giovedì, Giugno 30, 2022

Berlusconi presidente della Repubblica: scenario davvero possibile?

Sono sempre più insistenti le voci che intercorrono sulla corsa di Berlusconi al Quirinale per il post Mattarella, c'è da capire quanto sostegno e convinzione ci sia dietro la candidatura al colle del fondatore di Forza Italia.

Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

Berlusconi Presidente della Repubblica, solo voci o concretezza? Il mandato di Sergio Mattarella scadrà il 3 febbraio 2022, fra pochi mesi, per cui dal 3 agosto, inizio del semestre bianco (ovvero gli ultimi sei mesi del mandato del Presidente della Repubblica) sui media è scattato il “toto capo dello stato” per capire chi succederà all’attuale inquilino del Quirinale.

Il nome che viene fatto più insistentemente è quello di Mario Draghi, l’attuale premier, sul quale però la maggioranza è divisa, c’è chi vorrebbe Draghi Presidente del Consiglio fino alla fine dell’attuale legislatura oppure chi vorrebbe l’ex presidente della BCE come primo candidato per la corsa al colle.

Poi ci sono i nomi che non ti aspetti (?) come quello di Silvio Berlusconi, ma quanto c’è di concreto nello scenario che vorrebbe Berlusconi presidente della Repubblica?

Silvio Berlusconi Presidente della Repubblica: è realmente possibile?

Il popolo in una democrazia è sovrano, perciò può decidere con il proprio ideale l’ascesa o il declino dalla scena politica di chiunque ne faccia parte. Questo è quello che è accaduto a Berlusconi leader di Forza Italia, che dopo aver governato il paese per quasi 20 anni ed essere stato coinvolto in ogni tipo di processo penale dalla prostituzione alla strage ora rappresenta un percentuale, si piccola (6.8 i punti nei sondaggi) ma comunque influente all’interno della coalizione del centro-destra.

Questo è un periodo in cui si è tornati prepotentemente a parlare dell’ex patron del Milan e non solo quando si legge “Berlusconi Presidente della Repubblica” ma anche per la sua assoluzione per corruzioni in atti ufficiali nel processo “Ruby ter”.

Ci sono però due fattori su cui si dovrebbe riflettere, tralasciando gli ultimi 30 anni. Recentemente per l’ex faccendiere Gianpaolo Tarantini è stata confermata la condanna a 2 anni e 10 mesi per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, Tarantini “procacciava” e poi portava ragazze che poi si prostituivano alle “cene eleganti” organizzate da Berlusconi, sperando di salire sulla carrozza d’oro dell’ex premier.

Non costituisce reato sicuramente pagare per avere in cambio del sesso, se sei Presidente del Consiglio in carica e lo fai in una residenza di stato però forse va da se che la cosa non è così consueta (usando un eufemismo).

Se non bastasse questo, recentemente la Cassazione ha confermato uno scenario molto inquietante:

Scrivere che la società Fininvest di Silvio Berlusconi ha pagato Cosa nostra ed è stata in rapporti con la mafia si può.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione dopo un processo durato 7 anni. Assolti dalle accuse di diffamazione il magistrato Luca Tescaroli (in foto), il giornalista Ferruccio Pinotti e la loro casa editrice, la Rcs Libri, per la pubblicazione del libro “Colletti sporchi” nel quale avevano “evocato il coinvolgimento di Fininvest nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa”.

Se si dimenticano per un secondo le strategia politiche con fine la corsa al colle, è possibile che il presidente di una società che ha finanziato cosa nostra (quella del periodo stragista dei corleonesi) possa realmente valutare la propria candidatura al Quirinale?

Quella stessa mafia che ha ucciso il Presidente della Regione Sicilia, Piersanti Mattarella il 6 gennaio 1980, nonché fratello dell’attuale Capo dello Stato Sergio Matterella, insomma un passaggio di consegne quantomeno paradossale. Ma è davvero così facile ignorare un fatto di una gravità simile?

Berlusconi Presidente della Repubblica: l’analisi politica

Resta difficile da capire se il centrodestra stia realmente prendendo in considerazione l’ipotesi di Berlusconi Presidente della Repubblica, o se invece gli alleati e i collaboratori di Berlusconi lo stiano assecondando solo perché il giovane 85enne continua attraverso il suo residuo potere e la sua ormai storica presunzione a nutrire un’ambizione a dir poco irrealistica.

Se poi per assurdo il centrodestra dovesse realmente presentarsi compatto e con il nome del candidato unico Berlusconi Presidente della Repubblica allora lo scenario (assurdo) potrebbe essere questo:

La somma dei consensi di Forza Italia (127), Fratelli d’Italia (58), Lega (197), i totiani di Coraggio Italia più altri centristi (31), Noi con l’Italia-Sgarbi (5) e dei delegati regionali (33), farebbe un totale di 451. Ne mancherebbero dunque all’appello 54.

Il centrodestra ha 451 voti, tra senatori, deputati e delegati regionali, su 1008 elettori per la scelta del capo dello Stato: l’asticella, per la maggioranza assoluta, è di 505.

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Tommaso Panza
Salentino, classe 1993. Una laurea in mediazione linguistica. Fondazione Basso(Roma). Amante della lettura e del cinema, in particolare delle opere che raccontano spaccati di realtà. Deciso sin da piccolo a diventare un giornalista.

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