sabato, Maggio 21, 2022

Bimba precipitata a Torino, il patrigno accusato di omicidio: “È stato un tragico gioco”

Il 32enne marocchino patrigno della piccola caduta dal balcone a Torino, è attualmente accusato di omicidio volontario con dolo eventuale: ecco la ricostruzione degli inquirenti. Il suo legale: "Non si dà pace".

Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

Bimba precipitata a Torino. È una tragedia indicibile quella che si è consumata giovedì scorso, quando la piccola Fatima S., 3 anni, è caduta dal ballatoio del quarto piano di un condominio in pieno centro, facendo un volo di circa 15 metri. Non è morta sul colpo, ma in Ospedale dopo che i medici hanno tentato in ogni modo di salvarle la vita.

All’inizio gli inquirenti pensavano a un incidente: l’ipotesi era che la bimba fosse sfuggita al controllo del patrigno, il marocchino 32enne Mohssine A., e che fosse così caduta dal balcone. Le condizioni di evidente ubriachezza in cui il patrigno verrà trovato, però, cominceranno a far emergere i primi sospetti. “Mia figlia è caduta, sta male, fatemi fumare, fatemi scendere o spacco la macchina”, aveva detto il 32enne nell’auto della Polizia. Cosa è successo davvero? Difficile a dirsi, al momento.

Bimba precipitata a Torino: i precedenti di Mohssine A.

Bimba precipitata a Torino: Mohssine sostiene che la piccola sia caduta dopo essere uscita dal suo appartamento, dove c’erano altri tre amici. Qualcuno, però, lo ha sentito dire: “Mi è scivolata. In tutto questo, la mamma della piccola Fatima, Lucia, che ha avuto la bimba da una precedente relazione, è stata sentita urlare contro ad Azhar: È colpa tua, è colpa tua!. I due hanno cominciato una relazione circa 4 mesi fa.

Di certo, il cittadino marocchino non ha un curriculum esemplare: figurano precedenti per spaccio (l’ultima condanna è di giovedì per detenzione di hashish) e reati contro il patrimonio. Inoltre, è irregolare ma sottoposto ad obbligo di firma, quindi non può essere espulso

Bimba precipitata a Torino: la ricostruzione degli inquirenti

Bimba precipitata a Torino: la ricostruzione degli inquirenti

Bimba precipitata a Torino: la ricostruzione dei fatti, anche se solo parziale, sarebbe la seguente. Lucia è al quarto piano del condominio. All’interno del palazzo vive anche l’uomo, che si è stabilito nello stesso appartamento occupato un tempo dal padre di Fatima. Lucia apre la porta per fare uscire un po’ di fumo, così la piccola ne approfitta per uscire e salire al piano di sopra, per fare visita al compagno della madre.

Stando alle parole del patrigno, a quel punto la bimba si sarebbe issata da sola sopra una ringhiera più alta di lei e sarebbe caduta. La Procura, invece, ipotizza che sia stato il patrigno a farla sporgere oltre la ringhiera, in un modo in cui non era possibile non prevedere l’eventualità di una caduta. Nello specifico, la bimba sarebbe precipitata durante una discussione tra l’uomo e la compagna che si trovava nel balcone sottostante. Rimane da chiarire se il volo sia stato provocato in maniera volontaria o colposa.

A confermare che i due stavano discutendo è stata Stefania, la panettiera che ha visto per prima il corpo a terra della piccola. Ha detto in lacrime: “Avevo appena finito il mio turno, stavo svuotando il secchio di acqua per le pulizie fuori come faccio ogni sera. Ho sentito delle voci in lingua straniera. Era un uomo, e una donna gli rispondeva in italiano, sembrava una discussione ma non un litigio”.

Quando il marocchino è stato informato della morte di Fatima, è scoppiato in un pianto disperato: “Dovevo badarle, è colpa mia, la bambina era sul ballatoio, non so cosa sia successo. Ho sentito le urla e sono corso sotto”.

Il legale del patrigno: “Non si dà pace, è sconvolto”

Alessandro Sena, il legale di Mohssine, ha incontrato il suo assistito nel carcere delle Vallette. Ha detto: “Adesso che è solo sta metabolizzando la tragedia ed è sconvolto, non si dà pace. Non dimentichiamoci che ha saputo della morte della bimba, a cui voleva bene come a una figlia, pochi minuti prima di essere interrogato in Procura”.

Adesso il 32enne è accusato di omicidio volontario con dolo eventuale, ma la Procura deve ancora formulare l’imputazione per l’udienza di convalida del fermo, che dovrebbe tenersi lunedì.

Mohssine al gip: “La bimba mi è caduta per un tragico gioco”

Nel corso dell’interrogatorio di garanzia, Mohssine, assistito dal suo legale, ha ammesso al gip Agostino Pasquariello di aver bevuto un po’ troppo quella sera, di aver assunto hashish, ma di non aver comunque “perso la lucidità”, se non quando la bimba è precipitata.

Sulla dinamica della tragedia, ha detto: “Giocavo con Fatima sul balcone, la lanciavo in aria e la riprendevo, con la mamma che ci guardava da sotto. Non so come sia potuto accadere”. Dunque, si sarebbe trattato di un tragico gioco.

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Asia Buconi
Classe 1998, romana. Studia scienze politiche e relazioni internazionali, ama l’attualità e la letteratura, ma la sua passione più grande è la sociologia, soprattutto se applicata a tematiche attuali. Nel tempo libero divora film e serie tv.

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