giovedì, Ottobre 1, 2020

Perché l’Europa non riconosce il risultato del voto in Bielorussia

È l’annuncio di Charles Michel, presidente del Consiglio europeo: “L’Ue imporrà sanzioni contro i responsabili delle violenze e delle violazioni dei diritti civili in Bielorussia”.

Elza Coculo
Elza Coculo
Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

Il Consiglio europeo è intervenuto in merito a quanto accaduto in Bielorussia, all’indomani delle contestate elezioni del 9 agosto, che hanno confermato al potere il presidente Alexander Lukashenko. L’Europa non riconosce il risultato del voto. È quanto riferisce Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, al termine di una riunione straordinaria:

Oggi mandiamo un messaggio chiaro e solidale con il popolo bielorusso e non tolleriamo impunità. Non riconosciamo il risultato delle elezioni diffuso dalle autorità bielorusse: il popolo bielorusso merita di meglio.

La violenza contro questi manifestanti pacifici è stata sconcertante e condanniamo tali comportamenti. L’Ue imporrà sanzioni contro i responsabili delle violenze e delle violazioni dei diritti civili in Bielorussia.

Cosa è successo in Bielorussia

Dal lontano 1994 la Bielorussia ha conosciuto un solo presidente, Alexander Lukashenko. Il controllo “totalitario” dei media e a una repressione sistematica delle opposizioni, finora, gli ha garantito un posto d’onore in politica, ma quanto accaduto con le ultime elezioni del 9 agosto 2020 ha fatto saltare su l’Europa. A Minsk, dopo l’annunciata vittoria di Lukashenko, ottenuta con l’80% dei consensi, sono scoppiati numerosi disordini sedati con spaventosa violenza da parte delle forze dell’ordine. Sotto accusa le elezioni, giudicate poco trasparenti. Gli osservatori dell’OSCE, Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa, non hanno partecipato alle elezioni e da più parti è stata denunciata una scarsa sorveglianza dei seggi elettorali, per ore sotto controllo di “ignoti”.

Leggi anche: Bielorussia, scontri e feriti dopo l’ennesima vittoria di Lukashenko

In Bielorussia ci saranno nuove elezioni

Bielorussia
Bielorussia, agosto 2020. Secondo una stima citata dal New York Times in piazza c’erano circa 200mila persone: un numero enorme per un paese che ha poco meno di dieci milioni di abitanti.

L’opposizione, guidata da Svetlana Tikhanovskaya, ha puntato il dito contro Lukashenko e ha richiesto di ripetere le elezioni con un maggiore controllo e maggiore trasparenza. Il Consiglio europeo ha accolto la richiesta. E ha chiarito Charles Michel:

L’Ue sostiene pienamente il processo dell’OSCE nella pacificazione della Bielorussia. Il futuro del Paese deve essere deciso dal popolo bielorusso e non a Bruxelles né a Mosca. È importante da entrambe le capitali sostenere il processo pacifico di determinazione del futuro della Bielorussia.

Nessun intervento militare russo in difesa di Lukashenko, o almeno non “per ora” ha detto Sergey Peskov, portavoce del Cremlino, senza accennare alcun commento alle informazioni apparse sui media che riferivano di truppe già inviate al confine.

Lukashenko contro l’Occidente

Mentre l’opposizione chiede le dimissioni del presidente e nuove elezioni, Lukashenko promette di sciogliere il Consiglio di coordinamento dell’opposizione, istituito dalla Tikhanovskaja per condurre una transizione pacifica di potere. E ce n’è anche per l’Occidente. Lukashenko, infatti, crede che l’Occidente continui a finanziare le manifestazioni di piazza e i disordini nel Paese. Durante la riunione del Consiglio di sicurezza ha espressamente detto:

I Paesi occidentali, direttamente, senza nasconderlo, annunciano apertamente la raccolta di fondi e il loro reindirizzamento verso la Bielorussia, lo vediamo. Naturalmente non possiamo rintracciare tutti i finanziamenti che vengono inviati qui perché molti sono in contanti. Ma noi lo sappiamo e ci concentreremo su questo problema.

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Elza Coculo, 30 anni, di adozione romana. Lettrice appassionata con formazione in Studi italiani. Laureata in Editoria e Scrittura. Redattrice per Il Digitale. Amo scrivere di attualità e cultura eco-sostenibile.

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