Caro affitti, torna la protesta delle tende: “Misure urgenti per rimanere a studiare in Italia”

Il caro affitti torna ad infiammare la protesta degli studenti universitari: fuori dagli atenei sono riapparse le tende di cui tanto si è discusso nei mesi scorsi.

Asia Buconi
Asia Buconi
Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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Il caro affitti torna ad infiammare la protesta degli studenti universitari. Fuori dagli atenei sono riapparse le tende di cui tanto si è discusso nei mesi scorsi. Ma, questa volta, la mobilitazione nazionale dell’Unione degli Universitari è partita da Roma. E durerà per l’intera settimana grazie a “tendate”, un’iniziativa fatta di flash mob, presidi e striscionate che andranno in scena in 25 città universitarie di tutta Italia.

L’eloquentissimo slogan della protesta è “Vorrei un futuro qui”, con gli studenti che chiedono “misure urgenti per poter studiare e lavorare in Italia, senza dover emigrare all’estero”. Insomma: lasciare la Penisola non può più essere l’unica soluzione per mettere in cassaforte un futuro sereno e dignitoso.

Caro affitti: la protesta parte da La Sapienza di Roma

Caro affitti: la protesta parte da La Sapienza di Roma

Come anticipato, la protesta degli studenti contro il caro affitti è partita ufficialmente dall’università La Sapienza di Roma, con un presidio al quale sono presenti anche una delegazione parlamentare dei partiti di opposizione, oltre a esponenti della Cgil e delle associazioni che hanno deciso di incontrare gli studenti e sostenere la mobilitazione dell’UDU.

I fuorisede da tutta Italia — insieme anche ad alcuni studenti romani che credono nella bontà della protesta — hanno aspettato il tramonto, poi hanno tirato fuori tutto l’occorrente per organizzare il campo che da ieri sera riempie la piazza. Oggi alcune tende si sono spostate sotto alla Minerva, mentre nel frattempo partiranno anche le mobilitazioni nelle altre università, Roma Tre e Tor Vergata.

Stiamo piantando nuovamente le tende in Sapienza. Abbiamo deciso di protestare in quanto il governo continua a ignorare il caro studi e la crisi abitativa, senza attuare alcuna soluzione concreta. Ci sentiamo traditi rispetto alle promesse che avevamo ricevuto prima dell’estate”, hanno spiegato gli studenti dell’UDU.

Le prime iniziative dell’Unione degli Universitari si terranno a Lecce, Palermo, Torino, Bologna e Perugia, oltre che Roma. Nei giorni successivi si aggiungeranno le altre venti città che prenderanno parte all’iniziativa “tendate”.

Caro affitti, protesta anche Milano. Primo sciopero dell’anno per il settore scuola

E non è solo Roma a muoversi contro il caro affitti. Anche a Milano, gli studenti universitari sono tornati nelle tende davanti all’Università Statale. Questo perché “con l’inizio del nuovo anno accademico” – nonostante le “intense” mobilitazioni della primavera scorsa contro il caro affitti – “nulla è cambiato: dalle istituzioni, dal governo alle amministrazioni comunali sono arrivate soltanto finte promesse o insufficienti contentini, che non mettono in discussione i paradigmi che hanno prodotto e che continuano ad alimentare questa crisi”, si legge in un comunicato.

Stiamo lavorando per trovare le soluzioni più rapide contro il caro affitti che pesa sulle famiglie e sui giovani — ha affermato Giuseppe Schiboni, assessore regionale del Lazio a Lavoro, Università, Scuola, Formazione, Ricerca e merito — L’obiettivo è migliorare i servizi esistenti e implementarli, ma non abbiamo la bacchetta magica ma ci sono volontà e determinazione a risolvere questa criticità nel miglior modo possibile”.

Ma la protesta in corso non si limita agli studenti. Oggi si è tenuto anche il primo sciopero dell’anno del settore scuola, proclamato dal sindacato CSLE (Confederazione Sindacati Lavoratori Europei) per tutto il personale docente ed ATA, a tempo determinato e indeterminato.

Queste le rivendicazioni di CSLE alla base dello sciopero: stipendi a standard europeo, buoni pasto, l’inserimento dell’aumento degli organici nei procedimenti legislativi, la contrarietà al regolamento supplenze e algoritmo che penalizza docenti precari inseriti in GPS, l’integrazione ATA in un organico aggiuntivo, l’abolizione al vincolo della mobilità dei docenti, l’abrogazione della somma di 400 euro per i Docenti Meritevoli, la modifica dei nuovi profili Ata per essere inseriti in terza fascia d’istituto all’aggiornamento del 2024.

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Classe 1998, romana. Laureata in Scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.
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