono solo nelle province e nelle periferie. Il San Calisto è uno di quei pochi posti per cui Trastevere è ancora Trastevere. È cultura, è luogo simbolo. https://www.facebook.com/franatopos/videos/10160465990815585/ Il video-omaggio di Francesco Conte, founder di Termini Tv, al bar San Calisto.

L’ordinanza che censura Trastevere

Un’ordinanza di questo tipo sa molto di attentato all’identità stessa del quartiere di Trastevere. Non sono due giorni di chiusura a preoccupare ma appunto cosa possa significare tutto ciò, perché vicende di questo tipo di certo suggeriscono cosa sta accandendo nella società italiana, non solo a Roma, in questo preciso momento storico. E dove esternare la propria indignazione per una notizia così spiazzante? Sui social senza dubbio. Perché è qui che tutto si diffonde capillarmente. La protesta si apre con un post sulla pagina de I ragazzi de il cinema America, scritto da di Micol Meghnagi:

  “RIAPRITE SUBITO IL BAR S. CALISTO. Stamattina sono scesa al Bar per prendere il mio solito caffè e mi sono trovata di fronte a questo avviso: “Esercizio chiuso con provvedimento del Questore di Roma”. Sembrerebbe che il Bar San Calisto abbia ricevuto una denuncia dagli esercizi limitrofi perché ‘mal frequentato’. Il San Calisto. Il Bar che più tra tutti spicca per il suo multiculturalismo. Dove non esiste distinzione tra età, sesso, religione ceto sociale e appartenenza. Dove il caffè costa ancora 80 cents e il gelato 1 euro. Dove il politico si siede vicino al senzatetto, e il bambino vicino all’universitario. E tutti convivono pacificamente e in armonia. Dove il rispetto della piazza e del quartiere viene prima di tutto. Troppo ancora ci sarebbe da scrivere su questo Bar e su questa piazza, ma qui mi fermo”.

Ed ancora aggiunge Micol:

“Sono indignata. Soprattutto nell’apprendere che questa denuncia sembra provenire da tutte quelle attività nei dintorni che Trastevere l’hanno distrutta. Attività dove la qualità non corrisponde al sevizio ricevuto e dove il turismo ha preso beceramente il sopravvento. E allora, mi sorge spontaneo chiedermi: a chi conviene far chiudere il Bar San Calisto”?

Cosa ne pensano i frequentatori più affezionati

E sotto commenti degni di nota che fanno pensare e che danno un contributo a quello che il Bar San Calisto rappresenta per molti. E non c’è molto da aggiungere perché, con parole semplici, raccontano davvero tanto sulla storia di questo posto. Claudio Piccinini:

“Dove il pregiudicato prende il caffe’ col Carabiniere. Uno spaccato della storia del quartiere e della serena convivenza tra diversità di classe, ruolo, umanita”.

Maurizio Filippelli:

“Ma siamo impazziti! Ma che ce chiudeno ER PIÙ MEIJO BARE DE ROMA! Ce so’ cresciuto co’ que’ granite de caffè e la panna messa ancora co’ la cucchiarella de legno… dovrebbero chiude tutti quelli che addopreno qua’ schiuma da barba… ma l’anima de li meijo…. “.

Maria Rita Paluzzi:

In questo bar era facile incontrare il poeta Gregory Corso. Ha abitato a Roma gli ultimi anni. A vederlo sembrava un barbone alcoolizzato. Fosse vivo oggi farebbe parte della schiera dei “mal frequentatori”.

Emily Vides:

Si non hai frequentato Bar San Calisto non hai visto la vera Roma! A proposito di niente, stavo lì al pomeriggio dell’undici di settembre, 2001, a prendere un caffè quando mettevano la tv ed abbiamo visto crollare una delle torri gemelle”.

Eligio Maoli:

Che peccato! Del bar e del ristorante all’arco ho ricordi piacevolissimi. Era il vero esercizio “romano” frequentato da romani veri che non hanno mai fatto questioni di classe o tendenze politiche. Una caratteristica di tutto Trastevere, come la Festa de’ Noantri. Che bei ricordi”.

Lo sgomento del regista De Matteo, habitué del San Calisto, e la manifestazione

Ordinanza affissa sulle saracinesche chiuse del Bar San Calisto.

Si associa alla protesta anche il regista Ivano De Matteo, abituale frequentatore del bar, che sgomento commenta con poche parole:

“Chiuso il Bar San Calisto (per 3 giorni) perché mal frequentato. Non accadeva dai primi anni ’80. Secondo me per Trastevere c’è di peggio. Direi c’è del marcio più che in Danimarca”.

Il risultato è una mobilitazione per tenere alta la protesta verso l’ordinanza del questore: così oggi alle ore 19.00 si terrà un flash mob in zona San Calisto. L’EVENTO DI OGGI IN PIAZZA creato su Facebook da Micol Meghnagi ha visto già migliaia di adesioni e condivisioni in poche ore. Una manifestazione che accoglie tutti, proprio come fa il Bar San Calisto, un posto, per dirla con Pasolini, che ancora ci ricorda perché Roma è “mamma”. Lo ricordiamo con una splendida galleria di JuJu Machado, omaggio al luogo cult trasteverino.

  di Silvia Buffo

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Silvia Buffohttp://www.ildigitale.it
Silvia Buffo, 1985. Giornalista e imprenditrice, è founder dell'azienda Identità Digitali e direttore de Il Digitale. Ricercatrice in Letteratura italiana su tematiche di scrittura e web, amante della classicità, filologia e linguaggi. Si occupa di formazione, tenendo a Roma seminari sul Web Writing. Si autodefinisce un’idealista, scrive di innovazione e cultura. “La bellezza è promessa di felicità” è il suo motto, che ha delicatamente rubato a Stendhal.

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