giovedì, Maggio 13, 2021

Capobianchi contro no vax: “Il vaccino, un’arma vagliata e approvata da organismi molto seri”

A tre giorni dall'inoculazione del vaccino, la virologa dello Spallanzani sta bene e si scaglia contro "le teorie fantasiose e complottiste" dei no vax.

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

Trascorsi alcuni giorni dall’inoculazione del vaccino, nessuno sembra aver riscontrato malesseri di sorta. Il vaccino non fa male.

Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di Virologia dello Spallanzani, dopo tre giorni dall’essersi sottoposta al vaccino conferma di stare benissimo: “Basta dubbi, il vaccino è stato approvato e non abbiamo altre armi”.

La preoccupazione è per l’atteggiamento distruttivo dei no vax, troppo spesso spietati nei giudizi e nelle critiche, oltre che rigidi e intransigenti. “Sono persone che hanno il desiderio distruttivo di negare l’evidenza, senza rendersi conto del danno che fanno. Si attaccano a teorie fantasiose e complottiste” commenta la virologa.

Capobianchi sull’efficacia del vaccino

vaccino
Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di Virologia dello Spallanzani.

Secondo la virologa Capobianchi, lo scetticismo di alcuni medici nei riguardi del vaccino è inconcepibile: si tratta di “un’arma vagliata e approvata da organismi molti seri”. I primi vaccinati stanno “benissimo”. Una volta iniettato il vaccino, come spiega la dottoressa, l’organismo inizia a preparasi per una possibile guerra con l’obiettivo di arrivare al campo di battaglia contro il virus con le munizioni giuste.

Il vaccino garantisce una certa protezione, “una mitigazione della manifestazione clinica”, anche nei casi in cui l’immunità non è al massimo e l’infezione riesce a prender piede. Rimane comunque “una variabilità individuale che dipende dalla genetica dell’organismo, dalla situazione di immunocompetenza più o meno vigorosa”.

Sulla copertura immunitaria del farmaco

Sulla copertura del vaccino, almeno per il momento, non si hanno dati certi. La virologa Capobianchi spiega:

Dagli studi di previsione si parla di un anno circa, come per l’influenza, stimata per una stagione.

Se dalla parte del vaccinato la protezione cala con il tempo, dalla parte del virus c’è la variabilità genetica che potrebbe influire sulla efficacia delle difese indotte dal vaccino.

Noi non sappiamo cosa succederà con il coronavirus . Se cambia in maniera rilevante è possibile che il vaccino si debba aggiustare. Ma è un passaggio che può essere realizzato senza difficoltà eccessive.

Anche se rimangono alcune perplessità e per molti aspetti si è ancora alla ricerca e nell’attesa di risposte certe, il vaccino è tuttavia non solo l’unico strumento che al momento abbiamo per poter uscire da questa drammatica situazione, ma anche l’unico mezzo al momento efficace.

Soprattutto coloro che sono a stretto contatto con quelle categorie più a rischio, come ad esempio gli anziani, non dovrebbero mostrare alcuna esitazione di sorta nei confronti del provvedimento. A rischio le vite dei più fragili.

Leggi anche: Il premier Conte sul vaccino: “Renderlo obbligatorio? Lo escludo”

Problemi odierni contro la pandemia: mancanza di operatori sanitari e sfiducia nel vaccino

Problemi odierni: mancanza di operatori sanitari e atteggiamento superbo e sfrontato dei no vax.

Oggi si sente e si soffre la mancanza di personale sanitario, di un vero e proprio esercito capace di fronteggiare quel nemico da cui ormai da un anno non facciamo che subire pesanti attacchi. Il numero chiuso delle università che formano gli operatori sanitari è sicuramente un grande impedimento, a cui, senza dubbio, si uniscono i limitati investimenti nell’ambito della formazione.

Ad aggravare la situazione, l’atteggiamento scettico, superbo e sfrontato dei no vax, “segno di un malessere diffuso che trova canali violenti per sfogarsi. Gli insulti attraverso i social sono ormai una manifestazione di violenza gratuita”, chiosa la dottoressa. E aggiunge:

Chiunque riesca a vaccinarsi è privilegiato. Noi lo siamo perché abbiamo avuto accesso a questa arma potente, siamo un simbolo perché come istituto abbiamo attivato per primi la risposta.

Leggi anche: Vaccino Covid e fake news: alle bufale risponde l’Istituto Superiore di Sanità

Asia Solfanelli
Asia Solfanelli
Intraprendente e instancabile penna, poliglotta, appassionata lettrice e avida viaggiatrice. Sviscerata amante del cinema. E ultimo, ma non per importanza, eterna studiosa, perché non si finisce mai d’imparare.

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