domenica, Giugno 26, 2022

Carcere di Rebibbia, Renzo Piano inaugura il M.A.M.A: modulo per l’Affettività e la Maternità

Il progetto M.A.M.A. interessa la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, nella periferia Nord-Est di Roma. Sarà il nuovo modulo destinato alle donne detenute in stato di gravidanza non compatibili con le normali condizioni del carcere.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Carcere di Rebibbia, Renzo Piano inaugura il M.A.M.A. . L’architetto e senatore a vita ha inaugurato il M.A.M.A. (Modulo per l’affettività e la maternità), nell’ala femminile carcere di Rebibbia a Roma.

Carcere di Rebibbia: il nuovo modulo destinato alle donne detenute in gravidanza non compatibili con il carcere

Carcere di Rebibbia: il nuovo modulo destinato alle donne detenute in gravidanza non compatibili con il carcere

Carcere di Rebibbia, nella mattinata di ieri la direttrice della Casa circondariale femminile, Alessia Rampazzi ha inaugurato insieme alla presenza di Renzo Piano il M.A.M.A., il nuovo modulo destinato alle donne incinta. Nel corso dell’inaugurazione sono intervenuti vari personaggi, tra cui Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza e Orazio Carpenzano, preside della facoltà di architettura della Sapienza.

L’opera importantissima del Carcere di Rebibbia (ala femminile) è stata realizzata dai tre progettisti Tommaso Marenaci, Attilio Mazzetto e Martina Passeri, borsisti del progetto di Pano del G124, in collaborazione con l’università e la facoltà di architettura, terminata nel 2019 poi congelata dal lockdown. La direttrice Rampazzi spiega:

Oggi la casetta comincia la sua vita ospitando a rotazione le detenute con le loro famiglie, alle quali verrà offerta qualche ora di normalità, anche per pensare al “dopo”, per fare una prova di futuro.

Ovviamente, a dare rilevanza e importanza all’inaugurazione del nuovo progetto anche l’architetto di fama mondiale e senatore a vita, Renzo Piano che ha detto:

E’ stato facile realizzare questo progetto perché  il M.A.M.A. non poteva essere che l’archetipo di una casa – ha detto Renzo Piano, parlando di questa  casetta rossa di 28 metri quadri – piccola e semplice come fosse uscita dalla matita di un bambino, ma con dentro tutto quello che serve a ricordare la vita di fuori, la famiglia, gli affetti, la normalità dei sentimenti.

L’architetto poi aggiunge:

Tra i tanti temi importanti che riguardano la nostra società – ha proseguito Renzo Piano – quello del carcere è uno dei più delicati perché è un luogo di passione, apnea, attesa, un po’ come sono gli ospedali. Mi rendo conto che all’interno dei grandi temi del carcere questa non è una gran cosa: è una scintilla. Ma le scintille contano.

Se madri potranno incontrare i loro figli in questo luogo e far risalire in superficie sentimenti, sarà una buona cosa.  Anche il progetto più piccolo può avere una vita felice. E io mi auguro che questa minuscola casa abbia una vita felice e che possano esservi tante di queste scintille.

Per Renzo Piano la casetta è “modesta nelle dimensioni, grandiosa nelle ambizioni”. Un passo avanti importantissimo per il carcere di Rebibbia.

Il piccolo fabbricato è stato quasi interamente montato dai detenuti che lavorano nella falegnameria della Casa circondariale di Viterbo. Alcune lavorazioni di supporto sono state eseguite dalle detenute di Rebibbia.  Il Mama è dunque “uno spazio per vivere i sentimenti”, spiega Renzo Piano che aggiunge: “i progetti sono come i figli, mi auguro che abbia una vita felice”.

All’incontro tenuto nell’ala femminile del carcere di Rebibbia hanno partecipato, tra gli altri, la senatrice Monica Cirinnà, il capo di gabinetto del ministero della Giustizia Raffaele Piccirillo, il direttore generale detenuti e trattamento del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), Gianfranco De Gesu, il provveditore regionale Carmelo Cantone e  il Garante dei detenuti della Regione Lazio, Stefano Anastasia, la Garante di Roma capitale, Gabriella Stramaccioni.

Leggi anche: Gabriella Stramaccioni, garante dei detenuti di Roma: “A Rebibbia 60 donne positive su 300”

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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